The Walking Dead 6x01, "Come la Prima Volta": la recensione
Ecco la nostra recensione alla season première della sesta stagione di The Walking Dead, "Come la Prima Volta"
In questo episodio siamo di fronte a due tipi di narrazione. Uno di preparazione e l'altro esecutivo. Il problema dove sta? Come al solito nel ritmo e soprattutto nella rappresentazione troppo piatta e scontata di alcuni personaggi. Infatti mette a dura prova il futuro di questa serie vedere la ridondanza strutturale con cui certi eventi tendono a ripetersi. Stavolta, insomma, The Walking Dead sembra aver bisogno di qualcosa di più.

Quella che vedete sopra non è una scena dell'episodio, bensì una scena de La Notte dei Morti Viventi di George Romero. Ciò che abbiamo visto fare nell'episodio con il bianco e nero non è neanche lontanamente un omaggio ma semplicemente un modo per dirci questo è il prima, quello a colori è il dopo.
In un montaggio alternato, costruito molto bene, vediamo svolgersi le azioni. Un aiuto per rendersi conto del tempo. Un tempo che fa fatica a scorrere.
Il rimedio, però, non sembra essere così sicuro. A questo punto Rick e il suo team, con l'aiuto dei volontari e l'assenso di Deanna, escogitano un piano per risolvere l'imminente disagio. Una volta attuato il piano sta a voi decidere se è buono o no. Sicuramente sembra efficace, alla fine il progetto è quello di rinforzare tramite delle linee guida quello che era stato già fatto in precedenza, trascinando gli erranti da una posizione a un'altra. Impeccabile, visto così. Quello che ci chiediamo è quanto essenziale e soprattutto quanto stimolante sia stato guardare la sua progettazione, quando essendo un primo episodio ci immaginiamo subito l'esito finale. Deve esserci per forza una risoluzione in negativo, questo si pensa per tutto l'episodio, e è infatti così che andrà. Manca quella strana sensazione di agitarsi sul divano in attesa di capire cosa succederà, chi ce la farà e chi no.
Era davvero necessario usare quest'ora e cinque minuti per raccontare un piano e vederlo attuato fino a metà?Una volta presentatici i nuovi personaggi, quello che spicca di più è sicuramente Heath che però, dopo un'interessante presentazione e discussione sullo stile dei capelli con Eugene, svanisce immediatamente nel dimenticatoio, o comunque non assume spessore. Glenn fa la parte del buon samaritano, ma almeno la scrittura e la definizione del suo personaggio non perde coerenza. Sicuramente Morgan risulterà nel futuro, viste le buone premesse, un buon ritorno, fa la parte di Jigsaw in positivo, ricordando a Rick l'importanza della vita e delle buone azioni, una sorta di angelo custode. Record di tempo per quanto riguarda la fiducia che Rick pone nei suoi confronti. Michonne rimane nell'ombra così come Daryl su una sella di una motocicletta con il suo sguardo cupo non portando al suo amabile personaggio nulla di nuovo.
Le promesse stavolta non sono state mantenute: così come il rimbombare di un clacson ha distolto l'attenzione degli erranti dal rombo del motore della moto di Daryl, l'espediente usato per il cliffhanger di questo episodio toglie a noi la fiducia nei confronti dello show.
Era davvero necessario usare quest'ora e cinque minuti per raccontare un piano e vederlo attuato fino a metà? Un episodio troppo corposo composto da sketch drammatici, classiche ambientazioni e risoluzioni al limite del prevedibile.
Vista così, The Walking Dead si conferma una bella favola moderna.