Avengers Doomsday: dopo la cancellazione di Kang, il futuro del MCU è in mano a Doctor Doom
Marvel cancella Kang e riscrive la Multiverse Saga con Doctor Doom. Robert Downey Jr. salverà il MCU in Avengers: Doomsday dopo il fallimento di Quantumania.
Quando i titoli di coda di Avengers: Endgame si sono chiusi nel 2019, il Marvel Cinematic Universe si è trovato davanti a un problema monumentale: come sostituire Thanos. Il Titano Folle aveva dominato la narrativa per oltre un decennio, e la sua caduta lasciava un vuoto impossibile da ignorare. La risposta di Marvel sembrava chiara, metodica, costruita con la stessa pazienza che aveva caratterizzato l'Infinity Saga. Il nuovo antagonista si chiamava Kang il Conquistatore, e avrebbe dovuto ridefinire il concetto stesso di minaccia nell'MCU.
Eppure, a pochi mesi dall'uscita di Avengers: Doomsday, quella strategia è stata completamente abbandonata. Non modificata, non aggiustata: cancellata. Il film che avrebbe dovuto chiamarsi Avengers: The Kang Dynasty porta ora il nome di un villain completamente diverso, Doctor Doom, interpretato nientemeno che da Robert Downey Jr. Per capire quanto sia drastico questo cambio di rotta, bisogna tornare indietro e ricostruire cosa Marvel aveva pianificato per anni.
La Multiverse Saga era stata concepita come un'evoluzione naturale dell'Infinity Saga. Se Thanos rappresentava la minaccia cosmica definitiva, Kang avrebbe elevato la posta in gioco a livello multiversale. Ogni timeline, ogni realtà alternativa, ogni decisione presa dagli eroi avrebbe potuto scatenare conseguenze infinite. Il villain non era solo potente: era inevitabile.
Ma qualcosa è andato storto. Quantumania non ha funzionato come sperato. Il film ha deluso critici e pubblico, incassando meno delle precedenti avventure di Ant-Man. Kang, nonostante l'interpretazione intensa di Majors, non ha generato l'hype necessario per un villain di quella portata. E poi è arrivato il colpo finale: le accuse di aggressione contro Jonathan Majors, seguite da un verdetto di colpevolezza per aggressione e molestie. Disney ha immediatamente tagliato i ponti con l'attore.
A quel punto, Marvel si è trovata davanti a una scelta impossibile. Poteva ricastare Kang, come aveva già fatto con altri personaggi. Ma Kang non è un personaggio qualunque. L'intero concetto del villain si basa sulle sottili differenze tra le sue varianti, un lavoro di recitazione che Majors aveva costruito con precisione. Sostituirlo avrebbe significato confondere il pubblico e demolire anni di setup narrativo.
La decisione è stata radicale: cancellare Kang completamente. The Kang Dynasty è stato riscritto da zero e trasformato in Avengers: Doomsday. Al centro della nuova storia non c'è più il Conquistatore del tempo, ma Doctor Doom, uno dei villain più iconici della Marvel Comics. E a interpretarlo sarà Robert Downey Jr., l'uomo che ha dato vita a Tony Stark e ha reso possibile l'intero MCU.
È una mossa audace, ma incredibilmente rischiosa. Doom è un villain radicalmente diverso da Kang. Non è un guerriero del tempo, ma un genio, un sovrano, uno stregone. La sua minaccia non deriva dal caos multiversale, ma dall'ambizione calcolata, dall'intelletto superiore, dalla convinzione assoluta di essere l'unico in grado di salvare l'umanità. Se Kang rappresentava l'inevitabilità del conflitto, Doom incarna la tirannia della perfezione.
I trailer e il cast stellare di Doomsday confermano che il film manterrà il focus sulle incursioni multiversali e sul collasso delle realtà. Ma come Doom si inserirà in questa struttura resta un mistero. Dovrà essere presentato non solo come un degno successore di Thanos, ma come qualcuno capace di giustificare l'abbandono di anni di storytelling incentrato su Kang.
La domanda che aleggia su tutto è se Marvel riuscirà a trasformare questa crisi in un'opportunità. Dopotutto, alcuni dei momenti migliori del MCU sono nati da improvvisazioni e cambi di rotta dell'ultimo minuto. Ma questa volta la posta in gioco è diversa. Non si tratta di modificare una scena o sostituire un attore secondario. Si tratta di riscrivere il finale di un'intera saga, di rendere coerente una storia che per anni ha puntato in una direzione opposta.