Gli Oscar contro l'intelligenza artificiale: arriva il no definitivo dell'Academy (e non sorprende)
L'Academy vieta AI agli Oscar: solo performance umane e sceneggiature autentiche. La decisione dopo il caso Val Kilmer ricreato digitalmente.
L'Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha tracciato una linea netta nella sabbia: nessuna intelligenza artificiale potrà mai salire sul palco a ritirare una statuetta dorata. Le nuove regole annunciate il primo maggio segnano un punto di svolta nella posizione dell'organizzazione più prestigiosa del cinema mondiale rispetto all'uso della tecnologia generativa, stabilendo che solo le performance "dimostrabili come eseguite da esseri umani" e le sceneggiature "scritte da autori umani" potranno competere per gli Oscar.
La decisione arriva in un momento di crescente tensione nel settore dell'intrattenimento, dove l'intelligenza artificiale sta penetrando ogni fase della produzione cinematografica. L'Academy ha specificato che questa rappresenta una modifica "sostanziale" ai regolamenti, un aggettivo che raramente compare nelle comunicazioni ufficiali dell'organizzazione e che sottolinea la gravità percepita della questione.
Il caso che ha probabilmente accelerato questa presa di posizione riguarda Val Kilmer, l'iconico attore scomparso nel 2025. Un trailer recente per il film storico As Deep as the Grave ha mostrato una ricostruzione completamente generata dall'AI dell'attore in un ruolo da protagonista, scatenando reazioni furiose tra fan e professionisti del settore. Prima della sua morte, Kilmer aveva collaborato con la società tecnologica britannica Sonantic per creare una versione digitale della sua voce, ma l'utilizzo postumo della sua immagine ha sollevato interrogativi etici che vanno ben oltre le questioni tecniche.
La mossa dell'Academy si allinea perfettamente con gli accordi conquistati durante gli scioperi del 2023 della Writers Guild of America e di SAG-AFTRA, quando migliaia di sceneggiatori e attori hanno paralizzato Hollywood per mesi. In quelle negoziazioni, la regolamentazione dell'intelligenza artificiale rappresentava uno dei punti più controversi: i creativi temevano non solo la perdita di opportunità lavorative, ma anche l'erosione stessa della loro identità professionale.
Eppure l'Academy ha scelto una strada pragmatica piuttosto che ideologica. I registi potranno continuare a utilizzare strumenti di intelligenza artificiale nelle loro produzioni senza penalizzazioni. Come specificato nel comunicato ufficiale, tali strumenti "non aiutano né danneggiano le possibilità di ottenere una nomination". L'organizzazione giudicherà il risultato finale, valutando "il grado in cui un essere umano è stato al centro della paternità creativa".
Questa distinzione è cruciale. La computer-generated imagery, la CGI, viene utilizzata massicciamente nel cinema dagli anni Novanta, ma è considerata un processo manuale: artisti e tecnici lavorano fotogramma per fotogramma per perfezionare effetti visivi che sembrano magici ma richiedono competenze umane approfondite. L'intelligenza artificiale generativa funziona in modo radicalmente diverso, automatizzando completamente il processo creativo attraverso semplici prompt testuali.
Le scadenze per la 99esima edizione degli Oscar, prevista per domenica 14 marzo 2027, sono già state fissate. La prima deadline per cortometraggi animati, documentari e live action scadrà il 13 agosto 2026, mentre quella per le categorie generali, film d'animazione, miglior film e il modulo RAISE sugli standard di rappresentazione e inclusione arriverà il 17 settembre 2026.
In un'industria che ha sempre celebrato l'innovazione tecnologica, dai fratelli Lumière alla rivoluzione digitale, questa presa di posizione dell'Academy rappresenta un paradosso affascinante. Hollywood ha costruito imperi economici sulla capacità di far credere allo spettatore l'impossibile, ma quando la tecnologia minaccia di sostituire l'elemento umano al centro della narrazione, l'istituzione più conservatrice del cinema alza un muro.