Anthony Hopkins caccia un serial killer nel thriller su Prime Video che doveva essere il sequel di Se7en
Anthony Hopkins caccia un serial killer nel thriller nato come sequel di Se7en con Colin Farrell. Cast stellare per un duello paranormale.
Cosa succederebbe se un dottore con poteri psichici dovesse dare la caccia a un serial killer che possiede gli stessi doni paranormali, ma li usa per scopi letali? È questa la premessa di Solace, thriller su Prime Video diretto da Afonso Poyart che vede Anthony Hopkins nei panni del dottor John Clancy, un sensitivo ritiratosi dalla professione dopo la tragica morte della figlia e il conseguente divorzio. Ma dietro questo film si nasconde una storia produttiva travagliata. Solace è nato nel 1995 come potenziale sequel di Se7en, il capolavoro di David Fincher con Brad Pitt e Morgan Freeman.
Inizialmente riluttante, Clancy accetta di collaborare solo dopo aver avuto visioni disturbanti e violente riguardanti il destino dell'agente Katherine Cowles, interpretata da Abbie Cornish, partner di Merriweather sul campo. Quello che il dottore non sa è che il suo vero avversario sarà Charles Ambrose, un killer psichico interpretato da Colin Farrell le cui capacità paranormali superano di gran lunga le sue. L'influenza di Se7en è palpabile. Le ambientazioni urbane cupe, l'illuminazione studiata per esaltare ombre e contrasti, la metodicità quasi rituale degli omicidi: tutti elementi che richiamano l'estetica di Fincher.
Ma Solace aggiunge un elemento distintivo con la dimensione paranormale, trasformando quello che sarebbe potuto essere un classico thriller poliziesco in qualcosa di più stratificato e psicologicamente complesso. La sceneggiatura, scritta da Ted Griffin e Sean Bailey, esplora il tema del trauma personale e di come questo possa sia paralizzare che motivare all'azione. Clancy è un uomo spezzato dai dolori della vita, che ha scelto l'isolamento come forma di protezione. Il suo ritorno sul campo rappresenta non solo una missione investigativa, ma un vero e proprio percorso di redenzione personale, dove affrontare un mostro esterno significa anche confrontarsi con i propri demoni interiori.