The Walking Dead 7x07, "Sing Me A Song": la recensione
Ecco la nostra recensione del settimo episodio della settima stagione di The Walking Dead, intitolato "Sing Me A Song".
Partiamo subito da Michonne che segue più o meno la stessa strada di Rosita: entrambe hanno come obiettivo quello di vendicarsi di Negan. La prima lo fa per conto suo senza chiedere aiuto a nessuno - al massimo l'aiuto lo pretende con la forza. Rosita invece prosegue il suo viaggio verso la vendetta con al suo fianco Eugene, il quale ammette di essere piuttosto contrario al suo modo di gestire le cose. I due sembrano essere una coppia vincente sullo schermo e il modo che hanno di rispondersi e di guardarsi negli occhi ha quel qualcosa di autentico che stuzzica l'attenzione dello spettatore. Spencer invece, dopo essersi praticamente confessato con Padre Gabriel, decide di far vedere agli altri di che cosa è capace; infatti decide di agire in solitaria alla ricerca di alcune provviste. L'impressione è che gli autori stiano preparando un finale per questo personaggio. Rick ed Aaron invece si allontanano da Alexandria alla ricerca di qualche tributo da consegnare a Negan. Finiranno per trovare un posto piuttosto particolare che forse regalerà loro qualche sorpresa inaspettata. E mentre tutti continuano ad agire impulsivamente lontani gli uni dagli altri, senza comunicare e continuando a raccontarsi bugie, Carl viene messo di fronte ad una dura prova: quella di non fare errori.
Il momento più intenso di tutto l'episodio arriva quando Negan obbliga Carl a togliersi la benda. Iniziano quindi le punizioni e quelle prese in giro che non hanno nessun limite. Solo nel momento in cui Carl comincia a piangere, Negan si rende conto che chi ha di fronte è solo un ragazzino. Ma nonostante questo il leader dei Salvatori non si accontenta e arriva a richiedere prepotentemente al giovane di cantargli una canzone. E mentre Carl inizia ad intonare "you are my sunshine, my only sunshine...", si entra in una dimensione quasi surreale specialmente nell'istante in cui Negan comincia ad esercitarsi con Lucille. Chandler Riggs dà il meglio di se, rimanendo impassibile in alcuni momenti e crollando emotivamente in altri. A volte osserva e basta, altre volte prende il controllo della situazione agendo però d'istinto.
Dopo aver fatto fare a Carl il giro nel covo dei Salvatori, Negan sceglie di ritornare ad Alexandria. E mentre Rick è lontano da casa, Negan ha il tempo per mettere in piedi l'inizio di un'imminente apocalisse. Con in braccio Judith e Carl al suo fianco, il capo dei Salvatori trova finalmente il modo di appropriarsi di tutto quello che appartiene a Rick - e forse saranno proprio queste le azioni che porteranno l'ex poliziotto a vedere le cose diversamente. C'è da dire che sono state molte le scene in questo episodio che hanno ricordato le pagine del fumetto e che hanno portato lo spettatore a ritrovare quella tensione palpabile che The Walking Dead è capace di regalare. I singoli personaggi hanno intrapreso il loro percorso e anche Daryl sembra essere finalmente vicino al suo momento di riscatto. Sorprendente la figura di Jesus che compare e scompare senza fare passi sbagliati e ancor di più impressiona la forza d'animo di Michonne. E' innegabile che l'attesa per il prossimo episodio sia alta, speriamo solo che le aspettative comuni non vengano deluse.