Le otto montagne, dove è stato girato il film: i luoghi spettacolari da visitare tra Valle d’Aosta e Nepal
Tra vallate alpine, antichi borghi e sentieri ai piedi del Monte Rosa, Le otto montagne trasforma i luoghi del romanzo di Paolo Cognetti in un viaggio cinematografico alla scoperta della natura più autentica. Ecco dove sono state girate le scene e quali località meritano una vacanza.
Nel film Le 8 montagne il paesaggio è davvero il protagonista. In questo film, diretto da Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch, la montagna infatti non è soltanto lo sfondo delle vicende di Pietro e Bruno, ma diventa una presenza viva, che influenza scelte, amicizie, solitudini e destini.
Il luogo simbolo del film è la Valle d’Aosta, in particolare la Val d’Ayas, una delle vallate più suggestive dell’arco alpino. Qui i registi hanno ricostruito il mondo raccontato da Cognetti, vivendo per lungo tempo nei territori scelti per le riprese per comprenderne atmosfere e ritmi.
La storia cinematografica comincia a Graines, piccolo villaggio del comune di Brusson, nella parte alta della Val d’Ayas. È proprio qui che il giovane Pietro, bambino torinese in vacanza con la madre, incontra Bruno, l’unico ragazzo rimasto in un paese quasi abbandonato. Graines è un luogo che conserva ancora oggi il fascino delle comunità alpine di un tempo: case in pietra, pascoli, silenzi interrotti soltanto dai rumori della natura. La costruzione utilizzata nel film come casa della famiglia di Pietro è la vecchia scuola del villaggio, oggi legata alla memoria storica locale.
Qui sono state girate alcune scene dell’infanzia dei protagonisti, compresa quella del vecchio mulino. Il paese rappresenta uno degli esempi più interessanti della cultura alpina valdostana: accanto alle attività turistiche legate allo sci e alle escursioni, conserva ancora testimonianze della civiltà contadina. Per chi desidera ripercorrere le atmosfere del film, una delle mete più emozionanti è la zona di Estoul, piccolo villaggio sopra Brusson. Da qui partono numerosi sentieri verso alpeggi e panorami dominati dal Monte Rosa.
Nel film l’alpeggio dove Bruno vive con lo zio si trova idealmente a Lavassey, a circa 2.000 metri di quota. Il luogo racconta uno stile di vita ormai raro, quello degli allevatori che trascorrono l’estate in alta montagna seguendo il ritmo delle stagioni. Estoul è oggi una meta ideale per escursionisti e amanti della natura: durante l’estate offre percorsi tra prati alpini, laghi e pascoli, mentre in inverno diventa un punto di riferimento per lo sci.
Altre scene sono state girate al Pian di Verra, sopra Champoluc, una delle località più amate della Val d’Ayas. Questo altopiano alpino è un punto di partenza per numerosi itinerari e offre una vista privilegiata sulle grandi cime del Monte Rosa. Per una vacanza all’insegna del film, Champoluc rappresenta una scelta ideale: è un centro turistico storico della valle, con strutture ricettive, impianti di risalita e una rete di sentieri che permette di vivere la montagna in ogni stagione.
Se la montagna rappresenta il luogo delle radici e dell’identità, Torino nel film assume il ruolo della città da cui Pietro cerca continuamente di prendere le distanze. Le riprese hanno coinvolto diverse zone del capoluogo piemontese, tra locali del centro e aree urbane. La Torino raccontata dalla pellicola non è quella dei grandi monumenti turistici, ma una città quotidiana, fatta di lavoro, cambiamenti e continua ricerca personale.
La parte finale del film conduce lo spettatore lontano dall’Italia, fino al Nepal, luogo fondamentale nella crescita interiore di Pietro. Il viaggio nel Paese himalayano rappresenta la ricerca di un equilibrio diverso e richiama il significato simbolico delle otto montagne citate nel film: secondo una tradizione buddhista, intorno al monte Meru, la montagna centrale dell’universo, esistono otto montagne e otto mari. Il Nepal diventa quindi il luogo della scoperta e della trasformazione, contrapposto alla montagna valdostana che invece rappresenta le radici, l’amicizia e il legame con il passato.
La storia segue l’amicizia tra Pietro e Bruno, due bambini molto diversi che si incontrano durante un’estate in Val d’Ayas negli anni Ottanta. Pietro arriva dalla città, mentre Bruno appartiene completamente al mondo della montagna. Crescendo, le loro strade si separano: Pietro viaggia, cerca la propria identità e si allontana dalle montagne; Bruno invece rimane legato alla sua terra, costruendo la propria vita tra alpeggi e tradizioni. Da adulti i due si ritrovano e cercano di recuperare quel rapporto speciale nato da bambini, affrontando però ferite personali e scelte difficili. Nel cast troviamo Luca Marinelli nei panni di Pietro e Alessandro Borghi nel ruolo di Bruno. Con loro anche Filippo Timi nei panni del padre di Pietro e Elena Lietti nel ruolo della madre.