Era tutto pronto a partire. La data d’inizio di riprese era stata fissata per la primavera/inizio estate, la troupe avrebbe dovuto girare in Thailandia, Spagna e Georgia. David Fincher avrebbe dovuto mettersi davanti alla macchina da presa e dirigere Brad Pitt, di ritorno nei panni del protagonista dopo il film del 2013.

Eppure il sequel di World War Z non si farà.

A causa di problemi con il budget la Paramount ha deciso di sospendere la lavorazione del film, come riportato da Deadline. Non è chiaro a questo punto se la pellicola tornerà in sviluppo o se lo studio ha deciso di cancellare definitivamente il progetto.

Stando a Collider, Fincher e lo studio non sarebbero riusciti a trovare un accordo sul budget, che avrebbe superato i 190 milioni di dollari del primo capitolo (che tra l’altro necessitò di una lunga sessione di riprese aggiuntive). Considerato che il film sarebbe stato con tutta probabilità vietato ai minori e che non sarebbe uscito in Cina (visto il divieto sui film di zombie), lo studio a quanto pare avrebbe fatto pressione per tagliare i costi di produzione, ma Fincher – fedele alla propria visione – avrebbe deciso di abbandonare il progetto.

Il sito precisa che la pellicola potrebbe tornare in carreggiata con un altro regista con una visione un po’ meno ambiziosa, anche se a quel punto bisognerà valutare anche l’interesse di Brad Pitt.

World War Z, il lungometraggio uscito nel 2013 e basato sul libro omonimo di Max Brooks, si è rivelato un ottimo successo commerciale, capace di garantire ben 540 milioni di dollari alla Paramount e alla Skydance nonostante la travagliata produzione.

Il secondo film avrebbe dovuto essere prodotto da Brad Pitt e Dede Gardner della Plan B, Jeremy Kleiner, Ian Bryce e David Ellison della Skydance.

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