L'horror su Netflix che segue la formula vincente di Final Destination, sta per lasciare la piattaforma
Tarot ha copiato la formula di Final Destination e triplicato il budget. Il successo horror del 2024 conferma l'appetito del pubblico per il ritorno del franchise nel 2025.
Nel panorama cinematografico horror del 2024, pochi avrebbero scommesso su Tarot - La profezia del male. Eppure questo film, uscito nelle sale a maggio con recensioni devastanti e un'accoglienza critica tra le più fredde dell'anno, ha compiuto quella che nel gergo hollywoodiano si chiama una piccola magia: trasformare un budget ridottissimo in un successo commerciale inaspettato. Con soli 10 milioni di dollari investiti, Tarot ha incassato quasi 30 milioni al botteghino globale, diventando uno dei casi più interessanti da analizzare per chi studia le dinamiche del cinema di genere. Il film sarà disponibile su Netflix fino al prossimo 29 luglio.
Tarot prende in prestito proprio questa struttura narrativa, sostituendo la premonizione iniziale con la lettura dei tarocchi e aggiungendo qualche creatura mostruosa ispirata alle carte del mazzo per condire il tutto. Ma il cuore pulsante rimane identico: morti che sembrano incidenti elaborati, un gruppo che si assottiglia progressivamente, il tentativo disperato di spezzare la maledizione prima che sia troppo tardi. La differenza fondamentale sta nell'esecuzione visiva.
Mentre Final Destination puntava su un realismo quasi ingegneristico nelle sue sequenze mortali, costruendo trappole letali attraverso reazioni a catena di oggetti quotidiani, Tarot introduce elementi soprannaturali più espliciti, con entità legate agli arcani che perseguitano attivamente le vittime. È un approccio leggermente diverso, ma il DNA del franchise originale resta inconfondibile. Tarot ha dimostrato che esiste ancora un pubblico affamato di questo specifico sottogenere: morti elaborate, tensione costruita attraverso coincidenze e incidenti apparentemente casuali, la sensazione angosciante che il destino sia una forza ineludibile.