The Hunt for Ben Solo, le speranze nel ritorno di Kylo Ren sono morte: il film è stato ufficialmente cancellato

Disney ha cancellato The Hunt for Ben Solo, il film su Kylo Ren con Adam Driver e Steven Soderbergh. Tre anni di lavoro bloccati da Bob Iger. Ecco cosa sappiamo.

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Esiste un film di Star Wars che non vedremo mai. Un progetto ambizioso, sviluppato in segreto, che avrebbe riportato sullo schermo uno dei personaggi più complessi e discussi della saga: Kylo Ren, alias Ben Solo. The Hunt for Ben Solo non era un semplice concept buttato lì in una riunione creativa, ma un lavoro concreto, seguito da professionisti del calibro di Steven Soderbergh e Adam Driver in persona. Eppure, nonostante l'entusiasmo iniziale e l'appoggio di Kathleen Kennedy, presidente di Lucasfilm, il film è ufficialmente morto. Lo ha confermato lo stesso Soderbergh in un'intervista con The Playlist, con una frase tanto semplice quanto definitiva: se doveva succedere, sarebbe successo.

La storia inizia circa tre anni fa, quando Adam Driver, reduce dal controverso finale della trilogia sequel con Star Wars: L'ascesa di Skywalker, si convince che il suo personaggio abbia ancora qualcosa da dire. Kylo Ren, figlio di Han Solo e Leia Organa, addestrato da Luke Skywalker e poi caduto nel lato oscuro, muore redento ma la sua parabola narrativa lascia spazi aperti, zone d'ombra che Driver vuole esplorare. L'attore si rivolge a Steven Soderbergh, regista premio Oscar per Erin Brockovich e maestro nel raccontare storie complesse con Traffic, la trilogia di Ocean's Eleven, Contagion e Magic Mike. Con lui ci sono anche la sceneggiatrice Rebecca Blunt e Scott Z. Burns, collaboratore storico di Soderbergh.

Il team inizia a lavorare. Non stiamo parlando di un pitch di venti minuti davanti a un pannello di executive, ma di sessioni di scrittura vere e proprie, sviluppo del personaggio, costruzione di una trama che avrebbe dovuto dare nuova linfa a un universo in cerca di direzione dopo le divisioni create dalla trilogia sequel. Kathleen Kennedy, figura chiave di Lucasfilm da decenni, accoglie l'idea con interesse. Ma quando il progetto arriva sulla scrivania di Bob Iger, allora CEO di Disney, la risposta è no. Niente spiegazioni elaborate, niente contrattazioni. Semplicemente no.

Star Wars - L'ascesa di Skywalker - Lucasfilm

Da allora le cose sono cambiate. Dave Filoni, mente creativa dietro The Clone Wars, Rebels e Ahsoka, ha assunto un ruolo di leadership creativa in Lucasfilm. Josh D'Amaro ha sostituito Iger al vertice di Disney. Eppure The Hunt for Ben Solo resta nel limbo dei progetti abbandonati. Soderbergh non nasconde la delusione, ma la gestisce con il pragmatismo di chi ha passato decenni a Hollywood: a un certo punto lamentarsi è come lamentarsi del tempo, bisogna semplicemente andare avanti. Appena chiaro che il film non si sarebbe fatto, il regista si è seduto e ha iniziato a scrivere qualcos'altro.

Quello che colpisce è il rispetto che Soderbergh conserva per quel lavoro. Non lo considera tempo sprecato. Al contrario, lo paragona a un allenamento di CrossFit: fa bene, ti rende più forte, avrà effetti residui inaspettati in futuro. La qualità della scrittura c'era, il lavoro era solido. Ma nel cinema, specialmente quando si parla di franchise miliardari come Star Wars, la qualità non basta. Servono tempismo, allineamento strategico, volontà aziendale. E in questo caso, qualcosa non ha funzionato.

Alcuni hanno ipotizzato che il successo di Andor, la serie Disney+ con Diego Luna che ha rivitalizzato la saga con una narrazione matura e un punteggio critico del 96 percento su Rotten Tomatoes, possa aver influenzato lo sviluppo di The Hunt for Ben Solo. Soderbergh smentisce: quando lui e Driver hanno iniziato a lavorare sul progetto, Andor non era ancora andato in onda. Il regista apprezza la serie, la definisce ottima, ma chiarisce che le due cose si sono sviluppate in parallelo, senza sovrapposizioni.

Star Wars - L'ascesa di Skywalker - Lucasfilm

Il personaggio di Kylo Ren rappresenta una delle scommesse più audaci della trilogia sequel. Introdotto in Star Wars: Il risveglio della Forza, è un villain tormentato, segnato dal peso di un cognome leggendario e dalla manipolazione di Snoke prima, di Palpatine poi. La sua relazione conflittuale con Rey, il matricidio involontario, la redenzione finale: tutto questo ha diviso i fan, ma ha anche creato un personaggio stratificato, lontano dai cattivi monodimensionali. Driver aveva ragione quando diceva che c'era ancora spazio per raccontare qualcosa. Ma Hollywood non funziona solo in base alle buone idee.

Fonte / ThePlaylist.com
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