Aileen Wuornos in Monster: perché la killer che valse l'Oscar a Charlize Theron appare nella serie Netflix
Aileen Wuornos e Lizzie Borden unite in Monster di Netflix. Sarah Paulson interpreta la serial killer: scopri il collegamento tra due casi separati da un secolo.
Cosa accomuna una serial killer giustiziata nel 2002 e una donna accusata di aver massacrato i genitori con un'ascia nel 1892? A prima vista, nulla. Eppure Ryan Murphy e Ian Brennan, gli showrunner di Monster: La Storia di Lizzie Borden, hanno intessuto un filo rosso tra queste due figure femminili separate da oltre un secolo di storia americana. Sarah Paulson, vincitrice di un Emmy, interpreta Aileen Wuornos nell'ottavo episodio della serie Netflix disponibile dal 17 settembre, creando un ponte narrativo tra epoche criminali distanti ma stranamente risonanti.
Aileen Carol Wuornos nacque nel 1956 e crebbe nel Michigan, dove la sua infanzia fu segnata da abusi sistematici e abbandono. Nel documentario Netflix del 2025 Aileen: Queen of the Serial Killers, un'intervista d'archivio registrata in prigione la mostra mentre racconta di essere stata abbandonata dai genitori, picchiata regolarmente e testimone della morte di diversi membri della famiglia. A quindici anni scappò di casa, sopravvivendo facendo autostop e prostituendosi per quattro anni durante i quali, secondo le sue parole, fu violentata circa trenta volte.
A vent'anni arrivò in Florida, dove tentò il suicidio sparandosi allo stomaco. Sopravvisse e rimase nello stato, dove iniziò una relazione con Tyria Moore, una cameriera d'hotel che manteneva con i guadagni derivanti dal lavoro come sex worker. Fu in questo contesto che, tra il 1989 e il 1990, Wuornos uccise sette uomini nella Florida centrale nell'arco di dodici mesi.
La sua storia ispirò il film Monster del 2003, dove Charlize Theron vinse l'Oscar come miglior attrice per la sua interpretazione. Il film ritraeva Wuornos come una donna che uccideva clienti violenti in quello che sosteneva essere un atto di autodifesa, una narrazione che umanizzava la killer pur non giustificandone gli atti.
Ed è proprio questa complessità che Ryan Murphy ha deciso di portare in Monster: The Lizzie Borden Story. Sarah Paulson appare come Wuornos all'inizio e alla fine dell'ottavo episodio, creando una cornice meta-narrativa che interroga lo spettatore sulla natura della violenza femminile. Le due donne non hanno alcun collegamento storico reale: le loro vite sono separate da quasi un secolo, e mentre Borden fu assolta, Wuornos ammise i suoi crimini. Eppure la serie suggerisce una connessione psicologica profonda.