Avatar - La leggenda di Aang: le prime immagini della seconda stagione mostrano un problema (presente anche in Stranger Things)
Avatar - La Leggenda di Aang stagione 2 su Netflix affronta un problema inevitabile: gli attori invecchiano mentre i personaggi restano giovani.
Netflix è riuscita in un'impresa che molti consideravano impossibile: creare un adattamento live-action convincente di Avatar - La Leggenda di Aang, una delle serie animate più amate di sempre. La prima stagione ha conquistato pubblico e critica, dimostrando che si poteva rispettare lo spirito dell'originale senza tradirne l'essenza. Ma le prime immagini della seconda stagione, attesa su Netflix per il 2026, hanno portato alla luce una questione inevitabile che accompagnerà la serie fino alla fine: il tempo passa per gli attori, non per i personaggi.
Nella storia originale di Avatar, gli eventi si svolgono nell'arco di un solo anno. Dal momento in cui Aang viene liberato dal ghiaccio fino alla battaglia finale contro il Signore del Fuoco, il protagonista passa fisicamente dall'essere un ragazzino di 12 anni a uno di 13. I cambiamenti sono minimi e graduali: Aang si fa crescere i capelli, diventa leggermente più alto, ma nulla di drastico. L'animazione offre un controllo totale su questi dettagli, permettendo ai creatori di decidere esattamente come il personaggio deve apparire in ogni momento.
Nel live-action, però, questo lusso non esiste. Gordon Cormier, il giovane attore che interpreta Aang, ha 14 anni nel 2024. Quando la seconda stagione debutterà nel 2026, ne avrà 16. E la storia che sta raccontando dovrebbe ancora svolgersi nello stesso arco temporale di dodici mesi dell'originale. Il divario tra l'età reale dell'attore e quella del personaggio continuerà ad allargarsi con ogni nuova stagione, e ci sono ancora due stagioni da realizzare per completare la narrazione.
Le prime immagini della stagione 2 mostrano un Aang visibilmente più maturo, con tratti del viso più definiti e una statura maggiore. Non è un difetto della produzione né una scelta artistica discutibile: è semplicemente la realtà della biologia umana che si scontra con le esigenze narrative di una serie che vorrebbe raccontare una storia di pochi mesi distribuita su anni di riprese.
Il problema non riguarda solo Avatar. Stranger Things è stato a lungo criticato per le stesse ragioni. Gli attori principali hanno attraversato l'adolescenza davanti alle telecamere, invecchiando di dieci anni reali mentre nella cittadina di Hawkins ne passavano appena due o tre. Il risultato è stato una sospensione dell'incredulità sempre più difficile da mantenere, con studenti delle medie che sembravano pronti per l'università.
Una soluzione potrebbe essere accelerare drasticamente i tempi di produzione. In alternativa, si dovrà accettare questa discrepanza come parte del patto narrativo con lo spettatore. Dopotutto, il pubblico ha già dimostrato una notevole capacità di sospendere l'incredulità per godere di storie ben raccontate. Se la qualità della scrittura, della regia e delle interpretazioni rimarrà alta, forse l'aspetto fisico degli attori diventerà un dettaglio secondario, sacrificabile sull'altare di una narrazione coinvolgente.