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Ben Barnes nella serie che parte della critica considera la versione di Il trono di Spade di Netflix

Analisi della della serie fantasy tratta dal Grishaverse di Leigh Bardugo. Cosa dicono i critici su cast, trama e worldbuilding di questa serie Netflix.

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L'adattamento del Grishaverse di Leigh Bardugo, Shadow and Bones - Tenebre e ossa su Netflix, ha generato un hype considerevole, e parte della critica si è espresa: la serie sarebbe la versione di Il trono di Spade di Netflix. Il progetto rappresenta la prima trasposizione televisiva dell'universo narrativo creato da Bardugo nel 2012 con il romanzo omonimo, successivamente espanso attraverso ulteriori libri e racconti brevi. La scelta di Netflix è stata particolarmente ambiziosa: combinare in un'unica serie sia la trilogia di Shadow and Bone che il duology di Six of Crows, ambientato anni dopo gli eventi della serie principale. Al centro della storia troviamo Alina Starkov, interpretata da Jessie Mei Li, un'orfana nel mondo di Ravka, ispirato alla Russia zarista.

Per anni, questa nazione è stata tormentata da un'entità pericolosa nota come l'Ombra, e Alina si arruola nell'esercito creato per combatterla. Mentre si trova all'interno dell'Ombra, scopre qualcosa di straordinario su se stessa: è una Convocatrice del Sole, una rarissima utilizzatrice di magia capace di creare luce. Questa rivelazione la mette nel mirino di molti, incluso il Generale Kirigan, interpretato da Ben Barnes, conosciuto anche come il Darkling. Il casting emerge come un altro elemento di forza unanimemente riconosciuto. Jessie Mei Li dimostra di essere all'altezza delle massicce richieste che la serie le pone addosso, non solo come protagonista ma come centro emotivo dell'intera narrazione.

La sua capacità di coinvolgere immediatamente il pubblico rappresenta un pilastro fondamentale per il successo della serie. Ben Barnes, volto noto per altre avventure sci-fi e fantasy come Westworld e Stardust, porta sullo schermo un Kirigan misterioso e potente, con un ruolo complicato ma intrigante che si sviluppa nel corso degli episodi. Tra i membri dell'ensemble cast, Kit Young nel ruolo di Jesper Fahey, personaggio proveniente da Six of Crows, riceve menzioni particolarmente positive. L'approccio della serie ai suoi personaggi viene considerato uno degli aspetti più magnetici, con uno sforzo evidente nel renderli tridimensionali fin dall'inizio, sia attraverso grandi momenti di caratterizzazione che in battute incredibilmente sottili.

Il consenso critico generale per Shadow and Bone appare decisamente positivo. Esistono alcune voci più negative che affrontano il denso worldbuilding e la necessità di familiarizzare con un universo complesso, ma la maggior parte dei critici apprezza il mondo fantastico che Bardugo e lo showrunner Eric Heisserer hanno creato. I fan dei libri avranno sicuramente più facilità nel navigare il Grishaverse, ma la serie sembra avere una solida comprensione di come introdurre i nuovi arrivati al mondo senza risultare eccessivamente opprimente.

Come era prevedibile, emerge una certa disconnessione iniziale tra le storyline di Shadow and Bone e quelle di Six of Crows, ma questo era probabilmente inevitabile data la scelta di fondere due serie di libri separate. L'equilibrio tra queste due narrative parallele rappresenta una delle sfide più significative che la produzione ha dovuto affrontare. La serie si presenta come un esperimento interessante nel panorama del fantasy televisivo contemporaneo: abbastanza fedele al materiale di partenza da soddisfare i fan dei libri, ma sufficientemente accessibile da attrarre anche chi si avvicina per la prima volta al Grishaverse.

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