Andor, il regista Janus Metz afferma orgogliosamente: "È lo show più politico in circolazione"

Janus Metz definisce Andor la serie più politica attualmente in onda. Ecco come Star Wars affronta autoritarismo, fascismo e resistenza con temi tremendamente attuali.

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A pochi mesi dalla conclusione di una delle serie Star Wars più acclamate dalla critica, Andor, il regista Janus Metz ha definito la serie di Tony Gilroy come "la più politica in circolazione". Un'affermazione che può sembrare audace, ma che trova riscontro nelle reazioni entusiastiche del pubblico e negli straordinari riconoscimenti ricevuti dalla produzione Disney+.

Certo, tutto Star Wars è intrinsecamente politico. Dalla lotta contro l'Impero Galattico alle dinamiche di potere del Senato, la saga creata da George Lucas ha sempre esplorato temi di governance, tirannia e ribellione. Ma Andor ha spinto questi concetti molto oltre i confini tradizionali del franchise, offrendo un'analisi cruda e contemporanea dell'ascesa del fascismo e della resistenza organizzata contro di esso.

Metz ha diretto gli episodi 7, 8 e 9 della seconda stagione, con l'episodio 8 che gli è valso una nomination ai Directors Guild of America Awards per l'eccellenza registica in una serie drammatica. Intervistato sul red carpet dei DGA, il regista ha spiegato che lui e il team creativo erano perfettamente consapevoli dell'impatto che la serie avrebbe avuto, proprio per la natura universale e tremendamente attuale dei temi affrontati.

Andor - Disney+



"Sapevamo tutti che avrebbe avuto un effetto e creato una reazione", ha dichiarato Metz. "Ovviamente, Andor è una storia sull'autoritarismo e la resistenza, e quella storia è universale attraverso la storia. Ma è anche molto contemporanea, molto presente in questo momento. Era difficilissimo non tracciare quei paralleli in senso piuttosto letterale mentre giravamo".

Il regista ha rivelato che una delle ragioni principali che lo hanno attratto verso il progetto è stata proprio la visione di Tony Gilroy, showrunner della serie. "Quando ho parlato con Tony, mi ha detto: 'Guarda, stiamo davvero cercando di usare il brand e l'universo di Star Wars per parlare di questioni reali'. Penso che la forza della serie stia nella specificità, che parla del momento presente, ma c'è anche una universalità".

L'episodio 8, Who Are You?, ha particolarmente colpito nel segno con il suo contenuto politico. Tutto ruota attorno al massacro di Ghorman, un evento devastante in cui l'Impero uccide civili innocenti per poi usare la propaganda e tacciarli di essere degli aggressori. L'obiettivo è impadronirsi dell'abbondanza di kalkite del pianeta, una risorsa preziosa. La manipolazione della verità, l'uso della violenza di stato contro i propri cittadini e la distorsione mediatica degli eventi sono temi che risuonano potentemente con dinamiche contemporanee.

Metz ha ricevuto anche una candidatura agli Emmy Awards per la regia di questo episodio, che ha ottenuto il punteggio più alto su IMDb tra tutti gli episodi di Andor: un quasi perfetto 9.7 su 10. Un dato che testimonia quanto profondamente l'episodio abbia toccato gli spettatori.

Il nono episodio, Welcome to the Rebellion, diretto sempre da Metz, continua ed espande il discorso politico della serie. Dopo la devastazione del massacro di Ghorman, la senatrice Mon Mothma, interpretata magistralmente da Genevieve O'Reilly, risponde con un discorso ispirato al Senato, condannando apertamente l'Imperatore Palpatine e l'Impero. Questo momento rappresenta un punto di svolta cruciale che aiuta a unire l'Alleanza Ribelle nella lotta contro la tirannia.

Dan Gilroy, fratello di Tony, ha vinto l'Emmy Award per la Miglior Sceneggiatura in una Serie Drammatica proprio per questo episodio, che include il discorso di Mothma e la fuga di Cassian Andor (Diego Luna) dal Senato insieme a lei. Un riconoscimento che sottolinea l'eccellenza della scrittura di una serie che ha saputo bilanciare azione, emozione e riflessione politica.

"È straordinario che la serie più politica in circolazione in questo momento sia Star Wars", ha aggiunto Metz. "Voglio dire, chi l'avrebbe mai pensato? È una cosa speciale ed è importante farne parte".

La bellezza dell'arte e del cinema, come sottolinea Metz, risiede proprio in questa capacità di parlare simultaneamente del momento presente e di verità universali sulla natura umana, sulle lotte di potere e sulla politica. Andor non si limita a intrattenere con battaglie spaziali ed effetti speciali: scava nel cuore stesso di cosa significa vivere sotto un regime autoritario, cosa costa resistere e quale prezzo si paga per la libertà.

In un'epoca in cui i confini tra finzione e realtà sembrano sempre più sottili, la serie creata da Tony Gilroy ha dimostrato che la fantascienza può essere uno strumento potente per riflettere sul mondo reale. Star Wars, nato come space opera per famiglie, è diventato nelle mani di Gilroy e Metz un affresco maturo e complesso sulla politica, il sacrificio e la responsabilità civile.

Fonte / ScreenRant.com
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