Álvaro Morte infiltrato nell'ISIS: il thriller spagnolo che ha scioccato il pubblico è in Top 10 su Prime Video
Scopri il thriller su Prime Video con Álvaro Morte. Due spie nemiche in missione a Raqqa contro l'ISIS nel 2014.
Nel 2014 la città siriana di Raqqa era diventata il cuore pulsante del cosiddetto Stato Islamico. Un inferno in terra in cui la propaganda jihadista costruiva il suo regno di terrore attraverso esecuzioni sommarie, schiavitù sessuale e una repressione brutale di ogni forma di dissenso. È in questo scenario da incubo che si ambienta Operazione Raqqa, il thriller spagnolo-marocchino diretto da Gerardo Herrero che ha scioccato il pubblico, portando sullo schermo una delle pagine più oscure della storia recente.
Il film, uscito nel 2024 e attualmente in Top 10 su Prime Video, racconta una storia di spionaggio viscerale. Al centro della narrazione troviamo due agenti segreti che, in circostanze normali, si sparerebbero a vista: un'enigmatica spia internazionale al servizio della Russia e un agente spagnolo di origine marocchina che lavora per l'Europol. La trama si sviluppa attorno a un obiettivo comune che trascende le appartenenze geopolitiche: localizzare ed eliminare uno dei principali leader della Jihad, conosciuto con il nome in codice "il Giordano". La missione è una corsa contro il tempo per accelerare il collasso di un'organizzazione che ha seminato morte e distruzione in Medio Oriente e oltre.
Álvaro Morte, diventato un'icona globale grazie al ruolo del Professore in La Casa di Carta, qui abbandona il carisma calcolato del rapinatore gentiluomo per vestire i panni di un agente immerso in un contesto nel quale ogni errore può costare la vita. Al suo fianco troviamo Mina El Hammani, attrice franco-marocchina che porta sullo schermo una complessità culturale e umana fondamentale per rendere credibile questa storia di confine.
Il film mostra il volto disumano dell'ISIS senza filtri. Le donne ridotte a merce, i tribunali della sharia che emettono sentenze capitali per futili motivi, la propaganda mediatica che trasforma ragazzini in kamikaze. Tutto questo viene messo in scena con un realismo che disturba, che non concede allo spettatore la comodità della distanza emotiva.
La sfiducia reciproca tra i due protagonisti è il motore narrativo dell'intera vicenda. Dal punto di vista tecnico, la regia di Herrero punta su un linguaggio visivo asciutto, quasi documentaristico. La Raqqa del 2014 viene ricostruita con una cura quasi maniacale per i dettagli: le strade polverose, i checkpoint improvvisati, i palazzi sventrati dai bombardamenti. L'atmosfera è quella di una città che ha smesso di respirare, dove la vita è sospesa tra la sopravvivenza e la morte.Herrero prova a restituire, in questo film, complessità a una vicenda che è stata – e continua a essere – drammaticamente reale. La collaborazione forzata tra due spie nemiche diventa così una metafora di quanto la lotta al male assoluto richieda compromessi, alleanze improbabili e la capacità di guardare oltre le appartenenze.