In occasione di un recente botta e risposta per celebrare la trilogia del Cavaliere Oscuro, Christopher Nolan ha toccato una serie di argomenti relativi alla sua fatica.

Il regista ha innanzitutto parlato della percezione che all’epoca si aveva dei cinecomic, molto diversa da quella di oggi:

Cercammo di assemblare quel tipo di cast per Batman Begins per dare al film un peso da evento cinematografico in modo da non farlo etichettare in un modo che all’epoca poteva essere denigratorio, ovvero come un cinecomic. Non volevamo che lo si vedesse in quel modo. Naturalmente oggi i film di supereroi sono una cosa del tutto diversa e sono i film più colossali che si girano, perciò il mondo è cambiato in questo senso.

Quanto allo mancata candidatura del Cavaliere Oscuro agli Oscar, Nolan ha riconosciuto che la decisione dell’Academy di espandere il numero delle pellicole candidabili a miglior film da 5 a 10 per l’anno successivo è stato rincuorante, ammettendo che “sì, è stato un bel premio di consolazione“.

Ha poi parlato dell’impatto che il Superman di Richard Donner ha avuto sui suoi film. È stato proprio il film con Christopher Reeve a permettere indirettamente al regista di trascorrere la prima ora di Batman Begins con Bruce Wayne senza mantello.

Quando lo studio ammise di provare un certo nervosismo all’idea che passasse così tanto tempo prima che Bruce diventasse Batman, Nolan aveva la risposta pronta: “Risposi che Christopher Reeve indossa il costume dopo 53 minuti di film“. Una bugia, come confermato dal regista: “In realtà quella statistica non era vera, succede un po’ prima“.

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Fonte: THR