FILM

Body horror e streghe su Prime Video, nel sofisticato (e divisivo) remake di Luca Guadagnino

Su Prime Video, Guadagnino e il remake che divide. Perché il film con Dakota Johnson e Tilda Swinton è così disturbante e polarizzante.

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Dopo aver trasportato il pubblico nell'Italia rurale del 1983 con Chiamami col tuo nome, candidato all'Oscar come miglior film, Luca Guadagnino compie un salto radicale. Con Suspiria torna indietro nel tempo, questa volta nella Germania del 1977, l'anno esatto in cui Dario Argento consegnava al mondo il suo cult horror. Ma attenzione: chiamarlo semplice remake sarebbe riduttivo. Lo stesso Guadagnino preferisce definirlo un omaggio, e dopo averlo visto si capisce perché. Il film, disponibile su Prime Video, ha debuttato nei principali festival cinematografici, emergendo con una reputazione ben precisa: quella di essere un'esperienza profondamente polarizzante.

Suspiria è una miscela seducente di allegoria sociopolitica e horror soprannaturale viscerale, che produce risultati imperfetti ma innegabilmente affascinanti. La storia si svolge nell'autunno del 1977. L'americana Susie Bannion, interpretata da Dakota Johnson, arriva a Berlino con un obiettivo chiaro: conquistare un posto appena liberatosi nella prestigiosa Markos Dance Academy. Nonostante l'assenza di formazione formale o raccomandazioni professionali, Susie riesce a impressionare la direttrice della compagnia, Madame Blanc, magistralmente interpretata da Tilda Swinton.

In tempi rapidissimi, la giovane non solo entra a far parte del gruppo di allieve, ma viene scelta come protagonista del prossimo spettacolo della compagnia, intitolato Volk. Parallelamente si sviluppa una seconda trama. Il dottor Jozef Klemperer, uno psichiatra locale (interpretato dalla stessa Swinton sotto lo pseudonimo di Lutz Ebersdorf), inizia a indagare sulla scomparsa della sua paziente Patricia Hingle, interpretata da Chloë Grace Moretz. Patricia, ex studentessa della Markos Dance Academy, sosteneva che la scuola fosse gestita da streghe. Man mano che Klemperer scava più a fondo, si rende conto che c'è decisamente qualcosa di inquietante nell'accademia.

Tuttavia, nemmeno il colto dottore può immaginare cosa siano realmente Blanc e le sue matriarche, né cosa abbiano in serbo per Susie. La sceneggiatura è opera di David Kajganich, showrunner della prima stagione di The Terror, e in molti modi il suo lavoro su Suspiria riecheggia quello della serie AMC. Entrambe le opere intrecciano concetti horror soprannaturali in narrazioni che coinvolgono eventi storici reali. Nel caso di Suspiria, l'instabilità sociale che ha afflitto la Germania durante la Guerra Fredda, creando così una storia tematicamente più ricca e stratificata.

Il film soffre, va detto, di un'ambizione eccessiva, anche considerando la sua durata sostanziale di 152 minuti, suddivisa in sei atti e un epilogo. Tuttavia, risulta estremamente efficace nel modo in cui giustappone il matriarcato sinistro ma potente e indipendente che gestisce la Markos Dance Academy con la società patriarcale autodistruttiva che risiede appena fuori dalle sue mura. Come The Terror, Suspiria si prende il tempo necessario per dipanare il mistero oscuro al centro della storia, prima di fornire un finale soddisfacentemente macabro e contorto mentre gli eventi precipitano nella follia. Un altro elemento comune tra Suspiria e The Terror è l'esplorazione del body horror, con il primo che offre una prospettiva femminile che controbilancia l'approccio maschile del secondo.

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