BIF&ST 2026, giorno 3: strade che fuggono, strade che tornano

Il lunedì del BIF&ST smentisce ogni previsione: sale piene, cinema italiano protagonista e uno sguardo potente tra passato, presente e futuro. Da Antartica a Cattiva strada, Bari si conferma città viva, cinefila e sorprendente

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Uno si aspetta che il lunedì, dopo le partecipate proiezioni del fine settimana, sia un giorno di ripiego, di calma, con il pubblico magari più distante. Invece il BIF&ST dimostra l’affetto che i cinefili baresi, e non solo, provano riempiendo le sale della città anche durante il primo e più duro dei giorni feriali.

Antartica - Quasi una fiaba

L’evento della giornata è dedicato al cinema italiano, da sempre cuore del festival, tanto che nelle prime edizioni portava il titolo Per il cinema italiano. Nella sezione Rosso di Sera, quella delle anteprime serali, è passato Antartica, opera prima alla regia della nota drammaturga Lucia Calamaro (anche sceneggiatrice di Follemente), che racconta la spedizione al Polo Sud di un gruppo di scienziati: come La cosa, ma senza mutazioni deformi e orrende. Al loro posto ci sono i sentimenti e le persone, le loro idee e i loro affetti messi a dura prova in quella cassa di risonanza.

Protagonisti Silvio Orlando e Barbara Ronchi (le interviste con loro saranno presto online), in un film che resta in continuità con le prove teatrali della regista, che cerca lo scontro tra i toni e le evoluzioni dei registri in modo ostinatamente controcorrente. Non sempre ci riesce, ma il film ha alcune idee affascinanti e un modo “scomodo” di porsi dentro il cinema di casa nostra.

Fabbriche e tratturi per un'idea di politica

Silvio Orlando è stato presente anche nell’incontro pomeridiano con cui si è celebrato il restauro de Il posto dell’anima, il film del 2003 che ha rivelato al nostro cinema il nome di Riccardo Milani (anche lui da noi intervistato, potrete ascoltarlo a breve): una storia di fabbrica, lotte sindacali, sogni e bisogni individuali e collettivi che ancora oggi parla di cosa siamo e di chi siamo diventati.

Stessi temi sono al centro di Ritorno al tratturo (le antiche vie erbose usate per la transumanza degli animali), documentario diretto da Francesco Cordio, ideato e realizzato con Filippo Tantillo ed Elio Germano, che racconta l’abbandono, da parte delle persone e dello Stato, delle cosiddette “aree interne”: luoghi di campagna e montagna che si stanno spopolando e la cui salvaguardia è diventata una questione culturale, politica ed economica, prima ancora che identitaria.

Cattiva strada, il futuro del noir urbano?

Il BIF&ST da sempre guarda al possibile futuro del cinema di casa nostra, e fa piacere che in questo futuro ci sia Davide Angiuli, regista di Cattiva strada, un noir urbano che racconta una storia di microcriminalità attraverso il rapporto tra Donato (Malich Cissé) e Agust (Giulio Beranek, ormai specializzato in ruoli di personaggi al confine tra italianità e radici orientali: qui è un albanese cresciuto a Bari), tra un ragazzo che si smarrisce cercando il suo posto nel mondo e il piccolo delinquente con cui pensa di trovarlo.

Come un LaCapaGira del XXI secolo, in una Bari (e un’Italia) ormai pienamente multiculturali, Cattiva strada usa i luoghi della città, le parole e la lingua della strada, il nervosismo poco di maniera di una vita ai margini, per raccontare una storia di “amicizia” strana e violenta, che si prende cura del contesto – sociale e familiare – senza giudicare, lasciando lo spettatore sospeso in un finale beffardo.

In mattinata, Elena Sofia Ricci ha celebrato il suo ritorno al teatro e il suo allontanamento dalla fiction con un incontro pubblico preceduto dalla proiezione de La farfalla impazzita di Kiko Rosati e con un premio speciale assegnato dal festival. Nel concorso dei film italiani sono stati proiettati Santi e Vampiri di Serena Porta ed Era di Vincenzo Marra, mentre tra le opere internazionali erano in gara Man of the House di Andamion Murataj e Beachcomber di Aristotelis Maragkos.

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