Ho un gran brutto presentimento”.

È quello che in molti hanno pensato quando la Lucasfilm ha annunciato l’arrivo di un capitolo antologico di Star Wars dedicato a Han Solo.

Con Rogue One lo studio, nonostante le difficoltà di una lunghissima sessione di riprese aggiuntive, ha potuto osare con quello che di fatto era un war-movie popolato da nuovi personaggi e dai cammei di iconiche leggende della Trilogia Classica riuscendo a catturare con efficacia l’attenzione e l’apprezzamento tanto della critica quanto del pubblico. Con “Han Solo Begins” le cose sono apparse da subito più ostiche, anche per via dell’inevitabile paragone fra colui che ha di fatto plasmato un personaggio nato, cresciuto e morto sul grande schermo, Harrison Ford, e il giovane attore, Alden Ehrenreich, chiamato a impersonarlo in una pellicola passata dalle mani di Phil Lord e Chris Miller in quelle di Ron Howard e rigirata praticamente da capo.

E, per la prima volta nella sua storia quarantennale, il franchise di Star Wars si ritroverà ad andare in rosso senza neanche poter incolpare Jar Jar Binks del fallimento.

Come vi abbiamo già spiegato nelle nostre analisi del box-office, il lungometraggio difficilmente riuscirà a raggiungere il punto di pareggio (che dovrebbe aggirarsi intorno ai 500 milioni di dollari). Solo: A Star Wars Story, proprio a causa della turbolenta produzione, è costato 250 milioni di dollari (esclusa P&A) quando, per dire, Gli Ultimi Jedi ha avuto un budget compreso fra i 200 e i 217 (e un box office da un miliardo e 332 milioni di dollari).

Secondo Barton Crockett, analista finanziario di Wall Street, il film causerà una perdita da cinquanta milioni di dollari alla Disney. Perdita che, stando alle voci di altri addetti ai lavori, potrebbe salire fino a 80 milioni.

C’è però una questione da tenere in considerazione, quella relativa agli accordi fra le aziende licenziatarie del marchio Star Wars e le cosiddette “entrate accessorie” dell’home entertainment e della vendita dei diritti televisivi. Cifre più ostiche da quantificare per via della proverbiale “oculatezza” delle major hollywoodiane nella diffusione di certi dati finanziari.

Nonostante una caduta che verrà di sicuro attutita per le motivazioni di cui sopra, la domanda “Come ha fatto un film di Star Wars a ottenere un botteghino così magro?” rimane e, per gli specialisti di marketing interpellati da Deadline, la colpa è di una promozione sbagliata dall’inizio alla fine.

Doug Creutz, un veterano delle analisi finanziarie in forza alla Cowen, è sicuro del fatto che ad aver fatto danni sia stata l’eccessiva vicinanza a Gli Ultimi Jedi e che le polemiche nate per via delle soluzioni narrative adottate da Rian Johnson non abbiano alcuna voce in capitolo (anche perché, lo ripetiamo, The Last Jedi è stato un successo commerciale su tutta la linea):

Se il franchise di Star Wars è riuscito a resistere a La Minaccia Fantasma e a L’Attacco dei Cloni, è abbastanza difficile pensare che Gli Ultimi Jedi possa aver fatto tutti questi danni […] Non penso che il pubblico sia stanco di Guerre Stellari. Ritengo, semplicemente, che la campagna marketing sia stata insolitamente povera, visto e considerato che poi parliamo di un film di un’etichetta della Disney.

Creutz prosegue la sua analisi con un paragone fra Rogue One e Solo:

Il primo teaser di Rogue One è arrivato 247 giorni prima dell’uscita della pellicola e i primi 35 secondi si concentravano interamente su Felicity Jones e la sua Jyn Erso, che veniva venduta al pubblico come la nuova eroina del franchise. Nella seconda sezione del filmato tutto era dominato dalla sirena d’allarme dell’Impero e dalla voce fuori campo di Forest Whitaker, in pratica tutto trasudava epicità. Il primo teaser di Solo è arrivato 108 giorni prima della release e la faccia di Alden Ehrenreich si poteva vedere chiaramente solo per 10 secondi […] È complicato stabilire il perché di queste scelte, specie quando da una parte abbiamo i Marvel Studios, che sono un meccanismo perfettamente oliato in tal senso […] Ma sicuramente l’Episodio 9 andrà benissimo al botteghino e farà anche più soldi di Gli Ultimi Jedi.

Cosa ne pensate? Ditecelo nei commenti!

Ecco la sinossi ufficiale:

Salite a bordo del Millennium Falcon e mettetevi in viaggio verso una galassia lontana lontana in Solo: A Star Wars Story, una nuova avventura con la più celebre delle canaglie spaziali. In mezzo a rocambolesche fughe nei meandri di un oscuro e pericoloso mondo criminale, Han Solo incontra il suo fedele co-pilota Chewbacca e il giocatore d’azzardo Lando Calrissian, in un viaggio che segnerà il destino di alcuni degli eroi più improbabili della saga di Star Wars.

La pellicola è incentrata su un giovane Han ed è ambientata molto prima degli eventi di Una Nuova Speranza.

Solo: A Star Wars story vanta nel cast Alden Ehrenreich nei panni dell’erede di Harrison Ford, Woody Harrelson, Emilia Clarke, Donald Glover nelle vesti di Lando Calrissian, Thandie Newton, Phoebe Waller-Bridge e Joonas Suotamo nel ruolo di Chewbacca.

Il film è uscito il 25 maggio 2018 negli USA e il 23 maggio in Italia.