Prosegue il nostro viaggio dietro le quinte di Oceania. Il nuovo appuntamento del nostro reportage dalla visita ai Walt Disney Animation Studios a Burbank qualche mese fa, dove abbiamo incontrato i realizzatori del film, è dedicato oggi a uno dei personaggi più amati del film, ovvero Maui.

LE ORIGINI DI MAUI

Incontro con Hyrum Osmond (responsabile dell’animazione), Mack Kablan (Supervisore dell’animazione per Maui), Eric Goldberg (Animatore 2D), Carlos Cabral (responsabile dei personaggi ed tecnico dell’animazione).

Una volta considerato il più grande eroe in tutta l’Oceania, Maui è un semidio, metà dio, metà mortale, ma fantastico per intero. Grazie a questo incontro scoprirete come il team abbia tratto ispirazione da diverse leggende che vengono narrate in tutto l’Oceano Pacifico per realizzare il personaggio di Maui, il suo magico amo, la sua capacità di mutare forma diventando un animale ed i suoi particolarissimi tatuaggi, che non sono solo un racconto delle sua prodezze, ma rappresentano anche la sua coscienza.

Maui non è solo il nome di un’isola delle Hawaii, ma anche quello di un semidio

Maui non è solo il nome di un’isola delle Hawaii, ma anche quello di un semidio la cui leggenda si propaga da secoli per le isole del Pacifico, quando gli artisti della Disney hanno cominciato a pensare a come il personaggio sarebbe dovuto apparire sullo schermo sono stati preparati diversi schizzi ed esempi. In una delle prime versioni – per esempio – Maui era calvo, ma dopo essersi consultati con gli esperti dell’Oceanic Story Trust, si è appreso che nelle leggende che lo descrivono il semidio ha una folta capigliatura, che è stata aggiunta al personaggio e che ha poi condotto al design finale. Come nel caso di Vaiana, i capelli sono una caratteristica fisica importante del personaggio, il che ha portato gli animatori a sviluppare un nuovo e più dinamico modo di disegnarli che ha portato a un notevole avanzamento tecnologico nell’animazione dei capelli rispetto a come erano realizzati nel mondo dell’animazione prima di questo film.

Un altro aspetto tecnicamente molto difficile da affrontare, è stato che Maui è sempre a petto nudo, cosa che alla Disney non è accaduta spesso, costringendo così gli animatori a prestare particolare attenzione all’anatomia del personaggio, che ha l’aspetto massiccio finale che vedremo nel film, proprio per rappresentare, con la sua fisicità, anche il potere che è in grado di sprigionare. Gli artisti si sono inoltre fatti ispirare, soprattutto nel sorriso e nelle sopracciglia, dall’aspetto di Dwayne Johnson, che presta la voce al personaggio, che è stato di ispirazione anche per il carattere di Maui, il modo in cui si esprime, muove la testa o, più in generale, usa il proprio corpo quando parla, sono un diretto riferimento all’attore.
Era inoltre importante che la postura di Maui, in quanto semidio adorato dagli umani, contribuisse a dare al personaggio quella sicurezza (a volte strafottenza), necessaria a rendere al meglio la potenza del personaggio. Maui mostra di essere completamente a proprio agio con il suo corpo e non deve esercitare la sua leggendaria forza per rendere credibili i propri movimenti, ma lascia piuttosto che la gravità faccia tutto il lavoro per lui, rendendolo molto efficiente nei movimenti, senza che compia grossi sforzi fisici. Nonostante la sua stazza, Maui è molto agile e nel giro di pochi fotogrammi riesce a passare da una posizione di rilassamento ad una attiva, senza sprecare troppe energie.
L’amo di Maui è un altro elemento molto importante per il personaggio, contribuisce ai suoi immensi poteri e gli permette di tramutarsi in diversi animali: da uno squalo ad una lucertola, fino ad un’aquila, il preferito di Maui. Gli autori sono stati attenti a che i movimenti dello specifico animale in cui Maui si trasformava di volta in volta ricalcassero il modo precipuo in cui Maui si muove e rispecchiassero anche alcune delle sue caratteristiche fisiche. Quando per esempio si trasforma in un’aquila e deve atterrare, a differenza di come farebbe un vero rapace, Maui si lascia quasi cadere al suolo, lasciando – proprio come quando è in forma umana – che sia la gravità a fare tutto il lavoro, più che i suoi muscoli.

Un altro aspetto che caratterizza il personaggio sono i suoi tatuaggi, uno in particolare chiamato Mini-Maui è molto importante, perché la sua realizzazione ha fornito un’occasione unica agli animatori del 3D digitale (Immagini generate al computer, o CGI) e a quelli del 2D tradizionale (disegno a mano su carta), di collaborare insieme creando un risultato unico. Sebbene infatti Oceania sia il primo film in CG per Ron Clements e John Musker, il fatto che mostri sacri dell’animazione come Eric Goldberg abbiano collaborato al progetto, dimostra come per la Disney sia importante l’innovazione, ma lo sia anche mantenere le vecchie tradizioni che leggende come Goldberg portano avanti da una vita, avendo ispirato un’intera generazioni di nuovi artisti dell’animazione.

Tornando ai tatuaggi di Maui, questi rappresentano una sorta di racconto su pelle delle sue eroiche imprese, tutti – appunto – eccetto “mini Maui”, che ha una personalità tutta sua ed ha uno stretto legame con Maui, è una sorta di alter ego, il suo più grande sostenitore, ma soprattutto rappresenta la sua coscienza. Dato che Maui tende a volte ad imbrogliare gli altri, il compito di Mini-Maui è quello di mostrargli la giusta via, cosa che a volte fa contro la stessa volontà di Maui. Mini-Maui è una sorta di Grillo Parlante dell’antichità. Sia lui che tutti i tatuaggi che adornano la pelle del personaggio, sono graficamente molto stilizzati e poiché Mini-Maui i non ha il dono della parola e può esprimersi solo a gesti è stata una sfida animarlo.