Il fumettista Rob Liefeld torna all’attacco e rincara la dose contro i Marvel Studios, incolpandoli di non aver messo ancora in cantiere Deadpool 3.

L’occasione si è presentata durante un’intervista con Comicbook, durante la quale il creatore del Mercenario Chiacchierone è apparso decisamente contrario al modus operandi degli studi:

È tutta colpa della Marvel, è colpa loro che [Deadpool 3] non sia stato ancora fatto. È l’unico motivo. Che sia un grattacapo o difficile da inserire nel vostro progetto colossale, commissionatelo a qualcuno. Incaricate qualcun altro. Insomma, se Frank Frazetta fosse ancora vivo, potrei dirgli: “Frank, illustralo tu al posto mio”.

Le parole si collegano a quanto scritto da Liefeld qualche giorno fa su Twitter:

Ogni giorno mi chiedo come farà la Marvel a rovinare tutto. Ryan non ha bisogno di fare un altro Deadpool. Ha già 5-6 film in agenda, è ricco e la sua Aviation Gin vale quasi 1 miliardo di dollari. È d’obbligo che la Marvel assecondi gli interessi di RYAN.

[…]

È molto semplice, levatevi dai piedi e fategli fare altre magie. Una cosa in meno a cui badare per la Marvel, preoccupatevi di tutti gli altri pezzi del vostro ingranaggio.

[…]

Il franchise di Deadpool non era “a pezzi” come quello dei Fantastici 4 e degli X-Men, non ha bisogno di essere salvato. Date a Ryan un assegno, dei personaggi a disposizione e levatevi di torno.

Ha poi concluso la sua intervista con Comicbook ammettendo:

Se Ryan non è ancora al lavoro su Deadpool 3 al momento, è perché la Marvel non lo ha ancora permesso, dico solo questo. Se ho fede in quel sistema? Diamine, non lo so. […] Non vi sto dando le risposte che volete, e lo so, ma guardate, se succederà, tanto meglio.

Ryan Reynolds, intanto, qualche giorno fa era apparso speranzoso:

Deadpool era della Fox e adesso è nelle mani della Marvel presso la Disney. E, in entrambi i casi, vedo infinite possibilità. Se Deadpool dovesse finire nell’Universo Cinematografico della Marvel sarebbe esplosivo e straordinario. […]  C’è ancora tanto da raccontare e speriamo di farlo prima o poi. Più prima, che poi.