Dopo i problemi con le buste e le sorprese dell’ultimo minuto, la novantesima edizione degli Academy Awards è andata liscia come l’olio. È persino iniziata mezz’ora prima del solito, finendo a un orario decisamente accettabile (le sei meno un quarto). Un’annata ricca di ottimi film, tutti più o meno ben rappresentati nelle nomination, con premi che sono stati distribuiti in maniera molto meno concentrata del solito. Un’annata anche molto difficile per Hollywood, che (lo ricordavamo nei nostri pronostici) veniva da #OscarsSoWhite e che è stata travolta dallo scandalo Harvey Weinstein.

90 anni, una cifra molto importante: l’Academy ha voluto ricordarla con una cerimonia calibrata, in cui tutti o quasi sono stati rappresentati (nel segmento In Memoriam mancava Tobe Hooper, purtroppo) e hanno ricevuto spazio. E così, ecco che finalmente Roger Deakins (alla 14esima nomination) ha ricevuto il suo Oscar, James Ivory è diventato il più anziano vincitore di una statuetta (a 89 anni), Kazuhiro Tsuji è diventato il primo asiatico a vincere un Oscar per il trucco e parrucco (è valsa la pena tornare a lavorare nel cinema oper questo), Una Donna Fantastica è diventato il primo film con protagonista una donna trans a vincere un Oscar (e Daniela Vega è stata la prima donna apertamente trans a presentare un premio), e non dimentichiamo Netflix, che ha vinto la sua prima statuetta (Icarus, miglior documentario).

In tutto questo, il grande vincitore della serata è stato Guillermo del Toro e il suo La Forma dell’Acqua, già vincitore del Leone d’Oro al Festival di Venezia (che già festeggiava a prescindere, visto che aveva ospitato il debutto dell’altro frontrunner, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri). Quattro le statuette tra cui miglior film, miglior regista, migliori scenografie e miglior colonna sonora. Commosso per il riconoscimento più importante, del Toro ha citato Steven Spielberg e Douglas Sirk dedicando poi il premio ai giovani filmmaker che decidono di affrontare il cinema di genere per raccontare in modo originale la realtà. Ritirando il premio come miglior regista, poco prima, aveva sottolineato come il cinema sia in grado di abbattere qualsiasi barriera e confine.

Ed era ovviamente inevitabile che si trattassero tematiche politiche durante questa cerimonia, pur senza mai alzare troppo la voce. Tutti indossavano spille a sostegno di #MeToo, Time’s Up e la lotta contro la diffusione delle armi. Non essendoci un dress code particolare (all’ultimo minuto è saltata l’indicazione dell’abito nero), il red carpet è stato vivacizzato da diversi colori, anche se non si sono visti abiti particolarmente sgargianti. Inevitabile che, durante il monologo di apertura, Jimmy Kimmel non ironizzasse sull’incidente della busta o sullo scandalo Harvey Weinstein, ma le battute non sono mai state pungenti: per tutta la serata ha regnato una certa sobrietà (tranne quando si è trattato di promuovere Nelle Pieghe del Tempo, quando si è ripetuto un siparietto abbastanza ridicolo con un gruppo di candidati all’Oscar che si è presentato in una sala gremita di spettatori intenti a vedere un’anteprima del film prodotto dalla Disney, che è proprietaria anche della ABC, canale che trasmette la cerimonia). Kimmel ha invitato da subito i vincitori a tenere discorsi intensi ma stringati, offrendo una Moto d’Acqua a chi avesse parlato di meno (il premio è andato poi a Mark Bridges, Oscar ai costumi per Il Filo Nascosto). E la pacatezza ha regnato anche nei discorsi, dove non non sono stati lanciati messaggi particolarmente politici o di altro tipo.

Ecco quindi che il discorso di ringraziamento di Frances McDormand (migliore attrice per Tre Manifesti) spicca tra tutti per il suo tono deciso: l’attrice ha chiesto a tutte le signore in sala di alzarsi e ricevere insieme a lei il premio, e poi ha detto agli “uomini di Hollywood” che tutte quelle donne hanno delle storie da raccontare e progetti da finanziare, e che la cosa migliore da fare non è chiedere loro di raccontargliele durante un party post-Oscar, ma tra qualche giorno, in una riunione in ufficio, per pensare a dei progetti insieme.

Tre i premi ricevuti da Dunkirk: due per il suono, uno per il montaggio. Due i premi di Tre Manifesti a Ebbing, Missouri – entrambi per la recitazione – e due quelli di L’Ora più Buia (Oldman e il makeup di Oldman). Blade Runner 2049 non è andato a casa a mani vuote, anzi: effetti visivi e fotografia sono due premi importanti, così come importantissimo è l’Oscar alla miglior sceneggiatura originale per Get Out (Jordan Peele ora ha tutte le carte in regola per fare molta strada). Anche Coco, film dalla fortissima componente messicana, ha ottenuto due premi (film d’animazione e canzone).

Qui sotto trovate la lista completa dei vincitori e i discorsi principali.

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TUTTI I VINCITORI

Miglior Film

– Chiamami col tuo nome (Luca Guadagnino, Marco Morabito, Peter Spears, Emilie Georges)
– L’ora più buia (Eric Fellner, Tim Bevan, Douglas Urbanski, Lisa Bruce, Anthony McCarten)
– Dunkirk (Christopher Nolan, Emma Thomas)
– Lady Bird (Scott Rudin, Eli Bush, Evelyn O’neill)
– Il Filo Nascosto (Paul Thomas Anderson, Daniel Lupi, JoAnne Sellar, Megan Ellison)
– Scappa – Get Out (Sean McKittrick, Jason Blum, Jordan Peele, Edward H. Hamm Jr.)
– The Post (Steven Spielberg, Kristie Macosko Krieger, Amy Pascal)
– La Forma dell’Acqua (Guillermo del Toro, J. Miles Dale)
– Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Graham Broadbent, Martin McDonagh, Peter Czernin)

Miglior Regia

– Dunkirk (Christopher Nolan)
– Lady Bird (Greta Gerwig)
– La Forma dell’Acqua (Guillermo del Toro)
– Scappa – Get Out (Jordan Peele)
– Il Filo Nascosto (Paul Thomas Anderson)

Miglior Attore Protagonista

– Il Filo Nascosto (Daniel Day-Lewis)
– Scappa – Get Out (Daniel Kaluuya)
– Roman J. Israel, Esq. (Denzel Washington)
– L’ora più buia (Gary Oldman)
– Chiamami col tuo nome (Timothee Chalamet)

Miglior Attrice Protagonista

– Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Frances McDormand)
– I, Tonya (Margot Robbie)
– The Post (Meryl Streep)
– La Forma dell’Acqua (Sally Hawkins)
– Lady Bird (Saoirse Ronan)

Miglior Attore non Protagonista

– Tutti i soldi del mondo (Christopher Plummer)
– La Forma dell’Acqua (Richard Jenkins)
– The Florida Project (Willem Dafoe)
– Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Sam Rockwell)
– Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Woody Harrelson)

Miglior Attrice non Protagonista

– I, Tonya (Allison Janney)
– Lady Bird (Laurie Metcalf)
– Il Filo Nascosto (Lesley Manville)
– Mudbound (Mary J. Blige)
– La Forma dell’Acqua (Octavia Spencer)

Miglior Sceneggiatura Originale

– Lady Bird (Greta Gerwig)
– Scappa – Get Out (Jordan Peele)
– The Big Sick (Kumail Nanjiani, Emily V. Gordon)
– La Forma dell’Acqua (Guillermo del Toro, Vanessa Taylor)
– Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Martin McDonagh)

Miglior Sceneggiatura non Originale

– Chiamami col tuo nome (James Ivory)
– Logan – The Wolverine (James Mangold, Scott Frank, Michael Green)
– Molly’s Game (Aaron Sorkin)
– Mudbound (Dee Rees, Virgil Williams)
– The Disaster Artist (Scott Neustadter, Michael H. Weber)

Miglior Film Straniero

– L’insulto
– Loveless
– Corpo e Anima
– The Square
– Una donna fantastica

Miglior film d’Animazione

– Coco (Lee Unkrich, Darla K. Anderson)
– Ferdinand (Carlos Saldanha)
– Loving Vincent (Ivan Mactaggart, Dorota Kobiela, Hugh Welchman)
– Baby Boss (Tom McGrath, Ramsey Ann Naito)
– The Breadwinner (Nora Twomey, Anthony Leo)

Miglior Fotografia

– Blade Runner 2049 (Roger Deakins)
– L’ora più buia (Bruno Delbonnel)
– Dunkirk (Hoyte Van Hoytema)
– Mudbound (Rachel Morrison)
– La Forma dell’Acqua (Dan Laustsen)

Miglior Scenografia

– La Bella e la Bestia (Sarah Greenwood, Katie Spencer)
– Blade Runner 2049 (Dennis Gassner, Alessandra Querzola)
– L’ora più buia (Sarah Greenwood, Katie Spencer)
– Dunkirk (Nathan Crowley, Gary Fettis)
– La Forma dell’Acqua (Paul D. Austerberry, Shane Vieau, Jeffrey A. Melvin)

Miglior Montaggio

– Baby Driver – Il Genio della Fuga (Paul Machliss, Jonathan Amos)
– Dunkirk (Lee Smith)
– I, Tonya (Tatiana S. Riegel)
– La Forma dell’Acqua (Sidney Wolinsky)
– Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Jon Gregory)

Miglior Colonna Sonora

– Dunkirk (Hans Zimmer)
– Il Filo Nascosto (Jonny Greenwood)
– Star Wars: Gli Ultimi Jedi (John Williams)
– La Forma dell’Acqua (Alexandre Desplat)
– Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Carter Burwell)

Miglior Canzone

– Chiamami col tuo nome (Sufjan Stevens) – The Mystery of Love
– Coco (Kirsten Anderson-Lopez, Robert Lopez) – Remember Me
– Marshall (Common, Andra Day) – Stand Up for Something
– Mudbound (Mary J. Blige, Raphael Saadiq) – Mighty River
– The Greatest Showman (Benj Pasek, Justin Paul) – This is Me

Migliori Effetti Visivi

– Blade Runner 2049 (Lam Pau, John Nelson, Gerd Nefzer, Richard R. Hoover)
– Guardiani della Galassia Vol. 2 (Daniel Sudick, Christopher Townsend, Guy Williams, Jonathan Fawkner)
– Kong: Skull Island (Stephen Rosenbaum, Jeff White, Scott Benza, Michael Meinardus)
– Star Wars: Gli Ultimi Jedi (Chris Corbould, Neal Scanlan, Ben Morris, Michael Mulholland)
– The War – Il Pianeta delle Scimmie (Dan Lemmon, Joe Letteri, Daniel Barrett, Joel Whist)

Miglior Sonoro

– Baby Driver – Il Genio della Fuga (Julian Slater, Mary H. Ellis, Tim Cavagin)
– Blade Runner 2049 (Ron Bartlett, Mac Ruth, Doug Hemphill)
– Dunkirk (Gary A. Rizzo, Gregg Landaker, Mark Weingarten)
– Star Wars: Gli Ultimi Jedi (Ren Klyce, Stuart Wilson, David Parker, Michael Semanick)
– La Forma dell’Acqua (Christian T. Cooke, Glen Gauthier, Brad Zoern)

Miglior Montaggio Sonoro

– Baby Driver – Il Genio della Fuga (Julian Slater)
– Blade Runner 2049 (Mark A. Mangini, Theo Green)
– Dunkirk (Richard King, Alex Gibson)
– Star Wars: Gli Ultimi Jedi (Matthew Wood, Ren Klyce)
– La Forma dell’Acqua (Nelson Ferreira, Nathan Robitaille)

Migliori Costumi

– La Bella e la Bestia (Jacqueline Durran)
– L’ora più buia (Jacqueline Durran)
– Il Filo Nascosto (Mark Bridges)
– La Forma dell’Acqua (Luis Sequeira)
– Vittoria e Abdul (Consolata Boyle)

Miglior Trucco e Acconciatura

– L’ora più buia (Kazuhiro Tsuji, David Malinowski, Lucy Sibbick)
– Vittoria e Abdul (Daniel Phillips, Loulia Sheppard)
– Wonder (Arjen Tuiten)

Miglior Documentario

– ABACUS: Small Enough to Jail (Steve James, Julie Goldman, Mark Mitten)
– Visages, visages (Agnès Varda, Rosalie Varda, Jr.)
– Icarus (Dan Cogan, Bryan Fogel)
– Last Men in Aleppo (Feras Fayyad, Kareem Abeed, Soeren Steen Jespersen)
– Strong Island (Joslyn Barnes, Yance Ford)

Miglior Cortometraggio Documenatrio

– Edith+Eddie (Thomas Lee Wright, Laura Checkoway)
– Heaven is a Traffic Jam On The 405 (Frank Stiefel)
– Heroin(e) (Elaine Mcmillion Sheldon, Kerrin Sheldon)
– Knife Skills (Thomas Lennon)
– Traffic Stop (David Heilbroner, Kate Davis)

Miglior Cortometraggio

– DeKalb Elementary (Reed Van Dyk)
– My Nephew Emmett (Kevin Wilson Jr.)
– The Eleven O’Clock (Josh Lawson, Derin Seale)
– The Silent Child (Chris Overton, Rachel Shenton)
– Watu Wote: All of Us (Katja Benrath, Tobias Rosen)

Miglior Cortometraggio Animato

– Dear Basketball (Kobe Bryant, Glen Keane)
– Garden Party (Victor Caire, Gabriel Grapperon)
– Lou (Dave Mullins, Dana Murray)
– Negative Space (Ru Kuwahata, Max Porter)
– Revolting Rhymes (Jan Lachauer, Jakob Schuh)

 

I PREMI PER FILM:

  • La Forma dell’Acqua – 4
  • Dunkirk – 3
  • Tre Manifesti – 2
  • L’Ora più Buia – 2
  • Blade Runner 2049 – 2
  • Coco – 2
  • Chiamami col tuo Nome – 1
  • Il Filo Nascosto – 1
  • I, Tonya – 1
  • Get Out – 1

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