Ieri sera ha sorpreso un po’ tutti la notizia che la Warner Bros. non parteciperà al Comic-Con di San Diego, o meglio, non lo farà con l’abituale Panel in Sala H.

L’aggiornamento è arrivato a margine dell’arrivo online del primo, sfavillante poster di Wonder Woman 1984 (che potete vedere qua). Uniche concessioni: la presenza di It – Capitolo Due e l’enorme stand condiviso con la DC Comics. La presentazione del “secondo” IT avverrà nel corso della serata dedicata alle anteprime (il 17 luglio) nell’ambito della terza edizione di ScareDiego, una notte tutta dedicata al cinema horror targato New Line Cinema.

Tradotto in soldoni: i visitatori dell’evento californiano, e tutte le persone che lo seguono con interesse e curiosità da casa, non avranno alcun aggiornamento su titoli particolarmente attesi (e in fase di lavorazione più o meno avanzata). Pensiamo al già menzionato sequel di Wonder Woman, Doctor Sleep, Dune, Godzilla VS Kong, Joker, Birds of Prey. E, soprattutto, non potranno assistere alla presentazione in pompa magna del nuovo interprete di Batman, Robert Pattinson.

In passato lo studio ha spesso scelto il SDCC per “droppare le sue bombe” e tanto noi di BadTaste che eravamo in Sala H, quanto voi che ci seguite, lo sappiamo bene.

Basta citare il Panel nel 2013 quando il sequel di Man of Steel si è “trasformato” in Batman v Superman poco prima dell’evento. O quello dello scorso anno, con l’apparizione di Johnny Depp sul palco nei panni di Grindelwald.

 

 

 

In entrambe le occasioni, lo studio si è trovato a fare i conti con la calorosa accoglienza di seimila persone che, dopo una fila estenuante durata ore e ore, non potevano non dimostrare focosa esaltazione per degli exploit oggettivamente galvanizzanti. Sappiamo bene però che il pubblico del Comic-Con non è necessariamente rappresentativo di chi poi spende i propri soldi al botteghino: è “solo” un largo campione di una tipologia di spettatori ben definiti. Motivo per cui tanto Batman v Superman, quanto il secondo Animali Fantastici, pur non definibili come degli insuccessi, non hanno poi dato i risultati sperati al botteghino.

Perché, quindi, affrontare delle ingenti spese di rappresentanza fra Sala H e spostamenti di talent vari ed eventuali (e relativi entourage) con mesi e mesi di anticipo rispetto alla release delle varie pellicole? Perché, come sottolinea giustamente anche Forbes, la Warner non ne ha bisogno.

E lo ha implicitamente affermato anche la regista dei due Wonder Woman, Patty Jenkins, con il tweet in cui ha specificato che il marketing del film comincerà ufficialmente il prossimo dicembre:

 

Cominciare la campagna marketing a dicembre, per un blockbuster molto atteso come questo, significa usare come traino tutte le grandi pellicole in arrivo nel periodo delle feste. Film – come Star Wars: L’Ascesa di Skywalker, Jumanji 3 e Frozen 2 – che verranno visti sostanzialmente da tutti i segmenti di pubblico, i famosi “quattro quadranti” inseguiti da Hollywood e non solo da un target specifico. E non è neanche un caso che, con l’eccezione di Aquaman (1.147 milioni di dollari worldwide) e Shazam! (362 milioni di dollari worldwide), i maggiori successi del 2018 di casa Warner siano state pellicole non seriali, magari collegate ma non necessariamente indirizzate alla fascia “geek”: A Star Is Born, Crazy & Rich, Shark – Il Primo Squalo, Ocean’s 8 e Ready Player One. E tanto per i tentpole cinefumettistici, quanto per film come quelli citati poco fa, a fare la differenza è il marketing fatto nei mesi, ma soprattutto nelle settimane, che precedono l’uscita in sala (e qua si potrebbe anche riaprire il capitolo relativo agli errori fatti al tempo di Batman v Superman).

Motivo per cui, in questo 2019, la Warner potrebbe aver appunto deciso di mantenere nella manica i suoi assi, aggirando anche la possibilità di un’eventuale “bad publicity” derivante proprio da un panel “andato storto” nella Sala H.

Cosa ne pensate? Ditecelo nei commenti!

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