Uscirà il 26 marzo nei cinema italiani (il 27 negli Stati Uniti) Mulan, il remake live action del classico Disney. In sviluppo da più di dieci anni, il film è stato diretto da Niki Caro, regista neozelandese che oggi si trovava a Milano per presentare le prime scene a un gruppo di esercenti e giornalisti. Noi eravamo presenti all’incontro (più avanti vi proporremo la nostra intervista) e più sotto trovate la trascrizione del panel, moderato dal nostro Francesco Alò.

Niki Caro ha presentato tre clip del film (seguite da un breve montaggio simile al trailer).

La prima è una scena molto intima tra Hua Mulan (Yifei Liu) e suo padre Hua Zhou (Tzi Ma) che si sta preparando per andare in battaglia. La ragazza osserva il padre che affila la sua spada, sulla quale sono riportati i simboli che rappresentano le parole Leale, Impavido, Sincero. L’uomo, infermo, a stento tiene in mano la spada, ma esprime comunque una grande dignità. Mulan sostiene che se fosse nata maschio, lui non sarebbe dovuto partire, ma lui la rimprovera affermando di essere felice della vita che ha avuto e che il ruolo di Mulan è quello di rendere onore al valore più importante di tutti: quello della famiglia. Alla fine della scena, però, la vediamo impugnare la spada e ci rendiamo conto che la ragazza è convinta di dover intervenire in qualche modo per evitare che il padre parta (quasi certamente senza più tornare).

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La seconda scena si apre con un gruppo di un centinaio di soldati disposti in un campo, nel bel mezzo di una valle tra le montagne: si stanno allenando al combattimento, e tra essi ci sono Mulan, travestita da maschio, e Chen Honghui (Yoson An). I due non si limitano ad allenarsi: iniziano un vero e proprio combattimento, e ogni volta che Honghui si scaglia contro Mulan cercando di sopraffarla, lei risponde con mosse molto astute, fino ad arrivare a batterlo. La cosa incuriosisce tutti: in pochi si aspettavano una tale abilità da un ragazzo all’apparenza minuto e fragile come questo giovane soldato.

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Nella terza scena assistiamo infine a una epica sequenza d’azione: due eserciti che si scontrano. Gli invasori partono all’attacco, guidati da Bori Khan (Jason Scott Lee), che però si separa con una piccola guarnigione e viene inseguito da Mulan e un gruppo di altri soldati che uno a uno vengono decimati dalle frecce di Khan e dei suoi. Gli ultimi sopravvissuti decidono di scappare, mentre Mulan si fa coraggio e prosegue l’inseguimento.

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Niki, qual è stato il tuo apporto al film? Cosa hai sentito di poter aggiungere alla leggenda di Mulan nel mito cinese e nel mito cinematografico Disney?

La cosa che mi ha sorpreso maggiormente quando ho iniziato lavorare a questo film è che l’amatissimo cartone Disney non è la Mulan originale. La Mulan originale compare in una ballata cinese che è stata scritto nel sesto secolo. La storia è stata raccontata così tante volte da allora, generazione in generazione: ogni bambino cinese la conosce, ed è stato davvero interessante pensare a come tradurre questa storia per il pubblico del ventunesimo secolo, in live action. Ovviamente volevo rendere onore al film d’animazione, ma in primis volevo rendere onore alla ballata. E alla storia di Mulan stessa, una ragazza che si traveste da maschio. Per me è stato un privilegio poterlo fare, il mio compito è stato quello di rendere reale questo viaggio.

Abbiamo appena visto qualche scena, e mi ha colpito molto la forza della recitazione senza parole, con primi piani di attori in silenzio, soprattutto della protagonista. Tu che hai scoperto Keisha Castle-Hughes (candidata all’Oscar per La Ragazza delle Balene) come sei arrivata a Liu Yifei?

Abbiamo cercato Mulan nel mondo intero, abbiamo cercato ovunque, ogni villaggio in Cina e ogni paese del mondo. Un anno dopo non l’avevamo ancora trovata. Era davvero importante trovare quella giusta, allora abbiamo riiniziato: siamo tornati in Cina e abbiamo incontrato le attrici che inizialmente non erano state disponibili nel primo giro. Liu Yifei era una di esse. Lei è sempre stata convinta di essere nata per interpretare Mulan, e lo penso anch’io. In queste prime immagini è fantastica, ma non avete ancora visto nulla, ve lo assicuro.

La Tigre e il Dragone fu prodotto da William Kong. È un film fondamentale per gli occidentali: un ponte tra la tradizione dei film d’arti marziali e il larghissimo pubblico occidentale. Cos’ha comportato il coinvolgimento di William Kong in Mulan?

Bill è stata la prima persona con cui ho parlato di questo film. È stato il mio mentore nella realizzazione di questa pellicola, un vero padrino. Ho sempre amato La Tigre e il Dragone. L’approccio è stato però diverso in un aspetto fondamentale: avevo visto l’utilizzo della sospensione con i cavi nelle scene d’azione, ma per me era importantissimo che non li usassimo. Le scene d’azione di Mulan sono molto realistiche a livello fisico (…più o meno!), in linea con ciò che può fare il corpo di una ragazza. Posso dire che Liu Yifei è incredibile: ha fatto moltissime scene d’azione da sola, sa cavalcare, è molto abile nelle arti marziali e nell’uso della spada. È intelligentissima e… sa anche cantare!

Potremmo parlare per ore delle differenze tra il cartone animato del 1998 e il film live action del 2020. Ci sono dei cambiamenti, per tante ragioni. Vorrei chiederti di un cambiamento in particolare: non vedremo Mushu nel film del 2020…

Il film d’animazione è incredibile, amatissimo da tutti. Ma Mushu non era riproducibile fedelmente nel live action: funziona perfettamente nell’animazione e nel doppiaggio, ma il nostro modo per rispettarlo nel migliore dei modi è stato quello di lasciarlo all’animazione. Noi puntiamo a una storia più vera, intima ed epica. Apprezzo molto l’umorismo di Mushu, nel nostro film abbiamo ricreato umorismo nei rapporti “reali” di Mulan, e ovviamente nelle situazioni: anche solo per via della strana situazione di essere una donna nei panni di un uomo.

E allora che cosa sei riuscita a portare del film d’animazione nel live action?

Ci sono diverse cose, in realtà. Volevo rendere onore all’animazione in un certo numero di scene. La prima è la sequenza in cui si combinano i matrimoni, la seconda… beh, ho sempre amato la scena della valanga nell’originale, e siccome non c’era nello script iniziale ho insistito perché si rendesse omaggio a quella sequenza.

A proposito di travestimenti: secondo te una regista donna si traveste da regista “uomo” quando gira scene d’azione, o è un cliché? Hai dato sfogo a una parte di Niki Caro che non conoscevi?

Senti, penso che anche questa domanda sia “travestita”: in pratica ci si chiede come faccia una donna regista a fare un film d’azione! E la risposta, Italia, è che per me è stata la cosa più naturale del mondo. Non avevo mai girato film d’azione prima, lo adoro e mi diverte tantissimo. Nella maggior parte dei film d’azione l’approccio è “cosa sarebbe figo vedere sullo schermo?”, in questo film invece l’azione è collegata continuamente alla storia di Mulan, al suo percorso, al suo viaggio, e per questo secondo me è più credibile. E poi, posso dire che… spacca!

Cosa vorresti dire al pubblico con questo tuo film?

Sulla spada del padre di Mulan ci sono 3 caratteri: leale, impavido, sincero. La storia di Mulan ci dimostra che lei è leale e impavida, ma quando si traveste da uomo non è sincera. Quando se ne rende conto, capisce che solo mostrando la sua identità potrà dimostrarsi davvero potente e sincera. È questo il messaggio che voglio dire al mondo. Gong Li dice nel film dice che è “impossibile che una donna guidi un esercito di uomini”. È quello che ho fatto io, non travestendomi da uomo ma rimanendo donna, e mi sento davvero a mio agio come donna in questo mondo.

Come ci si sente dopo giorni, settimane e mesi di lavoro, a vedere il risultato sul grande schermo?

Quando vedi il film voglio che guardi attentamente una scena: a un certo punto durante l’addestramento militare viene assegnato un compito a tutti i giovani in addestramento, e nessuno riesce a compierlo: raggiungere la vetta della montagna portando dei secchi d’acqua. C’è una splendida inquadratura steadicam che segue Mulan riuscirci, arrivare fino in cima: questa è stata la mia sensazione.

Come mai hai scelto di dirigere questo remake?

Non faccio mai un film a meno che non sia veramente convinta di essere la persona giusta. Il mio primo film è stato La Ragazza delle Balene, secondo me ha tantissime cose in comune con questa pellicola, che è come la ragazza delle balene sotto steroidi. In quel film si riflette sulla leadership e su quali sono le qualità necessarie per essere un buon leader. È un messaggio che si riferisce anche a me: cos’è la leadership? Io guido un team di 900 persone, e il film prova che sono stata in grado essere una guerriera e avere grazia… questo progetto mi ha permesso di farlo su scala gigantesca.

Nel realizzare questo film hai dovuto avvicinarti a una cultura diversa dalla tua, quella cinese. Hai preparato te stessa e il tuo team, vista l’importanza dell’elemento culturale?

Lungo la mia carriera mi è capitato di lavorare a diversi film che non facevano parte della mia cultura. Vivo questa cosa come una grande responsabilità: io e i miei collaboratori facciamo ricerche molto approfondite perché ci sia specificità culturale. Con La Ragazza delle Balene ho imparato che più entri nel dettaglio di una cultura (quella maori, in quel caso), più vai sullo specifico culturale, più diventi universale. Nel caso della cultura cinese ho capito che l’aspetto più importante è l’assoluta devozione nei confronti della propria famiglia, cosa che penso sia importante anche per la cultura italiana.

 

 

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Questa la sinossi ufficiale del film:

Quando l’Imperatore della Cina decreta che un uomo per ogni famiglia dovrà arruolarsi nell’Armata Imperiale per difendere il Paese dall’attacco di invasori provenienti dal Nord, Hua Mulan, la figlia maggiore di un rispettato guerriero, prende il posto del padre malato. Dopo essersi travestita da uomo ed essersi arruolata con il nome di Hua Jun, Mulan verrà messa alla prova in ogni momento del suo cammino e dovrà trovare la propria forza interiore e dimostrare tutto il suo autentico potenziale. Nel corso di questo epico viaggio si trasformerà in una stimata guerriera guadagnandosi il rispetto di una nazione riconoscente e l’orgoglio di un padre.

La storia della leggendaria guerriera è uno dei racconti popolari più celebri della Cina e fa ancora parte dei programmi scolastici cinesi.

Il film è diretto da Niki Caro (La Ragazza delle BaleneMcFarland USA) a partire da una sceneggiatura scritta da Rick Jaffa & Amanda Silver (Jurassic WorldHeart of the Sea – Le Origini di Moby Dick) e Elizabeth Martin & Lauren Hynek, basata a sua volta sul poema La Ballata di Mulan.

Liu Yifei (Il Regno ProibitoOnce Upon a Time) è stata scelta per interpretare il ruolo di Hua Mulan a seguito di un processo di casting durato un anno. Il cast del film comprende inoltre Donnie Yen (Rogue One: A Star Wars Story), Jason Scott Lee (Crouching Tiger, Hidden Dragon: Sword of Destiny), Yoson An (Shark – Il Primo Squalo), Utkarsh Ambudkar (Voices – Pitch Perfect), Ron Yuan (Marco Polo), Tzi Ma (Arrival), Rosalind Chao (Star Trek: Deep Space Nine), Cheng Pei-Pei (La Tigre e il Dragone), Nelson Lee e Chum Ehelepola, con la partecipazione di Gong Li (Memorie di una Geisha,Lanterne Rosse) e Jet Li (Shao Lin SiArma Letale 4).

Uscito nelle sale nel 1998, il lungometraggio d’animazione Disney fu candidato a un Oscar® e due Golden Globe®.

L’uscita di Mulan sul grande schermo in Italia è prevista per il 26 marzo 2020.

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