Gotham 2x09, "A Bitter Pill to Swallow": la recensione
Ecco la nostra recensione del nono episodio della seconda stagione di Gotham
Si parte con Tabitha, che dopo essere rimasta ferita nella sparatoria in chiesa, raggiunge un agenzia di killer con lo scopo di mandare qualcuno ad uccidere Jim Gordon e vendicarsi così definitivamente, a partire dalla ferita sul suo braccio. Gordon insieme a Barnes e a qualche altro ufficiale della polizia cerca di trovare nella residenza di Galavan qualche prova in più, necessaria alla sua carcerazione definitiva. Il primo che prova a uccidere Gordon è l'uomo che gli offre delle caramelle nell'ascensore: purtroppo il risultato per quest'ultimo è negativo, Gordon sembra più agguerrito che mai. Infatti nel momento in cui capisce la grandezza della taglia sulla sua testa oltre alle prove da trovare deve anche occuparsi della sua incolumità e del suo rapporto con Lee, venutosi a modificare dopo gli eventi dello scorso episodio a causa di Barbara. Ma a quanto pare, oltre ai nervi tesi Jim, sembra cavarsela bene, anche grazie alla supervisione del capitano Barnes, che gli ricorda sempre la buona condotta: "non c'è confine, solo la legge". Dopo aver fatto fuori il primo bersaglio, l'agenzia, determinata a soddisfare la richiesta di Tabitha manda altri scagnozzi, anch'essi però fatti fuori in poco tempo. In quest'ultima sparatoria, però, Barnes viene ferito ad una gamba da uno dei killer, il quale con un coltello riesce a lacerargli un'arteria. A quanto pare per fermare l'ira di Gordon non basta neanche questo.
Nel frattempo l'altra bella prova di questa stagione la stanno facendo Nigma e Pinguino. Quest'ultimo inizialmente rammaricato e desolato della perdità del suo impero, ma soprattutto della morte di sua madre, si lascia guidare da Nigma verso una nuova consapevolezza, che apparentemente nei primi minuti dell'episodio sembrava rifiutare. La cosa buffa è che inizialmente il destino aveva portato a credere a Nigma che il miglior guru verso una vita in preda alla follia potesse essere proprio Pinguino. Nel corso dell'episodio ci rendiamo conto che avviene il contrario, infatti sarà proprio Pinguino che si lascerà condurre e convincere dai bei discorsi di Nigma.
Tutto questo viene contornato da un ambiente tetro, che dà sul verdognolo, con il solito sfondo in stile fumettistico che non distruba, anzi. C'è qualche indovinello che rimanda ai ricordi e ai propri fallimenti. Nigma dice: "bisogna vivere senza vincoli, per quelli come noi l'amore è un punto debole, un uomo deve rispondere solo a se stesso". E come si lascia convincere Pinguino da queste parole di conforto, queste parole al di fuori del buon senso. Ma in fondo è del duo dinamico dei villain per eccellenza, che a fine episodio sembra portare la serie a un livello ancora più superiore.
Le carte in tavola sono tante, così come gli interessanti risvolti narrativi, a partire da Gordon, personaggio nella prima stagione ripetitivo e scontato. Quest'anno episodio dopo episodio, vediamo i suoi tratti caratteriali e quindi anche quelli psicologici più simili e degni del suo nome. L'attesa per il proseguio di questa stagione è tanta e ora che i "fratelli" di Galavan vestiti con i loro cappucci da monaci arrivano in città, la carne sul fuoco è ancora più succosa.