Fino al 19 aprile Sky Cinema Collection diventa Sky Cinema DreamWorks con i migliori film del grande studio d’animazione disponibili anche on demand sulla piattaforma e su Now Tv, da Dragon Trainer a Shrek passando per classici come Il principe D’Egitto. Nel nostro speciale troverete tutti i video, le curiosità e gli approfondimenti!

La saga di Shrek ha avuto in totale 4 film (ma anche numerosi cortometraggi) arrivati al cinema nel 2001, nel 2004, nel 2007 e nel 2010. Nel 2011 è arrivato il primo spin-off incentrato sul Gatto con gli stivali, interpretato da Antonio Banderas. Nel complesso tutto il franchise ha avuto un successo straordinario al botteghino, toccando quota 1,4 miliardi solo negli Stati Uniti e 3,5 miliardi in tutto il mondo.

Un tuffo nel passato – Shrek

  • Il primo a interessarsi a Shrek, il libro illustrato pubblicato nel 1990 da William Steig, fu Steven Spielberg, che nel 1991 acquistò i diritti di sfruttamento prima della fondazione della DreamWorks con l’obiettivo di farne un film d’animazione classico: nelle intenzioni originali c’era quella di affidare il ruolo di Shrek a Bill Murray e quello di Ciuchino a Steve Martin;
  • Quando il progetto passò alla DreamWorks, qualche anno dopo, Jeffrey Katzenberg (cofondatore con Steven Spielberg e David Geffen) lo mise in sviluppo a partire dal novembre 1995. Il progetto faticò a decollare e ad acquisire una propria identità per qualche tempo;
  • Lavorare a Shrek era considerata una punizione. Come sottolineato nel libro “The Men Who Would be King: An Almost Epic Tale of Moguls, Movies and a Company Called DreamWorks“, Shrek all’inizio era considerato un progetto destinato al fallimento. “Era noto come il Gulag” disse un animatore all’autore del libro Nicole Laporte. “Se sbagliavi qualcosa con il Principe d’Egitto, venivi spedito nei sotterranei per lavorare a Shrek“. Insomma, venivi Shrekkato. È anche vero che all’inizio il progetto doveva essere tutt’altro;
  • Shrek doveva essere un ibrido di animazione e riprese dal vero, un misto di miniature e sfondi reali con personaggi inseriti in digitale e interpretati con la motion capture. Nel 1997 fu proiettato un test che poi Katzenberg definì “terribile, non era convincente, non era divertente e non ci piaceva”. La Dreamworks scelse così di chiudere tutto e ripartire da zero chiedendo aiuto alla Pacific Data Images, che all’epoca era al lavoro su Z la formica, che diede alla pellicola l’aspetto definitivo e un’identità ben precisa;
  • Il ruolo di Shrek doveva essere in origine di Chris Farley, che morì dopo aver registrato poco più della metà dei dialoghi per il personaggio. Dopo il decesso si pensò di ingaggiare un imitatore, o di reclutare addirittura il fratello Kevin Farley, ma poi la DreamWorks decise di affidare il ruolo a Mike Myers. L’attore convinse la produzione a riscrivere la sceneggiatura per prendere le distanze dal lavoro fatto da Farley. Sul DVD fu poi inserita una versione provvisoria con la voce di Farley (qui il video);
  • Janeane Garofalo avrebbe dovuto interpretare la principessa Fiona, ma dopo la morte del collega fu licenziata senza alcuna spiegazione. L’attrice poi dichiarò di non averne mai scoperto il motivo: “Forse perché a volte ho la voce da uomo? Non so perché, nessuno me l’ha detto, ma insomma, il film non l’ha visto nessuno, quindi chi se ne importa!“;
  • Il processo d’animazione digitale ebbe inizio il 31 ottobre 1996 e durò circa quattro anni e mezzo. Z la formica, uscito nel 1998, fu il primo film animato al computer prodotto dalla DreamWorks, ma fu Shrek qualche anno dopo a regalare alla compagnia prestigio e un posto di tutto rispetto accanto alla concorrente Pixar; nel 2007 Jeffrey Katzenberg dichiarò che il film non solo aveva salvato la compagnia da un punto di vista finanziario, ma le aveva regalato un’immagine tale da poter realizzare in seguito Madagascar (2005), Kung Fu Panda (2008) e Dragon Trainer (2010);
  • Il ruolo di Shrek era stato in origine offerto a Nicolas Cage, che rifiutò perché non voleva essere associato a un orco: “Riflettendoci forse avrei dovuto accettarlo“. Anche Robin Williams era stato preso in considerazione per un ruolo, ma pare abbia rifiutato perché avrebbe dovuto lavorare ancora una volta con Katzenberg dopo una turbolenta esperienza con Aladdin;
  • Finite le sessioni di doppiaggio (dopo aver usato un accento canadese), Myers chiese alla DreamWorks di ridoppiare interamente il film con un accento scozzese, lo stesso con cui sua madre gli raccontava le storie della buona notte. Dopo aver sentito una prova del nuovo doppiaggio Katzenberg acconsentì a rifare tutto sostenendo di aver dovuto sostenere dei costi aggiuntivi per 4 milioni di dollari per consentire agli animatori di sistemare il labiale per tutta la durata del film: “Mi piace l’accento scozzese perché può variare dal tenero all’arrabbiato in pochissimo“. Myers qualche anno dopo disse la sua in proposito dicendo di non esser stato pagato di più alla luce della sua richiesta: “Ci vollero venti sessioni invece di dieci“.
  • Alla fine, ai tre protagonisti Mike Myers, Cameron Diaz e Eddie Murphy fu dato un compenso di 350 mila dollari e una percentuale sugli incassi grazie alla quale riuscirono a toccare quota 3 milioni di dollari;
  • Con un budget dichiarato di 60 milioni di dollari, la pellicola si rivelò un grande successo, arrivando a quota 484,4 milioni di dollari in tutto il mondo. A Cannes tra l’altro il responso fu straordinario.

shrek

I sequel

  • Visto il grande successo del primo film, i tre protagonisti riuscirono a rinegoziare i contratti ottenendo un compenso di 10 milioni di dollari; secondo il Wall Street Journal il compenso fu per 15-18 ore di lavoro;
  • William Steig, autore del libro illustrato originale, morì durante la produzione e il film gli fu dedicato;
  • Shrek 2 fu il primo sequel a essere candidato all’Oscar come miglior film d’animazione;
  • La scena in cui Shrek, Ciuchino e il Gatto con gli stivali scoprono la Fata Madrina mentre prepara la sua pozione è omaggio a La sirenetta e nello specifico alla scena in cui Ursula prepara la pozione per Ariel. Jennifer Saunders, doppiatrice della Fata, era in origine in lizza per il ruolo di Ursula;
  • Gli sceneggiatori del primo film, Ted Elliott e Terry Rossio, ebbero delle divergenze con i produttori e lasciarono il progetto;
  • Il terzo film, a differenza dei primi due, non fu diretto da Andrew Adamson perché era impegnato con Le cronache di Narnia, ma rimase come produttore esecutivo. Alla fine il film fu diretto da Chris Miller, story artist del primo film, e da Raman Hui, animatore supervisore dei primi due film;
  • Sebbene ogni film abbia rappresentato un bel passo in avanti da un punto visivo, con il quarto film le innovazioni furono ancora migliori: per notare la differenza basta dare uno sguardo al movimento dei capelli di Fiona;
  • Nel quarto film uno dei protagonisti è Tremotino, che in realtà aveva già fatto un’apparizione in Shrek Terzo con un aspetto completamente diverso;
  • La pellicola doveva essere diretta da Andrew Adamson, ma poi il regista fu sostituito da Mike Mitchell. Il titolo iniziale doveva essere Shrek Goes Fourth, ma poi la produzione ripiegò su Shrek e vissero felici e contenti (Shrek Forever After).

Il gatto con gli stivali

gatto stivali

  • Il film fu messo in produzione nel 2004 poco dopo l’uscita di Shrek;
  • Nei piani iniziali la pellicola doveva uscire nel 2008 direttamente in home video con il titolo Puss in Boots: The Story of an Ogre Killer; la DreamWorks poi decise di mandare un segnale forte perché credeva che il personaggio meritasse molto, puntando così a un’uscita cinematografica;
  • Banderas doppiò il personaggio, oltre che in inglese, anche in messicano, spagnolo e italiano. L’attore definì il doppiaggio italiano l’esperienza più ardua per motivi di labiale;
  • Per la promozione del film Antonio Banderas partecipò a una proiezione circondato da gatti (alcuni addirittura sfilarono sul tappeto rosso alla prima);
  • Il film contiene un mucchio di riferimenti a La maschera di Zorro, il film con Antonio Banderas;
  • La saga di Shrek ha in comune con quella di Harry Potter l’anno di uscita: Shrek (2001) uscì con Harry Potter e la pietra filosofale, Shrek 2 con Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (2004), Shrek Terzo (2007) con Harry Potter e l’Ordine della FeniceShrek e vissero felici e contenti (2010) con Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1 e Il gatto con gli stivali (2011) con Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2.
  • Con un budget di 130 milioni di dollari, la pellicola arrivò a quota 554,9 in tutto il mondo;
  • A novembre 2012 Guillermo del Toro annunciò che il sequel era in lavorazione; ad aprile 2014, poi, Banderas svelò che le lavorazione era ufficialmente partita, mentre a giugno dello stesso anno apprendemmo anche il potenziale titolo: Puss in Boots 2: Nine Lives & 40 Thieves. L’ultimo aggiornamento in materiale risale a febbraio 2019, quando è stato confermato che la regia era stata affidata a Bob Persichetti, uno dei tre registi di Spider-Man: Un nuovo universo.
  • Come abbiamo già visto per Il principe d’Egitto, una delle punte di diamante della lavorazione fu l’artista e illustratore Nathan Fowkes, che poi pubblicò un “color script” per mostrare l’evoluzione del colore nel corso della pellicola.

Nathan Fowkes

Shrek 5

Nonostante Shrek e vissero felici e contenti dovesse porre fine alla storia, a novembre 2018 la Universal Pictures ha annunciato di aver incaricato Chris Meledandri, produttore di Cattivissimo Me, di supervisionare il reboot di Shrek. L’obiettivo del produttore sarebbe stato – secondo lo studio – quello di trovare una storia fresca per riproporre Shrek a una nuova generazione di spettatori.

Parte del successo del franchise lo si deve alle straordinarie interpretazioni del cast vocale composto da Mike Myers, Eddie Murphy, Cameron Diaz e Antonio Banderas, e in effetti nel corso di una lunga intervista con Variety risalente sempre a due anni fa Meledandri aveva dichiarato di puntare a una rimpatriata:

Sebbene si possa puntare a una reinvenzione totale, mi ritrovo con nostalgia a voler tornare a quelle interpretazioni. Il problema per noi è stato trovare qualcosa che non lo facesse sembrare un altro film di una serie di sequel. […] Ci si può sbizzarrire ancora tantissimo in quel mondo, ma è davvero difficile trovare una storia adatta. Bisogna trovare un racconto che sembri davvero qualcosa di nuovo.

Qualche mese fa, poi, la Universal Pictures ha comunicato le date d’uscita di cinque film che arriveranno nel corso del 2022. L’ultimo dei cinque progetti è un film senza titolo Dreamworks che arriverà il 23 settembre 2022: che si tratti del nuovo film di Shrek? Lo scopriremo.

Shrek curiosità

Che ne dite di queste curiosità sulla saga di Shrek? Quanto attendete un nuovo film? Ditecelo nei commenti!

Ora potete rivedere Shrek su Sky Cinema DreamWorks, fino al 19 aprile sulla piattaforma e anche on demand e su Now TV.