Michelle Buteau rompe gli schemi, in questa serie Netflix che celebra i corpi veri senza filtri
Survival of the Thickest: la serie Netflix di Michelle Buteau che celebra i corpi curvy e l'autenticità femminile. Scopri la commedia che rompe gli schemi.
Quando la vita che hai costruito con cura crolla in un istante, cosa resta? Questa è la domanda al centro di Survival of the Thickest, la serie Netflix del 2023 che ha trasformato la comica e attrice Michelle Buteau in una delle voci più autentiche della televisione contemporanea. Non si tratta della solita commedia romantica con finali prevedibili. Qui siamo nella New York di oggi, quella vera, dove i corpi non seguono gli standard da passerella, le relazioni sono complicate e l'amicizia è l'ancora di salvezza quando tutto il resto affonda.
La serie nasce dal libro autobiografico di Buteau pubblicato nel 2020 da Simon & Schuster, una raccolta di saggi dove la comica racconta la propria vita con quella schiettezza che l'ha resa famosa. Dal libro alla televisione, molte delle esperienze narrate sono rimaste intatte, comprese quelle situazioni assurde che penseresti inventate ma che invece sono accadute davvero. Al centro della storia c'è Mavis Beaumont, 38 anni, fashion stylist di talento con una carriera invidiabile e una vita sentimentale che sembrava perfetta accanto al fotografo Jacque. Sembrava. Prima ancora che i titoli di testa finiscano, tutto si sbriciola. Il fidanzato, la casa, la stabilità: via, in un colpo solo. E Mavis si ritrova a ricominciare da capo, costretta a convivere con una coinquilina bizzarra di nome Jade e a ripensare completamente chi è e cosa vuole dalla vita.
Ma Survival of the Thickest non è una serie sul vittimismo o sulla ricerca disperata di un nuovo uomo che risolva tutto. È una storia di ricostruzione personale dove la protagonista si riappropria della propria esistenza, pezzo per pezzo, curva dopo curva. E lo fa circondata da una rete di affetti che va ben oltre la famiglia di sangue.
La serie riesce in qualcosa di raro: mostrare una New York inclusiva senza forzature, dove la diversità di razza, orientamento sessuale, identità di genere e corporatura non è un proclama ma semplicemente la normalità. Le relazioni sessuali sono mostrate con franchezza adulta, senza pudori inutili ma anche senza cadere nel volgare. Mavis si concede avventure di una notte, come quella con Luca, esplora la propria sessualità senza sensi di colpa, e la serie non la giudica per questo. Anzi, la celebra.
L'enfasi sui corpi "thickest", quelli più formosi e pieni, non è retorica ma una scelta estetica e politica precisa di Buteau. In un'industria dello spettacolo ancora ossessionata da taglie impossibili, vedere una protagonista che non si scusa per il proprio corpo, che lo veste con stile, che lo vive con pienezza, è un atto di ribellione. La serie include anche il lancio di una linea di lingerie per taglie forti e un prom alternativo dove Mavis stila adolescenti invitandoli a essere sé stessi. Dire no al corsetto, dire sì all'upgrade, come recita uno degli slogan della serie.
Survival of the Thickest non è perfetta, ma forse è proprio questa imperfezione a renderla così preziosa. Come Mavis, la serie ha curve, spigoli, momenti di grazia e scivoloni. Ma continua ad andare avanti, a ridere di se stessa, a ballare anche quando la musica sembra finita. È una celebrazione della resilienza femminile, dell'amicizia che salva, della bellezza che esiste fuori dagli standard, della vita che ricomincia anche quando pensavi fosse troppo tardi.