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A distanza di 30 anni, questa serie su Netflix è ancora la migliore sitcom americana mai realizzata

Scopri perché Seinfeld rimane la serie TV più influente dopo 30 anni: ha rivoluzionato le sitcom e influenzato la cultura pop americana moderna.

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Quasi trent'anni dopo la sua conclusione, Seinfeld, la serie creata da Jerry Seinfeld e Larry David, disponibile su Netflix, non è solo un ricordo nostalgico degli anni Novanta, ma un punto di riferimento ancora vitale e rilevante. Quando Seinfeld debuttò sulla NBC nel 1989, il pubblico americano aveva aspettative ben precise riguardo alle sitcom. Il genere, per sua natura più breve e agile rispetto ai drammi, era concepito come intrattenimento leggero e immediato. Non ci si aspettava di dover investire emotivamente come avveniva con le serie drammatiche.

Seinfeld stravolse questo modello consolidato. Jerry Seinfeld e Larry David, i creatori della serie, avevano un'idea precisa: non volevano fare una sitcom sugli abbracci finali e sulle lezioni di vita imparate. Volevano fare una serie "sul niente". Sulla superficie, la premessa sembrava familiare e rassicurante: Seinfeld interpretava una versione romanzata di sé stesso, un comico stand-up single che vive a New York City. Dall'altra parte del pianerottolo abitava il suo strambo vicino Kramer, interpretato da Michael Richards. C'era poi George Costanza, il miglior amico d'infanzia di Jerry, un uomo perennemente ansioso che dava la colpa agli altri per i propri fallimenti, portato in scena magistralmente da Jason Alexander.

E infine Elaine Benes, l'unica donna del gruppo principale, ex fidanzata di Jerry che doveva destreggiarsi tra gli uomini della sua vita, interpretata da una Julia Louis-Dreyfus destinata a diventare iconica. La genialità di Seinfeld non risiedeva tanto nei personaggi in sé, quanto nel modo in cui la serie smontava sistematicamente ogni convenzione della sitcom tradizionale. Niente hugs and lessons learned, come amavano ripetere i creatori. I personaggi non crescevano moralmente, non diventavano persone migliori con il passare delle stagioni. Anzi, spesso il loro egoismo, la loro superficialità e la loro nevrosi rimanevano intatti o addirittura peggioravano. Era una scelta rivoluzionaria in un panorama televisivo abituato a protagonisti fondamentalmente buoni che, pur commettendo errori, alla fine facevano la cosa giusta.

Questa rottura con le aspettative del pubblico ha avuto conseguenze profonde. Seinfeld ha dimostrato che una sitcom poteva essere intelligente senza essere didascalica e soprattutto che poteva parlare delle piccole frustrazioni quotidiane senza dover per forza inserire una morale della favola. Anche la struttura narrativa della serie era innovativa. Seinfeld fu tra i primi show a utilizzare sistematicamente trame multiple che si intrecciavano e convergevano in modi spesso sorprendenti e brillanti.

Dal punto di vista performativo, il cast di Seinfeld ha raggiunto una chimica raramente vista in televisione. Ogni attore ha creato un personaggio talmente definito e memorabile da diventare un archetipo culturale. George Costanza è diventato il simbolo dell'ansioso nevrotico che autosabota ogni opportunità. Kramer rappresenta l'eccentrico imprevedibile che vive secondo le proprie regole incomprensibili. Elaine ha dimostrato che un personaggio femminile poteva essere tanto egoista, superficiale e divertente quanto le controparti maschili, senza dover essere necessariamente "simpatica" secondo i canoni tradizionali.

La decisione di concludere la serie nel 1998, al culmine del successo (anche se Jerry Seinfeld non era soddisfatto del finale), è stata un'ulteriore dimostrazione di visione artistica. Invece di lasciare che lo show declinasse lentamente perdendo qualità, Seinfeld e David hanno scelto di uscire di scena al momento giusto, preservando l'integrità del loro lavoro e facendo sì che, a distanza di anni, la serie rimanga la miglior sitcom americana mai realizzata.

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