FILM

Ben Affleck e Ana de Armas fingono l'amore perfetto in questo thriller da non perdere su Prime Video

Analisi del thriller erotico di Adrian Lyne su una coppia ricca che gioca con tradimenti e omicidi senza divorziare.

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Acque profonde è il film che segna il ritorno di Adrian Lyne alla regia dopo vent'anni di silenzio. L'ultima volta che il regista americano ci aveva regalato un thriller erotico era il 2002, con L'amore infedele - Unfaithful. Ora, nel 2022, torna con una storia altrettanto disturbante, capace di scavare nei lati più oscuri delle relazioni di coppia. Un ritorno che vale l'attesa, soprattutto per chi apprezza un cinema adulto, senza filtri, dove l'erotismo non è mai gratuito ma strumento narrativo per esplorare le zone grigie della psiche umana. Il film è disponibile in streaming su Amazon Prime Video dal 18 marzo 2022 ed è tratto dall'omonimo romanzo di Patricia Highsmith, la stessa autrice di Il talento di Mr. Ripley. Una garanzia, se si cerca una storia capace di mescolare suspense psicologica e analisi spietata dei rapporti umani. Con una durata di 116 minuti secondo alcune fonti, e 153 secondo altre, il film si prende il tempo necessario per costruire una tensione che cresce gradualmente, senza mai scoprire le carte troppo presto.

La trama ruota attorno a Vic e Melinda Van Allen, interpretati da Ben Affleck e Ana de Armas. Dall'esterno sembrano la coppia perfetta: una splendida casa, una figlia adorabile, una vita agiata in una comunità benestante. Ma dietro le apparenze si nasconde un matrimonio completamente svuotato, dove l'amore ha lasciato spazio a un gioco perverso di controllo, gelosia e provocazioni reciproche. I due hanno deciso di non divorziare per evitare lo scandalo, ma ognuno conduce la propria vita sentimentale al di fuori del matrimonio. È Melinda a spingere più forte sull'acceleratore della provocazione. Flirta apertamente con altri uomini, intreccia relazioni extraconiugali senza nemmeno tentare di nasconderle. E Vic, il marito, osserva tutto con una calma inquietante, quasi distaccata. Non è rassegnazione, non è accettazione passiva. C'è qualcosa di più profondo e oscuro nel suo sguardo. Qualcosa che si rivela quando uno degli amanti di Melinda, Malcolm McRae, viene trovato morto.

Vic diventa immediatamente il principale sospettato. A un certo punto arriva persino a prendersi la colpa dell'omicidio, in una confessione che sembra sincera. Ma quando il vero assassino viene arrestato, le sue parole vengono liquidate come uno scherzo di pessimo gusto. Eppure Malcolm non sarà l'unica persona legata alla coppia a finire senza vita. La catena di morti misteriose trasforma il film in un thriller dove i confini tra colpevolezza e innocenza, amore e ossessione, verità e menzogna diventano sempre più sfumati. Ben Affleck offre una delle sue interpretazioni più calibrate e inquietanti. Il suo Vic è un uomo silenzioso, apparentemente mite, ma attraversato da correnti emotive profonde e imprevedibili. Non urla, non esplode, eppure la sua presenza sullo schermo è magnetica e minacciosa. Ana de Armas, una delle rivelazioni più interessanti del cinema hollywoodiano degli ultimi anni, costruisce una Melinda complessa, mai riducibile alla semplice etichetta di "moglie infedele". È una donna che usa la seduzione come arma, ma anche come modo per riempire un vuoto che nemmeno lei sa nominare.

Il cast include anche Tracy Letts nel ruolo di Don Wilson, Lil Rel Howery come Grant, Dash Mihok nei panni di Jonas Fernandez, Finn Wittrock in quelli di Tony Cameron, Kristen Connolly come Kelly Wilson e Jacob Elordi nel ruolo di Charlie De Lisle. Tutti personaggi che orbitano attorno alla coppia protagonista, testimoni inconsapevoli di un dramma coniugale che sta lentamente degenerando in qualcosa di molto più pericoloso. Adrian Lyne dimostra di non aver perso il tocco. Il suo cinema è fatto di mestiere ed esperienza, capace di mettere in scena storie anche potenzialmente ridicole senza mai scivolare nel patetico. La fotografia di Eigil Bryld è patinata ma mai superficiale, costruisce un'estetica elegante che contrasta con la brutalità emotiva della storia. E soprattutto, Lyne non ha paura di portare le situazioni alle loro logiche conseguenze, senza tirare indietro la mano all'ultimo secondo per compiacere il pubblico.

La verità è che Acque profonde non è un film per tutti. Non offre risposte facili, non giudica i suoi personaggi in modo manicheo, non concede allo spettatore la consolazione di una morale chiara. È un film che ti lascia con delle domande, che ti costringe a confrontarti con l'idea che l'amore può assumere forme distorte, pericolose, quasi irriconoscibili. E che a volte, dentro un matrimonio, si nascondono abissi più profondi di quanto si possa immaginare dall'esterno. Per chi cerca un thriller classico con colpi di scena e una risoluzione netta, probabilmente Acque profonde deluderà. Ma per chi è disposto a immergersi in un'analisi psicologica di una coppia al collasso, in un dramma erotico dove il sesso è strumento di potere e l'omicidio quasi una conseguenza inevitabile, questo film offre un'esperienza rara nel panorama hollywoodiano contemporaneo.

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