Andor, il regista Janus Metz afferma orgogliosamente: "È lo show più politico in circolazione"
Janus Metz definisce Andor la serie più politica attualmente in onda. Ecco come Star Wars affronta autoritarismo, fascismo e resistenza con temi tremendamente attuali.
di Alba Rossi
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A pochi mesi dalla conclusione di una delle serie Star Wars più acclamate dalla critica, Andor, il regista Janus Metz ha definito la serie di Tony Gilroy come "la più politica in circolazione". Un'affermazione che può sembrare audace, ma che trova riscontro nelle reazioni entusiastiche del pubblico e negli straordinari riconoscimenti ricevuti dalla produzione Disney+.
Metz ha diretto gli episodi 7, 8 e 9 della seconda stagione, con l'episodio 8 che gli è valso una nomination ai Directors Guild of America Awards per l'eccellenza registica in una serie drammatica. Intervistato sul red carpet dei DGA, il regista ha spiegato che lui e il team creativo erano perfettamente consapevoli dell'impatto che la serie avrebbe avuto, proprio per la natura universale e tremendamente attuale dei temi affrontati.
Il regista ha rivelato che una delle ragioni principali che lo hanno attratto verso il progetto è stata proprio la visione di Tony Gilroy, showrunner della serie. "Quando ho parlato con Tony, mi ha detto: 'Guarda, stiamo davvero cercando di usare il brand e l'universo di Star Wars per parlare di questioni reali'. Penso che la forza della serie stia nella specificità, che parla del momento presente, ma c'è anche una universalità".
L'episodio 8, Who Are You?, ha particolarmente colpito nel segno con il suo contenuto politico. Tutto ruota attorno al massacro di Ghorman, un evento devastante in cui l'Impero uccide civili innocenti per poi usare la propaganda e tacciarli di essere degli aggressori. L'obiettivo è impadronirsi dell'abbondanza di kalkite del pianeta, una risorsa preziosa. La manipolazione della verità, l'uso della violenza di stato contro i propri cittadini e la distorsione mediatica degli eventi sono temi che risuonano potentemente con dinamiche contemporanee.
Il nono episodio, Welcome to the Rebellion, diretto sempre da Metz, continua ed espande il discorso politico della serie. Dopo la devastazione del massacro di Ghorman, la senatrice Mon Mothma, interpretata magistralmente da Genevieve O'Reilly, risponde con un discorso ispirato al Senato, condannando apertamente l'Imperatore Palpatine e l'Impero. Questo momento rappresenta un punto di svolta cruciale che aiuta a unire l'Alleanza Ribelle nella lotta contro la tirannia.
Dan Gilroy, fratello di Tony, ha vinto l'Emmy Award per la Miglior Sceneggiatura in una Serie Drammatica proprio per questo episodio, che include il discorso di Mothma e la fuga di Cassian Andor (Diego Luna) dal Senato insieme a lei. Un riconoscimento che sottolinea l'eccellenza della scrittura di una serie che ha saputo bilanciare azione, emozione e riflessione politica.
La bellezza dell'arte e del cinema, come sottolinea Metz, risiede proprio in questa capacità di parlare simultaneamente del momento presente e di verità universali sulla natura umana, sulle lotte di potere e sulla politica. Andor non si limita a intrattenere con battaglie spaziali ed effetti speciali: scava nel cuore stesso di cosa significa vivere sotto un regime autoritario, cosa costa resistere e quale prezzo si paga per la libertà.
In un'epoca in cui i confini tra finzione e realtà sembrano sempre più sottili, la serie creata da Tony Gilroy ha dimostrato che la fantascienza può essere uno strumento potente per riflettere sul mondo reale. Star Wars, nato come space opera per famiglie, è diventato nelle mani di Gilroy e Metz un affresco maturo e complesso sulla politica, il sacrificio e la responsabilità civile.
Fonte /
ScreenRant.com