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Addio ai fasti del passato: il dettaglio della stagione finale dello show di Neil Gaiman che ha deluso la critica

Good Omens 3 debutta su Rotten Tomatoes con il 75%, il punteggio più basso della serie. L'episodio finale di 90 minuti chiude la storia di Aziraphale e Crowley.

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Il verdetto dei critici è arrivato e porta con sé una notizia che farà discutere i fan di Good Omens. La terza e ultima stagione della serie fantasy di Prime Video ha esordito su Rotten Tomatoes con un punteggio del 75%, basato sulle prime otto recensioni. Un risultato che, seppur positivo in termini assoluti, segna il record negativo per lo show creato da Neil Gaiman: la prima stagione aveva raggiunto l'85% con 98 recensioni, mentre la seconda aveva ottenuto un impressionante 88% con 64 recensioni.

Questa terza stagione rappresenta molto più di un semplice finale. È l'epilogo di una produzione travagliata, ridotta da una stagione completa a un singolo episodio di 90 minuti dopo che Gaiman ha abbandonato il progetto in seguito a numerose accuse di aggressione sessuale. Un cambiamento drastico che ha inevitabilmente influenzato la struttura narrativa e il ritmo dello show.

La trama riprende da dove la seconda stagione ci aveva lasciati: Aziraphale e Crowley hanno preso strade separate, ma l'imminente Secondo Avvento li costringerà a riunirsi per salvare il mondo ancora una volta. La dinamica tra l'angelo interpretato da Michael Sheen e il demone di David Tennant rimane il cuore pulsante della serie, e secondo i critici è proprio questo elemento a salvare l'episodio finale.

Le recensioni raccontano di una produzione che mantiene ciò che ha sempre reso speciale Good Omens: la scrittura affilata e comica, la chimica innegabile tra i due protagonisti, e quel particolare equilibrio tra ironia britannica e riflessioni esistenziali. Il finale, stando ai pareri raccolti, chiude la storia in modo appropriato e fedele allo spirito dello show, offrendo una conclusione che soddisfa emotivamente chi ha seguito le avventure di questa improbabile coppia.

Ma è proprio qui che emergono le criticità. Condensare un'intera stagione in 90 minuti ha inevitabilmente creato problemi di ritmo. Diversi critici hanno sottolineato come l'episodio sembri una stagione completa compressa in un formato cinematografico, con una narrazione che procede a scatti, saltando da un punto all'altro senza il respiro necessario per sviluppare adeguatamente tutti i fili narrativi.

I critici più indulgenti hanno apprezzato lo sforzo di mantenere viva la magia della serie nonostante le circostanze difficili. Altri, più severi, lamentano un'esecuzione frammentaria che non rende giustizia alle potenzialità della storia. Le buone idee ci sono, sparse lungo i 90 minuti, ma manca quella coesione che aveva caratterizzato le stagioni precedenti. Per alcuni, questo si traduce in un finale deludente, che non raggiunge le vette che lo show aveva toccato in passato.

Con l'episodio ormai disponibile sulla piattaforma, nuove critiche continueranno ad arrivare nei prossimi giorni, e la percentuale potrebbe ancora oscillare. Tuttavia, il divario iniziale rispetto alle stagioni precedenti non è un segnale particolarmente incoraggiante. Il 75% su Rotten Tomatoes rappresenta comunque un risultato positivo, specialmente considerando le difficoltà produttive affrontate.

Indica che, nonostante tutto, il team è riuscito a costruire un episodio che funziona, che rispetta i personaggi e che offre una chiusura degna alla storia di Aziraphale e Crowley. La magia non è del tutto perduta, anche se forse molto sbiadita rispetto ai fasti del passato.

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