Lo Chiamavano Jeeg Robot: Claudio Santamaria e il supereroe “nato dal Tevere”

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Supereroe

su·pe·re·rò·e/

sostantivo maschile

Nel mondo dei fumetti e del cinema, personaggio dotato di poteri eccezionali, dei quali si serve per salvare gli esseri umani in pericolo.

 

Il Tevere, da qualche decina di secoli, ha una certa importanza quando si parla di miti e leggende, storie che affondano e intrecciano le proprie radici con quelle della fondazione stessa della nostra capitale, Roma.

Ultimamente al cinema abbiamo avuto modo di vederlo co-protagonista di alcune scene votate tanto all’azione, l’inseguimento fra James Bond e Mr. Hinx nel deludente Spectre, quanto comiche come in Zoolander 2, quando il supermodello e la sexy agente della Fashion Division interpretata da Penelope Cruz riemergono – lerci e fangosi – dalle sue acque dopo una lunga nuotata.

Tornando alle leggende di cui sopra, in questo mese di febbraio 2016 possiamo affermare con una certa sicurezza che, “a qualche annetto di distanza” dallo psichedelico Diabolik di Mario Bava o dal più “controverso” Tex di Duccio Tessari interpretato da Giuliano Gemma, il Tevere è ora diventato anche il ventre tossico e radioattivo da cui è emerso il supereroe interpretato da Claudio Santamaria in Lo Chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti.

Già perché malgrado il titolo possa forse “depistare” i meno attenti, il mecha ideato da Gō Nagai e Tatsuya Yasuda nel 1975 c’entra marginalmente con l’Enzo Ceccotti di Santamaria.

O meglio, c’entra in relazione a come viene visto dalla dolce e problematica Alessia di Ilenia Pastorelli. Un’attrice che rappresenta uno di quei fortunati, rari casi di persone fuoriuscite dalla casa del Grande Fratello con qualcosa da dire e da dare al mondo dello spettacolo.

Ma tornando a Enzo e al suo “fortunato” incontro con barili pieni di liquami ben poco salutari buttati nel Tevere, qua si parla di superpoteri acquisiti con il più fortuito degli incidenti che provocherà un vero e proprio scossone nell’esistenza del protagonista.

Che sia il classico ragno di Spider-Man, lo strano meteorite di Chronicle o l’inaspettata scoperta fatta da David Dunn dopo una tragedia ferroviaria in Unbreakable – Il Predestinato, poco cambia. jeeg

Sappiamo tutti molto bene come prosegie la frase pronunciata da Zio Ben a suo nipote. Quella che comincia con “Da un grande potere…”.

Per il borgataro “small time crook” Enzo non sarà semplice passare da un’esistenza fatta di espedienti a quella di superhero dotato di forza e capacità fisiche sovrumane. Perché da che mondo è mondo la prima battaglia, quella più difficile, che i supereroi devono affrontare è quella con loro stessi e con il notevole bagaglio di sensi di colpa che si portano dietro per una ragione o per l’altra.

E Gabriele Mainetti ce lo racconta in un film che non ha nulla da invidiare ai toni delle produzioni cinefumettistiche americane o inglesi che tanto amiamo, con un misto di cura per la messa in scena, abilità di montaggio, e amore per i personaggi che una volta era quasi la prassi nel cinema pop italiano, negli anni in cui non ci vergognavamo di insegnare al resto del mondo come si confezionavano i film horror, i peplum e gli western.

Lo Chiamavano Jeeg Robot è davvero un fulmine a ciel sereno nello stanchissimo panorama cinematografico dello stivale.

E se il mondo andasse come dovrebbe andare, così come un Taika Waititi ha ricevuto “un’offerta che non poteva rifiutare” da parte di Kevin Feige dopo il sagace What We Do in The Shadows, anche il nostro Gabriele Mainetti non sfigurerebbe di certo dietro la macchina da presa di una colossale produzione Marvel o DC.

Ma intanto evitiamo di perdere tempo dietro ai sé e ai ma e godiamoci questa certezza: Claudio Santamaria, dopo aver prestato la voce tanto al Batman di Nolan quanto a quello di The LEGO Movie, dà vita, con anima e corpo, al primo supereroe Made in Italy che non ha nulla da invidiare a quelli d’oltre confine.

***

Ecco la sinossi:

Enzo Ceccotti entra in contatto con una sostanza radioattiva. A causa di un incidente scopre di avere un forza sovraumana. Ombroso, introverso e chiuso in se stesso, Enzo accoglie il dono dei nuovi poteri come una benedizione per la sua carriera di delinquente. Tutto cambia quando incontra Alessia, convinta che lui sia l’eroe del famoso cartone animato giapponese Jeeg Robot d’acciaio.

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