Anthony Hopkins e Vincent Pryce, due giganti in Vaticano, in questo film da recuperare su Netflix
Il film Netflix con Hopkins e Pryce che racconta l'incontro storico tra Benedetto XVI e Papa Francesco. Trama, cast e riconoscimenti.
C'è un momento nella storia recente della Chiesa Cattolica che ha fatto tremare duemila anni di tradizione. Un gesto che non si vedeva dal 1415, quando Gregorio XII lasciò il soglio pontificio: la rinuncia di Papa Benedetto XVI. Ma cosa accadde veramente dietro quelle mura vaticane prima dell'annuncio che scosse il mondo cattolico nel 2013? The Two Popes - I due Papi, il film diretto da Fernando Meirelles e disponibile su Netflix dal dicembre 2019, prova a rispondere proprio a questa domanda, costruendo un affresco intimo e sorprendente di uno dei passaggi di potere più drammatici della storia ecclesiastica. Il lungometraggio, scritto da Anthony McCarten (lo stesso genio dietro La teoria del tutto e Bohemian Rhapsody), parte da un presupposto storico reale: nel 2012, il Cardinale Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, chiese a Papa Benedetto XVI il permesso di ritirarsi.
La forza del film sta nel coraggio di non santificare nessuno dei due protagonisti. McCarten scava nei turbamenti, nelle zone d'ombra del passato di entrambi. Benedetto XVI deve fare i conti con la sua sottovalutazione dello scandalo pedofilia che ha devastato la credibilità della Chiesa. Bergoglio si confronta con le sue reticenze durante la dittatura militare argentina, quando la sua posizione verso i gesuiti progressisti non fu sempre così coraggiosa come avrebbe potuto essere. Eppure, ed è qui che la sceneggiatura rivela tutta la sua intelligenza, I due Papi non è un film cupo o pesante. Anzi, McCarten inserisce momenti di autentica leggerezza, battute dissacranti, siparietti quasi comici che umanizzano queste figure diventate simboli. Vedere Benedetto XVI e Bergoglio discutere di calcio, guardarli condividere un pasto semplice, osservarli mentre si confrontano su ABBA o sul tango, crea un cortocircuito emotivo potente: questi non sono santi di marmo, sono uomini con dubbi, passioni, fragilità.
Hopkins e Pryce non si limitano a imitare i gesti o l'accento dei due papi. Costruiscono interpretazioni stratificate, capaci di comunicare interi universi interiori con uno sguardo, un silenzio, una pausa. Hopkins dà a Ratzinger una dignità malinconica, il peso di un uomo che sente il fallimento della sua missione ma cerca disperatamente un modo per rimediare. Pryce, dal canto suo, regala a Bergoglio un'umanità diretta, quasi ruvida, quella di un pastore che viene dalla periferia dell'impero e porta con sé l'odore delle sue pecore. Dopo l'uscita su Netflix, il film ha continuato a generare interesse, tanto che recentemente, sulla scia del successo di Conclave (altro film ambientato in Vaticano), I due Papi ha registrato un nuovo picco di visualizzazioni sulle piattaforme streaming. Segno che il pubblico è affascinato da questi sguardi dietro le quinte del potere religioso, da queste narrazioni che trasformano figure iconiche in persone con cui è possibile identificarsi.