Vi abbiamo già accennato che di Spider-Man si è parlato nel corso del fine settimana non solo per via dell’accordo non rinnovato fra la Sony e i Marvel Studios circa l’imppiego del personaggio nell’UCM, ma anche perché Tom Holland ha partecipato come ospite al Keystone Comic Con.

Un Botta & Risposta dal quale, secondo le varie segnalazioni approdate online, le domande circa la situazione fra la Sony Pictures e la divisione cinematografica della Casa delle Idee erano del tutto bandite per evitare di “creare confusione qualsiasi discussione contrattuale che potrebbe essere annunciata nei prossimi giorni”.

Una giovane fan dell’attore, la sedicenne Nicole Emma, ha notato l’assurdità di una situazione in cui “È stata strana la richiesta di non fare domande in materia quando poi sono state fatte nelle varie interviste in cui ha fornito delle risposte che parevano scritte in precedenza. Credo ci stiano ancora lavorando perché [Tom Holland, ndr.] ha ripetuto parola per parola quello che ha detto alla D23”.

Durante il panel, l’attore inglese ha ringraziato tanto i creativi della Marvel quanto quelli della Sony per il rinnovato successo del personaggio:

Ero ovviamente più giovane rispetto a Tobey e Andrew. Abbiamo davvero cercato di ancorarci all’elemento delle scuole superiori, al fare un film su un ragazzo normale con problemi decisamente anormali. Ed è questo che rende il nostro Peter Parker, il nostro Spider-Man così speciale, l’essere un supereroe con cui è davvero facile mettersi in relazione. È tosto rapportarsi a Tony Stark perché è un multimiliardario, Captain America è un super soldato, Thor è un dio, ma Peter è solo un ragazzo del Queens. È la persona con cui tutti possono entrare in sintonia e poi c’è da dire che Jon Watts è stato abilissimo nell’assemblare un cast così variegato per interpretare i suoi amici. Tutte le persone del mondo, in un modo o nell’altro, possono entrare in sintonia con i nostri film. E i meriti di questo non sono solo miei. È un lavoro che coinvolge tutti i creativi della Sony, della Marvel e Jon Watts.

Circa il terzo Spider-Man aggiunge poi:

Questi film, in un modo alquanto bizzarro e profondo, hanno rispecchiato la mia stessa vita. Il primo parlava del volersi mettere in luce e diventare un Avengers, cosa che è poi accaduta cambiando la mia vita. Ecco che a un tratto mi ritrovo a parlare di fronte a 5000 persone. Una cosa che normalmente non farei. Crescere sotto la luce di un riflettore non è semplice. E il secondo film parla proprio di questo del “Ma è davvero quello che voglio?” per poi chiudersi con un “Ho trovato il posto cui appartengo” che è qua con voi gente. E nel terzo c’è un’altra interessante e profonda connessione con la mia vita di cui però, ovviamente, non vi parlerò limitandomi a dire che sarà molto interessante da interpretare.

Vi ricordiamo che il terzo film di Spider-Man verrà scritto da Chris McKenna ed Erik Sommers, ma non è ancora detto che a dirigerlo sia Jon Watts.

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