X-Files 10x03, "La Lucertola Mannara": la recensione
Ecco la nostra recensione del terzo episodio della decima stagione di X-Files, intitolato "La Lucertola Mannara"
Il caso è molto semplice e lineare, ma mentre scorre si affrontano temi importanti che non vengono presi sul serio ma che nonostante tutto fanno riflettere. Già dal prologo pre-sigla si percepisce che questo sarà il classico episodio strambo. Inizialmente vediamo Mulder e Scully discutere di mostri e di creature in maniera inversa rispetto al canonico stile dei due. Mulder rinnega tutti i suoi pensieri e le sue indagini sulle creature più assurde incontrate durante il suo percorso e Scully questo non lo comprende, sente il bisogno di riavere indietro il vecchio Mulder, quello che crede nelle cose a modo suo. Scully vuole rivedere quella convinzione nelle sue parole, parole che convincerebbero anche il più scettico degli esseri umani.
Rhys Darby interpreta magnificamente Guy, l'attore ha i tempi comici perfetti, ha uno stile quasi teatrale nella recitazione e il suo accento anomalo rende tutto molto più strano. Scully, pur non essendo al centro dell'episodio è super ironica e divertente. Il modo in cui si pone nei confronti di Mulder e del caso è quasi come sentire una barzelletta che nel momento in cui arriva al culmine fa esplodere quasi di gioia, increduli a quello che si sta guardando. Chissà se tutto quello vissuto da Mulder non sia solo una stramba allucinazione, noi percepiamo tutto come Scully e pretendiamo come lei che lui torni a credere.
Straordinaria anche la scena nel motel che riprende a tratti Psycho, con i buchi tra le stanze per spiare i clienti e quell'individuo fuori di testa che al comando di un classico vacancy americano promette risate e follia. Mulder è inizialmente scrupoloso e quasi scettico ma poi si lascia sopraffare, emozionare e grazie alla risoluzione del caso, che come sempre Scully capisce in anticipo, sceglie per forza di cose di credere a Guy, e così si rende conto che forse c'è ancora speranza, si può credere ancora a qualcosa che per molti anni i due agenti non hanno smesso di fare.