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Amnesia, cartelli messicani e 91 minuti di pura adrenalina su Netflix, nel nuovo film con Josh Duhamel

Josh Duhamel si risveglia senza memoria in Messico, braccato da un cartello. Thriller d'azione di 91 minuti diretto da Sam Macaroni.

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Immagina di aprire gli occhi in una stanza d'ospedale sconosciuta, con il ronzio di macchinari medici come unico sottofondo, e non ricordare assolutamente nulla. Niente nome, niente passato, niente identità. Solo un vuoto opprimente e la sensazione viscerale che qualcosa non va. È esattamente da questo incubo che parte Blackout, thriller d'azione del 2022 diretto da Sam Macaroni e appena approdato su Netflix, che catapulta lo spettatore in una corsa contro il tempo attraverso i territori più pericolosi del Messico. Il protagonista, interpretato da Josh Duhamel, si ritrova in un ospedale messicano dopo un grave incidente.

L'amnesia totale che lo affligge rappresenta solo l'inizio dei suoi problemi. Quando alcuni individui armati iniziano a dargli la caccia con l'evidente intenzione di eliminarlo, scopre di possedere abilità di combattimento che non ricorda di aver mai appreso. Un paradosso inquietante: il suo corpo ricorda ciò che la sua mente ha dimenticato. La trama si sviluppa come un puzzle letale dove ogni pezzo mancante potrebbe significare la differenza tra la vita e la morte. Chi è realmente questo uomo senza nome? Perché il cartello messicano lo vuole morto a tutti i costi? E soprattutto, può fidarsi delle poche persone che sembrano volerlo aiutare, o anche loro nascondono secondi fini?

Nel cast troviamo Abbie Cornish nel ruolo di Anna, Nick Nolte che interpreta Ethan McCoy, e Omar Chaparro nei panni di Eddie. Bárbara de Regil completa il gruppo principale come Jenny. La regia di Sam Macaroni orchestra questi elementi in un film della durata di 91 minuti, un formato agile che mantiene alta la tensione senza diluire il ritmo narrativo. La sceneggiatura firmata da Van B. Nguyen costruisce un meccanismo classico del cinema d'azione contemporaneo: un protagonista con un passato oscuro che emerge gradualmente, costretto a confrontarsi con le conseguenze di azioni che non ricorda di aver compiuto.

Josh Duhamel porta sullo schermo un'intensità fisica e una vulnerabilità emotiva che rendono credibile il doppio registro del personaggio: combattente letale e uomo smarrito. La sua performance ancora un film che altrimenti rischierebbe di perdersi nell'anonimato dei numerosi action-thriller prodotti negli ultimi anni. Il pubblico che ha già visto Blackout ha espresso giudizi contrastanti, con una valutazione media che si attesta su livelli modesti. Questo riflette probabilmente le aspettative di chi cerca o una profondità narrativa maggiore o un'originalità più marcata.

Tuttavia, per chi desidera semplicemente 91 minuti di fuga adrenalinica, senza pretese intellettuali ma con una solida dose di combattimenti e inseguimenti, il film mantiene le sue promesse di base. La domanda che attraversa l'intera narrazione rimane sospesa fino ai minuti finali: quando scoprirai chi eri davvero, vorrai ancora quella vita indietro? In un'epoca dove l'identità è tutto, Blackout gioca con l'idea terrificante che forse, a volte, dimenticare potrebbe essere l'unica grazia concessa a chi ha vissuto nel lato oscuro.

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