Buon compleanno Pixar: 40 anni di un’avventura che ha cambiato il cinema e la nostra immaginazione
La storica casa di produzione festeggia 40 anni tra intuizioni geniali, vendite e capolavori dell'animazione.
Quarant’anni fa nasceva una piccola realtà tecnologica che nessuno avrebbe immaginato capace di riscrivere la storia del cinema.
Oggi quel nome, Pixar, è sinonimo di innovazione, emozione e storytelling. Oggi la casa di Emeryville spegne le sue prime quaranta candeline, un traguardo che invita a ripercorrere una storia fatta di intuizioni geniali, rischi enormi e successi che hanno segnato intere generazioni.La storia della Pixar: la casa che ha cambiato il mondo del cinema
La storia comincia nel 1986, quando Steve Jobs acquista per 10 milioni di dollari la divisione grafica della Lucasfilm, trasformandola in una società indipendente. All’epoca Pixar non era uno studio d’animazione, ma un’azienda che produceva hardware e software per la computer grafica. Il cuore creativo era guidato da Ed Catmull e Alvy Ray Smith, due pionieri dell’animazione digitale, mentre un giovane John Lasseter iniziava a sperimentare cortometraggi che avrebbero cambiato il linguaggio visivo del settore. Il primo segnale della rivoluzione arrivò con Luxo Jr., il corto del 1986 che mostrava due lampade animate come se fossero vive. Quel film di due minuti non solo conquistò una nomination agli Oscar, ma divenne il simbolo stesso della Pixar: la lampada che rimbalza sulla “i” del logo è ancora oggi uno dei marchi più riconoscibili al mondo.
Gli anni successivi furono difficili. Pixar vendeva tecnologia, non film, e i bilanci erano tutt’altro che rassicuranti. Ma la visione di Jobs e la determinazione del team portarono alla svolta: la collaborazione con Disney per realizzare il primo lungometraggio interamente in CGI. Nel 1995 uscì Toy Story, un film che non solo rivoluzionò l’animazione, ma dimostrò che il computer non era un semplice strumento tecnico, bensì un mezzo narrativo capace di emozionare quanto – e forse più – dell’animazione tradizionale. Il successo fu immediato e globale. Pixar non era più un laboratorio sperimentale: era diventata una potenza creativa.Da lì iniziò una stagione irripetibile. A Bug’s Life, Toy Story 2, Monsters & Co., Alla ricerca di Nemo, Gli Incredibili, Cars, Ratatouille, Wall•E, Up: ogni film era un successo di pubblico e critica, ma soprattutto un passo avanti nella ricerca artistica. Pixar non si limitava a intrattenere, costruiva mondi, esplorava emozioni, affrontava temi complessi con una leggerezza che solo i grandi narratori possiedono. La sua forza era la capacità di parlare ai giovani senza mai dimenticare gli adulti, intrecciando comicità, malinconia e riflessioni profonde.
Nel 2006 arrivò un altro momento decisivo: l’acquisizione da parte di Disney per 7,4 miliardi di dollari. Molti temevano che l’ingresso nel colosso di Burbank avrebbe snaturato la creatività dello studio. In realtà, la nuova sinergia diede a Pixar risorse e stabilità, permettendole di continuare a innovare. Nacquero così opere come Inside Out, un viaggio nella mente umana che divenne un fenomeno culturale (Oscar 2016), Coco, un omaggio alla memoria e alla tradizione messicana (due Oscar nel 2018), e Soul, una riflessione filosofica sul senso della vita (due Oscar nel 2021). Film che dimostrano come Pixar sia cresciuta non solo tecnicamente, ma anche nella maturità dei temi affrontati.
Gli ultimi anni non sono stati semplici. La pandemia ha spinto diversi titoli direttamente sulle piattaforme streaming, riducendo l’impatto al botteghino e alimentando un dibattito sul futuro dell’animazione. Alcuni film hanno diviso pubblico e critica, altri hanno confermato la capacità dello studio di sperimentare linguaggi e generi. Ma anche nei momenti più complessi, Pixar ha continuato a essere un laboratorio creativo, un luogo dove la tecnologia è al servizio della storia e non il contrario.
Oggi, a quarant’anni dalla sua nascita, Pixar resta un punto di riferimento mondiale. Non solo per la qualità dei suoi film, ma per l’eredità che ha lasciato all’intero settore. Ha dimostrato che l’animazione può essere cinema a tutti gli effetti, capace di emozionare, far riflettere e innovare. Ha formato generazioni di artisti, ha ispirato studi in tutto il mondo, ha creato personaggi che fanno parte dell’immaginario collettivo.
Festeggiare i quarant’anni di Pixar significa celebrare una storia che ha cambiato il modo di raccontare storie. Significa riconoscere il coraggio di chi ha creduto nella computer grafica quando nessuno la considerava una forma d’arte. Significa guardare a un futuro in cui la tecnologia continuerà a evolversi, ma in cui la vera magia resterà sempre la stessa: la capacità di emozionare attraverso immagini che sembrano vive.
Cover Photo: Copyright by Walt Disney Pictures, Pixar Animation Studios and other relevant production studios and distributors