Mancano pochissimi giorni all’arrivo di Avengers: Endgame nelle sale cinematografiche italiane e in quelle di tutto il mondo. Si tratta di un evento cinematografico senza precedenti dal momento che la pellicola unirà i tasselli di un progetto di 11 anni composto da ben 22 film e porterà a conclusione la storia di alcuni dei più celebri supereroi dell’Universo Cinematografico Marvel attraverso una corposa durata di circa 2 ore e 49 minuti (titoli di coda esclusi).

Facciamo allora il punto delle cose da tenere a mente prima di vedere il film nel caso non foste riusciti a ripercorrere i film precedenti con una apposita maratona.

Dove eravamo rimasti


In Avengers: Infinity War Thanos ha la meglio sui Vendicatori e riesce a dimezzare l’universo grazie al Guanto e alle Gemme dell’Infinito. “Avresti dovuto mirare alla testa” dice infatti in una delle scene finali a Thor, che lo ha invece trafitto in petto, prima di schioccare le dita. I guerrieri in Wakanda, Pantera Nera, Bucky, Groot, Scarlet Witch e Falcon si dissolvono nella polvere; su Titano, dove poco prima stavano affrontando Thanos, perdono la vita Drax, Mantis, Peter Quill, Doctor Strange e Peter Parker; a San Francisco (come scopriamo nella dei titoli di coda di Ant-Man and the Wasp), mentre Scott Lang è nel Regno Quantico alla ricerca di particelle quantiche ricostruttive, le comunicazioni con Hope, Hank e Janet si interrompono e scopriamo che i tre personaggi sono altrettanto spariti; a New York tocca a Maria Hill e poi a Nick Fury, che giusto in tempo riesce a contattare Captain Marvel con uno speciale cerca persone. Nella scena dei titoli di coda del film a lei dedicato scopriamo che Carol Danvers ha ricevuto l’allarme di Fury visto che rintraccia l’origine del segnale arrivando al quartier generale dei Vendicatori. “Dov’è Fury?” chiede a dei sorpresi Steve, Natasha, Rhodey e Bruce. Thanos nel frattempo si è ritirato in una fattoria come aveva già preannunciato in una scena di Avengers: Infinity War in cui spiegava che infine si sarebbe riposato guardando “il sole sorgere su un universo grato”.

I Sopravvissuti

Gli unici sopravvissuti “dichiarati” da Avengers: Infinity War sono Steve Rogers, Tony Stark, Thor, Natasha Romanoff, Bruce Banner, James Rhodes, Rocket, Nebula, Okoye e M’Baku. Nel corso della promozione di Avengers: Endgame abbiamo poi scoperto che a esser stati risparmiati dallo schiocco sono stati anche Clint Barton (che dopo gli eventi di Captain America: Civil War è stato messo agli arresti domiciliari), Pepper, Wong e Valchiria. È possibile che il personaggio di Tessa Thompson abbia guidato una delegazione di asgardiani verso la salvezza prima degli eventi di Infinity War (Thor nel film allude al fatto che “metà del mio popolo se n’è andato“, perciò metà Asgard dovrebbe essere scampata al Titano)

Non c’era altro modo

Se sarò costretto a scegliere di salvare te, il ragazzo o la Gemma, sceglierò la gemma“. La promessa che Stephen Strange fa a Tony Stark è chiara: nessuna vita sarà più importante della salvaguardia della Gemma del Tempo. Se lo Stregone Supremo è stato costretto a consegnarla a Thanos è solo ed esclusivamente perché era l’unico modo per salvare l’umanità. Perdere era l’unico modo per vincere.

Nei milioni di futuri possibili visti da Strange quello in cui Thanos usa il Guanto dell’Infinito, quello in cui la rabbia di Peter Quill manda tutto all’aria, quello in cui metà dell’universo svanisce nella polvere è l’unico futuro in cui, alla fine, i Vendicatori riusciranno a vincere.

Il come ce lo spiegherà Avengers: Endgame.

Il Regno Quantico

Dal momento che Scott Lang è l’unico sopravvissuto a conoscere il Regno Quantico e tutte le sue possibilità (avendolo provato sulla sua pelle) è possibile che finisca per spiegare ai Vendicatori (e per estensione al pubblico) di cosa si tratta e come possono servirsene. Ma facciamo comunque un breve ripasso.

La nozione di Regno Quantico viene introdotta in Ant-Man in cui viene spiegato che si tratta di un regno subatomico, di un microverso a cui è possibile accedere attraverso la tuta di restringimento sviluppata da Hank Pym (Michael Douglas), ma si tratta di un procedimento molto pericoloso. Janet Van Dyne, moglie di Hank e madre di Hope (Evangeline Lilly), è rimasta infatti intrappolata nel regno durante una missione e Hank all’inizio crede che non ci sia possibilità di uscirne. Scott Lang (Ant-Man) è il primo ad entrare e a uscirne durante una lotta con Calabrone e così in Hank scatta una scintilla: e se Janet fosse ancora viva?

La missione del secondo film è proprio andare alla ricerca di Janet, interpretata da Michelle Pfeiffer. Per entrare nel mondo subatomico questa volta Hank e Hope costruiscono un tunnel che Pym attraverserà indossando una tuta speciale all’interno di una navicella. Nella scena dei titoli di coda, poi, scopriamo che i nostri eroi sono riusciti a creare una versione “portatile” del tunnel, capace di entrare in un furgoncino.

Il dato interessante di questo sequel è che Pym carica il regno di un significato ancora più profondo, definendolo “una realtà in cui tutti i concetti di tempo e spazio diventano irrilevanti”. Un ulteriore riferimento al tempo lo fa Janet, invitando Scott a fare attenzione: “Non farti risucchiare in qualche vortice del tempo, non potremo salvarti“.

Cose da tenere a mente

Non è chiaro se i seguenti punti troveranno o meno sviluppo in Avengers: Endgame, ma ricapitoliamo una serie di dettagli appresi nel corso dei precedenti film che potrebbero tornare in gioco:

  • Tony Stark è l’inventore del B.A.R.F.. Si tratta della tecnologia da 611 milioni di dollari di cui il playboy filantropo parla in Captain America: Civil War che “riesce ad influire sull’ippocampo per eliminare ricordi traumatici“. Viene definita in italiano come R.I.M.B.A., acronimo corrispondente a “Retroinquadratura memoria binaria ampliata“. Attraverso quella tecnologia Tony riesce a rivisitare il momento dell’ultimo addio ai suoi genitori, prima che fossero uccisi dal Soldato d’Inverno nel 1991
  • Alla fine di Avengers: Infinity War Thanos parla con la piccola Gamora nel corso di una sequenza onirica, a tinte arancioni. “Quanto ti è costato?” gli chiede la piccola dopo che Thanos ha schioccato le dita. “Tutto” ribatte il Titano. Joe Russo ha confermato che la sequenza è ambientata all’interno della Gemma dell’Anima
  • Gli unici personaggi ad essere morti per mano di Thanos ma non del suo schiocco sono stati Heimdall, Gamora, Loki e Visione
  • Avengers: Endgame scadranno i contratti di molti dei volti principali dell’Universo Cinematografico Marvel, ma ciò non significa che i supereroi passeranno a miglior vita (non tutti, almeno). “La gente salta sempre a quella conclusione, ma non è necessariamente così” ha commentato il presidente dei Marvel Studios Kevin Feige. “Mi piace pensare, visto che sono un nerd fino al midollo, a Star Trek: The Next Generation, all’episodio “Ieri, oggi, domani”. Credo sia uno dei migliori finali mai visti, e non tratta di morte. Picard va a giocare a poker con l’equipaggio, una cosa che avrebbe dovuto fare da tanto tempo, no?
  • In Wakanda, in Avengers: Infinity War, la piccola Shuri potrebbe aver effettuato un backup di Visione (nell’ultima scena nel suo laboratorio, prima dell’attacco dell’Ordine Nero, vediamo la ragazza che sembra cambiare i suoi progetti: non c’è più tempo per estrarre la Gemma da Visione, ma sembra aver trovato un piano B; che si tratti, appunto, di un modo per preservare la mente di Visione?)
  • Tra le questioni in sospeso c’è il difficile rapporto tra Bruce e Hulk, visto che il dottore non riesce più a trasformarsi
  • Il Guanto di Thanos è stato forgiato su Nidavellir, la stella su cui Thor si dirige in compagnia di Groot e Rocket per trovare una nuova arma (la Stormbreaker) visto che Hela in Thor: Ragnarok ha distrutto il suo Mjolnir

Le Gemme dell’Infinito

Concludiamo con un excursus sulle Gemme dell’Infinito, che donano al possessore un potere, appunto, infinito.

 

Gemma dello Spazio – La storia del Tesseract

Il Tesseract appare per la prima volta nell’UCM e sulla Terra nel primo film di Captain America. Ci troviamo durante la Seconda Guerra Mondiale, in Norvegia, con Teschio Rosso alla ricerca della Gemma dell’Infinito, definita da lui stesso come “Il gioiello all’occhiello della collezione di Odino“. Alla fine del film, dopo un intenso scontro, Teschio Rosso viene scaraventato nello spazio dal potere del cubo, mentre Steve Rogers affonda assieme al Tesseract tra i ghiacci del circolo polare artico. Il cubo cosmico viene poi ripescato da Howard Stark durante la ricerca del Capitano. Ci troviamo negli anni ’50. Da lì diventa proprietà dello SHIELD e il suo destino si intreccia poi con quello di… Captain Marvel.

Negli anni ’90 il progetto Pegasus, tramite la figura di Marv-Vell, cerca di sfruttare la potenza del cubo per realizzare un motore a velocità della luce (con l’obiettivo di proteggere la razza degli Skrull). A causa di un incidente Carol Danvers viene inondata di energia cosmica che le dona poteri molto speciali. Carol è la prima di una serie di personaggi “potenziati” dalle gemme. Dopo questi eventi il Tesseract giunge nelle mani di Nick Fury e quindi dallo SHIELD, fino a quando Fury stesso finisce per mostrarlo a Erik Selvig (nella scena dei titoli di coda di Thor) e indirettamente a Loki, che assiste alla scena attraverso un riflesso. “Credo che valga la pena dargli uno sguardo” dicono all’unisono il Dio dell’Inganno e Selvig preannunciando gli eventi del film successivo.

Arriviamo così agli eventi raccontati dal cinecomic di Joss Whedon, dove il potere della gemma viene sfruttato da Loki per teletrasportarsi sulla Terra ( come detto da Clint “Il cubo è un portale per un’altra dimensione, è accessibile da entrambi i lati”). In seguito alla prima vittoria dei Vendicatori, Thor sfrutta per un’ultima volta il potere cosmico del cubo per tornare ad Asgard con il fratello, luogo dove rimarrà al sicuro nella stanza delle reliquie di Odino fino a quando Loki, in Thor: Ragnarok, lo ritroverà e deciderà di portarlo con sé per poi consegnarlo a Thanos come moneta di scambio in Infinity War.

Gemma del Potere – l’Orb

Incontriamo per la prima e unica volta l’Orb sul pianeta Morag nella scena iniziale di Guardiani della Galassia. Si tratta di un oggetto conteso tra uno Star Lord alle prime armi e le armate di Ronan, pronte a recuperare la Gemma al suo interno proprio per conto di Thanos, che qui vediamo per la prima volta all’opera. Qui facciamo anche la conoscenza di Gamora e Nebula, le figlie del Titano che svolgeranno un ruolo fondamentale nella cerca delle gemme e nella saga dell’Infinito. Sembra però che il Titano Pazzo – dopo il fallimento di Loki che sulla terra ha non solo fallito nel recuperare la Gemma dello Spazio ma ha anche perduto la Gemma della Mente, affidatagli – scelga sempre gli alleati peggiori visto che Ronan, una volta capito il vero valore di ciò che aveva recuperato, decide di tenere quel potere per sé e per decimare Xandar. Grazie all’intervento dei Guardiani che evitano la catastrofe la Gemma del Potere viene recuperata e custodita sullo stesso pianeta dalla NOVA Corps (l’organizzazione militare intergalattica a cui fa capo Nova Prime/Glenn Close) fino al momento in cui – come apprendiamo da Thor in Avengers: Infinity War – Thanos stesso sterminerà Xandar impadronendosi della gemma viola.

Gemma della Realtà – Aether

In Thor: the Dark World viene introdotta la terza gemma dell’Infinito, quella della Realtà. Viene definita “Aether” e gli Elfi Oscuri tentano di impadronirsene per far calare l’universo nell’oscurità visto che possono usarla per plasmare la realtà a proprio piacimento. A causa del fenomeno noto come Convergenza, l’Aether appare sulla Terra ed è Jane (Natalie Portman) a scoprirla: toccandola finisce per assorbirla completamente ed è per questo che Malekith inizia a mettersi sulle sue tracce. Thor conduce Jane ad Asgard per analizzare la materia che l’ha influenzata e così gli Elfi Oscuri attaccano il regno, conducendo alla morte di Frigga, la madre di Thor. Alla fine Thor riesce ad avere la meglio sugli Elfi Oscuri e a recuperare l’Aether estraendolo dal corpo di Jane. Nella scena dei titoli di coda scopriamo che Volstagg (Ray Stevenson) e Sif (Jaimie Alexander) sono stati incaricati di portare la Gemma al Collezionista (Benicio Del Toro) su Ovunque (Knowhere). Visto che già una gemma (il Tesseract) si trova ad Asgard dopo gli eventi di The Avengers, è troppo pericoloso tenere lì anche l’Aether. In Avengers: Infinity War scopriamo che Thanos ha messo le mani sulla Gemma proprio andando dal Collezionista.

Gemma dell’Anima 

È Gamora che ce ne parla in Avengers: Infinity War. La figlia di Thanos svela di essere a conoscenza del luogo dove si cela la Gemma dell’Anima grazie ad una mappa (convenientemente distrutta) che conduce al pianeta Vormir. Thanos riesce ad estorcerle questa informazione torturando la sorella Nebula davanti ai suoi occhi. La gemma, come spiegato, ”occupa un posto speciale tra le Gemme dell’Infinito”: per ottenerla è richiesto un tributo, un sacrificio, un’anima per un’anima, come spiega il suo custode: Teschio Rosso. Giudicato indegno dalla Gemma dello Spazio e quindi dall’universo stesso già negli eventi risalenti a Captain America: Il Primo Vendicatore, Teschio Rosso viene infatti apparentemente disintegrato dalla gemma che invece lo porta a Vormir dove si presume viva in esilio come custode della Gemma, costretto a ricoprire una figura di moderno Caronte come un “traghettatore di anime”.

Gemma della Mente – Lo Scettro di Loki

Ai tempi del primo capitolo della saga dei Vendicatori, nel 2012, non lo sapevamo – o forse i più attenti lo sospettavano – ma la prima volta che vediamo la Gemma della Mente è proprio in Avengers: si trova nello scettro di Loki, a cui è stato dato da Thanos stesso.

Alla fine del film Fury recupera l’arma in seguito alla cattura del Dio dell’inganno e parla dello scettro a Banner perché “sembra alimentato dal cubo” e vorrebbe sapere “come ha fatto Loki ad usarlo per trasformare due degli uomini più intelligenti che aveva in sue personali scimmie volanti”. Controllo mentale grazie alla Gemma della Mente, Nick Fury non ci era andato molto lontano, insomma. L’ultima a usare lo scettro è Vedova Nera, che lo usa per chiudere il portale aperto dalla Gemma dello Spazio.

Lo scettro resta in custodia così dello SHIELD fino agli avvenimenti di Captain America: Winter Soldier, quando apprendiamo del suo collasso a causa dell’HYDRA, infiltratasi ai più alti livelli dell’organizzazione. Nella scena dei titoli di coda del film scopriamo che il Barone Strucker sta effettuando esperimenti sugli umani, cercando di creare dei “potenziati” grazie al potere della gemma (un po’ come Captain Marvel): Scarlet Witch e Quicksilver (Wanda e Pietro Maximoff), i gemelli sopravvissuti, i “miracoli”.

In Avengers: Age of Ultron i Vendicatori attaccano la base dell’HYDRA e Tony recupera lo scettro. Nel corso del film cerca di sfruttarne il potere per arrivare a creare un’intelligenza artificiale (la struttura della Gemma della Mente contenuta nello scettro è simile a quella di una sinapsi di neuroni). Ultron, in seguito, ruba lo scettro, distruggendone la struttura esterna per svelare finalmente la gemma all’interno, con lo scopo di usarla per dare vita alla sua “visione”; i Vendicatori riescono a fermarlo, e – grazie all’intervento di Thor che per la prima volta percepisce la potenza delle Gemme dell’Infinito (“La Gemma della Mente è la quarta che spunta fuori negli ultimi anni, non è una coincidenza: qualcuno ha messo in piedi un gioco complesso e ci usa come pedine”) – danno vita, per l’appunto, a Visione, custode della gemma, oramai parte della sua essenza.

Sia in Captain America: Civil War che in Avengers: Infinity War, Visione e Wanda percepiscono la natura simile dei loro poteri e il loro comune legame con la Gemma della Mente, fino al punto in cui Wanda si trova costretta a distruggere la Gemma lei stessa a riconferma di ciò che già si intuiva in Avengers: solo il potere di una Gemma può distruggere quello dell’altra.

Gemma del Tempo – L’Occhio di Agamotto

Il potente Agamotto, un potentissima entità mistica, era il custode dell’Occhio al cui interno è contenuta la Gemma del Tempo, custodita a Kamar-Taj, sotto la vigilanza dell’Antico e dei suoi discepoli, mai utilizzata in quanto “cambiare il corso del tempo è una violazione delle leggi della natura”.  Strange ne entra in possesso durante il suo apprendistato come Stregone e lo utilizza per intrappolare l’entità malvagia Dormammu in un loop temporale diventandone da quel momento il custode. Lo stregone si ritrova a cedere la Gemma di sua spontanea volontà a Thanos in Avengers: Infinity War, sotto gli occhi increduli di Tony, perché, dopo aver visto più di 14 milioni di futuri alternativi, arriva alla conclusione che il suo gesto porta all’unico futuro possibile in cui i Vendicatori potranno alla fine avere la meglio.

Ora tocca agli Avengers far sì che l’unica realtà nella quale riusciranno a disfare l’atto di Thanos si avveri… a qualunque costo.

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Il film è stato diretto da Anthony e Joe Russo ed è stato scritto da Christopher Markus e Stephen McFeely. Tra i produttori esecutivi anche Jon Favreau, regista dei primi due Iron Man.

Avengers: Endgame sarà al cinema il 24 aprile.