Come sapete Mute, il nuovo film di Duncan Jones, è disponibile su Netflix da questa mattina. Noi lo recensiremo a breve (siamo in piena Berlinale) ma nel frattempo la critica internazionale ha già avuto modo di esprimere il suo parere e non è andata troppo per il sottile, stroncando la pellicola.

Il regista sembra averla presa con filosofia. Nei minuti successivi a una delle pochissime proiezioni del film in una sala cinematografica (da lui introdotta insieme a Rian Johnson) ha iniziato a retwittare commenti positivi degli spettatori, per poi rispondere a un utente di Twitter che chiedeva a un amico “Com’è? Le recensioni non sono buone come mi aspettavo” che non si è mai aspettato di ricevere recensioni positive:

 

RottenTomatoes, al momento, ha archiviato 29 recensioni di cui solo 3 sono positive; il voto medio è di 3.9/10. Metacritic invece, basandosi su 17 critiche, assegna un Metascore di 36. Ecco alcuni estratti:

  • IndieWire – Mute è ridicolo, ma all’interno dei confini della sua logica referenziale è anche piuttosto fico. (voto: C+)
  • IGN – Mute cerca di raccontare una storia fantascientifica di trasformazione ma fatica a trovare un punto d’appoggio a causa di un eroe ben poco stellare.
  • The Film Stage – Mute è una di quelle cose strane in cui ogni singolo aspetto della trama sembra volutamente coltivato per un qualche grande scopo tematico o esistenziale, eppure nulla di tutto ciò converge in qualcosa che sembri particolarmente significativo o rivelatorio.
  • Entertainment Weekly – La cosa che funziona in Mute è il senso vivido e ricco di immaginazione di Jones di un mondo a se stante. Come Ridley Scott in Blade Runner, riempie ogni angolo dello schermo con qualcosa di fico da guardare.
  • The Guardian – Guardando Jones andare su e giù nel profondo della sua immaginazione, lo spettatore desidera fortemente l’ingerenza delle grandi major – qualsiasi cosa è meglio di questa insipida mascherata.
  • The Wrap – È davvero difficile, scena dopo scena, determinare cosa meritasse così tanto di essere raccontato di questo sempre più raccapricciante e forzato Mute.
  • The Hollywood Reporter – Le atmosfere cupe coprono i temi dell’amore, dell’essere genitori, del crimine e della punizione. La narrativa non riesce a fondersi, ed eccetto per alcuni momenti alla fine, non è in grado di dare i brividi della migliore letteratura noire.
  • Variety – Cosa vuole dirci Jones con Mute? Difficile da definire guardando questo esercizio generico e congestionato che arriva dalla stessa mente che ha concepito l’elegante, quasi minimalista Moon, che faceva un uso molto migliore di tutto ciò che non veniva detto.

Cosa ne pensate? Avete visto Mute? Ditecelo nei commenti!

Il film segue le avventure di Leo (Skarsgård), un uomo muto in cerca di una persona scomparsa nell’anno 2052 a Berlino, che si trova a duellare con due furfanti interpretati da Rudd e Theroux.

Jones ha scritto il copione insieme Michael Robert Johnson (Sherlock Holmes). Charles J.D. Schlissel sarà il produttore esecutivo insieme ai co-produttori Henning Molfenter, Charlie Woebcken, Christoph Fisser dello Studio Babelsberg.

 

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