I genitori di una vittima del massacro di Aurora, Sandy e Lonnie Phillips, hanno deciso di scrivere una lettera aperta indirizzata a Todd Phillips e alla Warner Bros. a proposito di Joker.

La reazione dei genitori di Jessica, uccisa nel 2012 durante una proiezione di Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno, è stata scatenata dalle recenti dichiarazioni del regista proprio circa le polemiche che hanno avvolto fin da subito la pellicola:

Durante la realizzazione del film conoscevamo bene le nostre intenzioni, perciò ci ha seccato un po’ che il film sia stato così controverso. La mia sensazione è che viviamo in un’epoca di indignazione immediata in cui la gente si mette alla ricerca di cose per cui indignarsi e probabilmente si indignerà per il commento che ho appena fatto. È diventata una moda. La bella notizia è che il film ha dato vita a discussioni e riflessioni.

Caro Todd Phillips, non siamo indignati per Joker perché è diventato una “moda” cercare “cose per cui indignarsi” si legge nella lettera. “Siamo indignati perché nel 2012 nostra figlia Jessica Ghawi è stata assassinata da un uomo che ha avuto facilmente accesso ad armi da fuoco ad Aurora, in Colorado“.

Poi prosegue:

Siamo indignati perché alla luce di tale carneficina, la Warner Bros. continua a generare profitti da film che mettono in scena violenza con armi da fuoco continuando a fare donazioni a legislatori e candidati che rendono più semplice l’accesso ad armi da fuoco e a commettere atti di violenza nel mondo reale.

I Phillips accusano la Warner Bros. di aver rifiutato un incontro con i sopravvissuti alle sparatorie e la invitano a collaborare: “Insieme possiamo salvare vite“.

 

 

 

Su Joker leggi anche:

La sinossi ufficiale:

“Joker” del regista Todd Phillips è incentrato sulla figura dell’iconico cattivo, ed è un film autonomo originale, diverso da qualsiasi altro film apparso sul grande schermo fino ad ora. L’esplorazione di Phillips su Arthur Fleck, interpretato in modo indimenticabile da Joaquin Phoenix, è quella di un uomo che lotta per trovare la sua strada in una società fratturata come Gotham. Durante il giorno lavora come pagliaccio, di notte si sforza di essere un comico di cabaret… ma scopre che lo zimbello sembra essere proprio lui. Intrappolato in un’esistenza ciclica sempre in bilico tra apatia e crudeltà, Arthur prenderà una decisione sbagliata che provocherà una reazione a catena di eventi, utili alla cruda analisi di questo personaggio.

Cosa ne pensate? Ditecelo nei commenti!

 

Fonte