Da svariate settimane, non si fa che parlare dei poco lusinghieri commenti di Martin Scorsese sui cinecomic della Marvel rilasciate durante la promozione di The Irishman, una discussione che, a prescindere dalle opinioni di tutti gli addetti ai lavori che si sono espressi a mezzo stampa e dei cinefili che l’hanno poi lette (o ascoltate) traendo poi tutte le conclusioni e considerazioni del caso, è diventata una valida occasione per ragionare a tutto tondo sullo stato di salute del cinema.

Variety segnala ora un potenziale bizzarro “fallout nucleare” di tutta questa bagarre. Le posizioni di Martin Scorsese sui cinecomic Marvel potrebbero (il condizionale è chiaramente d’obbligo) mettere degli scomodissimi bastoni fra le ruote di The Irishman in vista degli Oscar. Il pezzo pubblicato dal popolare magazine hollywoodiano si apre, non a caso, con il “Che snob!” dichiarato da un membro dell’Academy interpellato da Variety dopo il ben noto editoriale di Martin Scorsese pubblicato sul New York Times (“Lasciatemi spiegare” – LEGGI L’EDITORIALE DI MARTIN SCORSESE).

Riassumendo: con le sue posizioni sui cinecomic Marvel espresse prima su Empire e poi ribadite dal citato editoriale, Scorsese potrebbe essersi alienato le simpatie del segmento più giovane dei votanti degli Oscar. L’Academy non diffonde ufficialmente le statistiche demografiche dei suoi circa ottomila votanti, ma negli ultimi anni c’è stato comunque un forte ricambio che ha portato a un turnover in termini generazionali e di diversificazione e l’approccio generale verso i blockbuster è di certo più positivo che in passato, premettendo comunque la nozione di Oscar come premio che ha più a che fare col concetto di trionfo di un sistema produttivo, commerciale e artistico e non solo con l’ultimo concetto citato.

Tanto che, stando a una delle fonti di Variety, lo screening di Avengers: Endgame organizzato per i votanti dell’Academy lo scorso maggio sarebbe stato uno dei più affollati di sempre.

A tutto questo si aggiunge il paradosso di avere a che fare con una pellicola come The Irishman diffusa in un numero limitatissimo di sale che, dal 27 novembre, approderà in esclusiva su Netflix. E per molti membri dell’Academy, il colosso dello streaming è il principale responsabile della crisi della sala.

Poi, chiaramente, c’è chi pensa che The irishman sia comunque in corsa per dei possibili riconoscimenti agli Oscar, come un consulente interpellato sempre da Variety che spiega:

Martin Scorsese e Francis Ford Coppola denigrano il pop-corn cinema da decenni, da quando i loro amici negli anni settanta facevano roba come Star Wars. E ci sono molte persone che danno loro ragione perché sono convinte che la fine della vita così come la conosciamo si stia rapidamente avvicinando per colpa dell’instupidimento del cinema. Non è vero ovviamente, ma sta diventando piuttosto stupido.

The Irishman, la sinossi del film di Martin Scorsese

Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci recitano nel film di Martin Scorsese THE IRISHMAN, una saga epica sul crimine organizzato nell’America del dopoguerra, vista dagli occhi del veterano della Seconda guerra mondiale Frank Sheeran, un imbroglione e sicario che aveva collaborato con le più note personalità del 20° secolo. Coprendo alcuni decenni, il film ripercorre i fatti legati a uno dei misteri irrisolti più famosi della storia americana, la scomparsa del leggendario presidente del sindacato degli autotrasportatori Jimmy Hoffa, offrendo uno spaccato inedito degli angoli nascosti della criminalità organizzata: il suo modo di operare, le rivalità e i collegamenti con la politica.

Cosa ne pensate? The Irishman di Martin Scorsese otterrà delle nomination e delle vittorie alla prossima edizione degli Oscar? Come sempre, potete dire la vostra nei commenti in calce all’articolo!

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