Beppe Fiorello è Paolo Borsellino: il film da vedere su RaiPlay che racconta il lato umano del magistrato
Un racconto intimo e lontano dalla retorica che mostra Paolo Borsellino e Giovanni Falcone come uomini, amici e padri di famiglia durante il loro soggiorno forzato all'Asinara nell'estate del 1985.
Diretto da Fiorella Infascelli, Era d'estate non sceglie di raccontare le stragi di Capaci e di via D'Amelio, né di concentrarsi sugli aspetti processuali che hanno segnato la storia italiana. La regista preferisce invece fermare il tempo e osservare un momento meno conosciuto della vita di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, quando nell'estate del 1985 furono costretti, insieme alle rispettive famiglie, a vivere sotto strettissima protezione sull'isola dell'Asinara. È un racconto profondamente umano, che restituisce il volto privato di due magistrati diventati simboli della lotta a Cosa Nostra. Il film è disponibile in streaming su RaiPlay, dove può essere visto gratuitamente dagli utenti registrati.
Sebbene il film segua entrambi i magistrati, è Paolo Borsellino a emergere con particolare intensità sul piano emotivo. Lontano dalle aule dei tribunali, il magistrato appare innanzitutto come marito e padre, chiamato a proteggere la propria famiglia mentre continua a portare avanti una delle battaglie più importanti della sua carriera.Il trasferimento all'Asinara non è una vacanza, ma una misura di sicurezza resa necessaria dalle gravissime minacce provenienti dalla mafia. L'isolamento pesa su tutti, soprattutto sui figli, costretti ad abbandonare improvvisamente la quotidianità. Il film dedica ampio spazio proprio alle conseguenze di questa condizione, mostrando quanto il prezzo della lotta alla criminalità organizzata ricadesse anche sulle persone più vicine ai due magistrati. La figura di Borsellino emerge così nella sua dimensione più autentica: un uomo che cerca di rassicurare i figli senza poter nascondere la consapevolezza del pericolo che incombe sulla sua famiglia.
Uno degli aspetti più interessanti di Era d'estate è il modo in cui racconta il rapporto tra Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, evitando qualsiasi enfasi celebrativa. I due condividono giornate di lavoro, momenti di tensione ma anche piccole pause che restituiscono la normalità di un'amicizia costruita negli anni. Si confrontano, discutono, scherzano e affrontano insieme le difficoltà di un periodo decisivo per la preparazione del maxiprocesso contro Cosa Nostra.
La regista sceglie di raccontare proprio questa dimensione quotidiana, mostrando come la loro sintonia professionale fosse sostenuta da una profonda stima reciproca. Non servono grandi dichiarazioni: bastano gli sguardi, i silenzi e la naturalezza con cui affrontano insieme ogni ostacolo.È proprio questa attenzione ai dettagli a rendere il film diverso rispetto ad altre produzioni dedicate ai due magistrati.L'estate del 1985 rappresenta uno dei momenti più delicati nella preparazione del maxiprocesso. Per motivi di sicurezza, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino vengono trasferiti insieme alle rispettive famiglie sull'isola dell'Asinara, dove rimangono praticamente isolati dal resto del mondo. Falcone teme che quell'allontanamento possa rallentare il lavoro investigativo e compromettere mesi di indagini. I due magistrati, però, non intendono fermarsi e cercano in ogni modo di ottenere la documentazione necessaria per proseguire la preparazione del procedimento giudiziario.
Nel frattempo le famiglie affrontano le difficoltà dell'isolamento. I figli vivono con fatica una situazione che non comprendono fino in fondo, mentre mogli e genitori cercano di mantenere un'apparente serenità nonostante il clima di costante tensione. Quando finalmente riescono ad avere accesso ai documenti indispensabili, Falcone e Borsellino riprendono immediatamente il lavoro con la determinazione che li ha sempre contraddistinti, fino al ritorno a Palermo.
Uno degli elementi che rende Era d'estate particolarmente autentico è la scelta di ambientare le riprese proprio all'Asinara, negli stessi luoghi in cui i fatti si svolsero realmente. La celebre Casa Rossa di Cala d'Oliva, dove soggiornarono le due famiglie, diventa uno dei simboli del film. I paesaggi dell'isola non vengono utilizzati soltanto come sfondo naturale, ma contribuiscono a trasmettere il senso di isolamento vissuto dai protagonisti. Il mare, apparentemente aperto e sconfinato, finisce per trasformarsi in una barriera invisibile, accentuando la sensazione di essere lontani da tutto mentre fuori continua la guerra contro la mafia.
A interpretare Giovanni Falcone è Massimo Popolizio, mentre il ruolo di Paolo Borsellino è affidato a Giuseppe Fiorello, che offre una prova intensa e misurata, lontana dall'imitazione. Accanto ai due protagonisti troviamo un cast composto da Valeria Solarino, Claudia Potenza, Rosario Lisma, Antonio Gerardi e numerosi interpreti che contribuiscono a dare credibilità ai personaggi delle due famiglie e dell'entourage giudiziario. La scelta degli attori punta sulla sobrietà, evitando qualsiasi eccesso drammatico e lasciando spazio alla forza della storia.
A distanza di anni dalla sua uscita, Era d'estate continua a distinguersi perché racconta Falcone e soprattutto Borsellino da una prospettiva diversa. Non quella degli eroi già consegnati alla storia, ma quella di due uomini consapevoli dei rischi che stavano correndo, determinati a proseguire il proprio lavoro senza rinunciare ai valori che li avevano guidati fin dall'inizio. È proprio questa dimensione intima, unita al racconto della loro amicizia e del peso che quella scelta ebbe sulle rispettive famiglie, a rendere il film uno dei ritratti più delicati e significativi dedicati ai due magistrati.