Prosegue il nostro viaggio dietro le quinte di Oceania con un nuovo estratto dalla nostra visita ai Walt Disney Animation Studios effettuata ad agosto grazie alla Disney. Qualche giorno fa vi abbiamo proposto il nostro incontro con i registi Ron Clements e John Musker, che ci hanno presentato il film e i suoi personaggi, seguito dall’incontro con i realizzatori degli effetti visivi.

Oggi invece tocca al nostro incontro con Bill Schwab (art director), Amy Smeed (responsabile dell’animazione), Malcoln Pierce (supervisore dell’animazione) e Neysa Bové (sviluppatrice degli effetti visivi e dei costumi) incentrato sulla protagonista del film, che in Italia è stata chiamata Vaiana.

Vaiana è un’esuberante, tenace e compassionevole sedicenne che fatica a trovare se stessa. In questo incontro abbiamo potuto parlare con gli artisti della Disney che hanno creato questa avventuriera, dai primi schizzi, al design dei costumi, fino alla sua animazione finale, imparando come sia le ricerche fatte, che la voce dell’attrice che ha dato vita al personaggio, abbiano contribuito ad ispirare questi artisti.

Il primo argomento affrontato è stato quello del design del personaggio che evolve sempre assieme all’evoluzione stessa della storia, come specifica Bill Schwab, che ha cominciato a lavorare al personaggio di Vaiana tre anni e mezzo fa, quando già esisteva una bozza di uno studio su come gli animatori pensavano che il personaggio sarebbe dovuto apparire. Schwab si è fatto quindi ispirare da questo punto di partenza per arrivare poi a creare il design finale di Vaiana, nelle fattezze in cui la vedremo nel film. Alcune della caratteristiche su cui si sono basati nel creare il personaggio sono legate al suo carattere e sono la sua allegria e la forza, che dovevano essere visibili nei suoi tratti, inoltre i registi, John Musker e Ron Clements, fin dall’inizio, volevano sviluppare un certo stile per la protagonista. Cercando di capire quanto “fumettistico” avrebbe dovuto essere, gli animatori hanno sottoposto loro diverse prove prima di arrivare al risultato finale. In quest’ottica sono stati fondamentali i viaggi che gli animatori hanno fatto nelle isole della Polinesia per entrare in contatto con le culture del luogo, cercando di assorbire il loro stile. In particolare, nel secondo viaggio, gli artisti sono tornati con un incredibile numero di fotografie degli abitanti delle isole, che sono state di tale ispirazione, da servire come linee guida per la creazione dei personaggi del film: persone vere, da luoghi veri che hanno permesso loro di creare volti realistici. Grazie a queste immagini è stata disegnata per la prima volta quella che sarebbe poi diventata ufficialmente Vaiana, un’immagine che tutti hanno amato istantaneamente, registi compresi.

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Per quanto concerne invece i costumi di Vaiana, la protagonista del film ne indossa molti nel corso del film, ma la sfida più grande è stata quella di creare costumi che non fossero solo appropriati per la cultura dei popoli del Sud del Pacifico che vengono rappresentati, ma che lo fossero anche per la Disney, gli animatori hanno tenuto quindi conto di queste necessità per creare qualcosa di davvero unico. Tutti i costumi della protagonista sono fatti con materiali che potevano essere reperiti su quelle isole tremila anni fa, tenendo in considerazione il fatto che dovevano anche permettere alla protagonista di potersi muovere agilmente, perché Vaiana è una viaggiatrice ed un’avventuriera e prestare attenzione a questo particolare avrebbe aiutato l’animazione e le movenze del personaggio. Non esistendo ovviamente prove fotografiche risalenti a tale periodo su cosa gli abitanti di quelle isole indossassero, la creatività degli artisti è stata quindi fondamentale nel creare i costumi per Vaiana, che hanno comunque sempre cercato di rispettare le tradizioni di quei popoli. Anche lo stile nelle pettinature è stato ricercato pensando a cosa una ragazza con i capelli così lunghi e ricci avrebbe fatto navigando su una barca a vela, per questa ragione vediamo quindi spesso Vaiana con uno chignon, una pettinatura che – tra l’altro – è usata molto spesso dalle donne di quei popoli, che raccolgono i capelli per indossare i loro particolari copricapo. Persino i gioielli che Vaiana indossa sono stati oggetto di approfondita ricerca e, alla fine, è stata scelta per lei una collana decorata con una conchiglia di abaloni, detta anche orecchio di Venere o orecchio di mare, una conchiglia molto speciale per gli abitanti delle isole. Una delle sue caratteristiche più belle è che l’interno della conchiglia, una volta rimosse le incrostazioni che la ricoprono, rivela una traslucida madreperla che crea un contrastato con le incrostazioni che, secondo gli artisti, rappresenta al meglio l’incontro tra la terra ed il mare.

Come anticipato Vaiana, durante il film, indossa diversi costumi, tra i quali il taluga, un particolare abito cerimoniale di origini tahitiane in cui il rosso la fa da padrone, poiché questo colore è un segno di regalità e Vaiana, in quanto figlia del capo dell’isola, è considerata una principessa di sangue reale.

I responsabili dell’animazione, che si sono occupati di creare il personaggio della protagonista, hanno cominciato a lavorare almeno due anni prima degli animatori, creando una serie di test che poi sono stati usati per dare vita al prodotto finale. Il loro compito è quello di capire come ogni personaggio si muova o possa agire e, per quanto concerne Vaiana, si è fatta particolare attenzione alla vasta gamma di espressioni e stati d’animo che avrebbe dovuto esprimere. Uno degli elementi più difficili da disegnare per i personaggi di questo film è quello dei folti capelli ricci, caratteristici di quei popoli. In Oceania, solo per riprodurre i capelli, sono stati usati tre diversi software, un effetto molto costoso da creare, poiché significa gestire milioni di dati, nonché trascorrere molte ore lavoro sui computer.
I dettagli a cui pensare, nel creare un personaggio come Vaiana, sono davvero innumerevoli: dal modo in cui muove le dita delle mani, ai denti, al collo, alle clavicole, al movimento delle labbra, nulla è lasciata al caso e spesso sono dettagli che ad occhi meno esperti finiscono per sfuggire, ma che, nel loro insieme, contribuiscono all’effetto finale di eccellenza al quale la Disney ci ha abituati.

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Anche il modo in cui si muove un personaggio è fondamentale, ogni animatore ha sul proprio computer una riproduzione di una sorta di scheletro digitale con tutte le articolazioni di un essere umano e con una serie di comandi gli è possibile far muovere questo scheletro per rendersi conto dell’efficacia dei movimenti di ogni personaggio. Solo per far muovere il visto di Vaiana, esistono 181 comandi, il che rende l’idea del livello di dettaglio che si riesce a raggiungere nel creare un personaggio animato. Dare la vita ad un cartoon, è paragonabile – secondo gli artisti – a fare una scultura: gli animatori ne modellano il sorriso, il movimento delle ciglia ed ogni singolo muscolo del viso e del corpo. A volte si trascorrono più di tre ore a cercare di rendere al meglio una sola posa che, per dare un’idea di quanto lavoro richieda, è composta da 24 fotogrammi per secondo, il che lo rende, a detta degli animatori, un processo molto divertente, ma anche molto lungo.

Un altro aspetto importante dell’animazione è quello della standardizzazione del processo di alcuni elementi, a lavorare su un solo personaggio non è infatti solo un’artista, ma una squadra, è quindi fondamentale che tutti gli stili vengano assimilati per rendere armonico il risultato finale. A rendere però particolarmente difficile questo processo è l’animazione delle mani, definite dagli artisti “una bestia,” per ogni dito ci sono infatti tre diversi comandi e la quantità di movimenti digitalizzata è veramente enorme. Ovviamente per gli animatori è stato anche molto importante incontrare la giovane Auli’i Cravalh, che dà la voce a Vaiana. Spesso infatti sono soliti registrare le scene del film che vengono doppiate e le riguardano insieme alle immagini per capire se voce ed espressioni combacciano e considerato che Auli’i e Vaiana sono coetanee, studiare le espressioni della giovane è stato molto importante per gli artisti, per aggiungere realismo al personaggio.