La missione dell’Academy di rendere gli Oscar dei premi che riconoscano maggiormente l’inclusione e la diversificazione nel cinema prosegue: oggi l’associazione ha annunciato una vera e propria riforma del meccanismo di selezione dei film che promuova l’equa rappresentazione sullo schermo in termini di identità di genere, orientamento sessuale, etnia e disabilità. Tale riforma verrà applicata a partire dalla 96esima edizione degli Academy Awards, che si terranno nel 2024 e premieranno i film usciti nel 2023. Simili requisiti sono già previsti dai BAFTA.

Quattro le categorie di rappresentazione che verranno prese in considerazione: davanti alla macchina da presa, nella troupe, nello studio cinematografico e nelle aree legate ad altri aspetti dello sviluppo e uscita del film. Per essere presa in considerazione per l’Oscar a miglior film, una produzione dovrà soddisfare almeno due dei quattro nuovi standard (pare che praticamente tutti vincitori dell’Oscar degli ultimi decenni rientrerebbero in tali criteri se venissero presi in considerazione oggi). Ogni standard ha una serie di sottocategorie, per soddisfare lo standard di rappresentazione davanti alla macchina da presa, per esempio, un film deve avere almeno un protagonista o un non-protagonista di rilievo, o il 30% dei ruoli secondari, interpretati da un gruppo etnico sottorappresentato; oppure la storia, il tema o la narrativa principale devono essere focalizzati su un gruppo sottorappresentato. Nella seconda categoria, incentrata sull’aspetto creativo e sulla realizzazione di un film, una produzione deve avere almeno due capireparto appartenenti a un gruppo sottorappresentato, e almeno uno deve appartenere a un gruppo etnico sottorappresentato, oppure almeno sei membri della troupe (o il 30%) devono appartenere a gruppi etnici sottorappresentati. La terza categoria è incentrata sugli stage pagati o gli apprendistati, mentre la quarta categoria è incentrata su chi lavora nel marketing, nella promozione o nella distribuzione del film.

David Rubin, presidente dell’Academy, e Dawn Hudson, CEO, hanno commentato così l’annuncio della riforma:

Dobbiamo ampliare il nostro sguardo per riflettere la popolazione globale sia nella creazione di film che nel pubblico che li guarda. Crediamo che questi standard di inclusione saranno catalizzatori di un profondo e duraturo cambiamento nella nostra industria.

Nulla di tutto ciò avrà effetto sull’attuale annata degli Oscar, la 93esima, che durerà (per via dell’emergenza Coronavirus) dal 1 gennaio 2020 al 28 febbraio 2021 con la cerimonia fissata per il 25 aprile 2021. A partire dalla 94esima e dalla 95esima edizione, le produzioni dovranno compilare in forma confidenziale il modello Academy Inclusion Standards, se vorranno essere prese in considerazione per l’Oscar a miglior film, ma sarà solo dalla 96esima edizione che l’Academy richiederà che tali modelli soddisfino le categorie sopracitate.

Fonte: Deadline