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Carrie, 12 giorni ricoperta di sangue finto: l'incredibile sforzo della protagonista per una sola scena

La scena del ballo nella nuova Carrie di Mike Flanagan ha richiesto 12 giorni di riprese, centinaia di comparse e una scenografia da distruggere. Ecco perché.

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Ci sono scene che durano soltanto pochi minuti, ma che richiedono settimane di lavoro per essere realizzate. È il caso del ballo scolastico di Carrie, uno dei momenti più celebri della storia dell'horror, tornato protagonista grazie alla nuova serie televisiva di Mike Flanagan, disponibile su Prime Video. E dietro quella sequenza, apparentemente breve, si nasconde una lavorazione molto più impegnativa di quanto si possa immaginare: dodici giorni di riprese, centinaia di comparse e un'intera scenografia progettata per essere distrutta.

A raccontare cosa sia successo sul set sono stati gli stessi protagonisti della produzione, intervistati da People in occasione dell'arrivo della serie su Prime Video. Tra le testimonianze più interessanti c'è quella di Summer H. Howell, chiamata a interpretare Carrie White e a raccogliere l'eredità di Sissy Spacek, protagonista dell'indimenticabile adattamento cinematografico del 1976 diretto da Brian De Palma. La giovane attrice ha dovuto affrontare una prova particolarmente impegnativa, trascorrendo dodici giorni ricoperta di sangue finto per girare la sequenza del ballo, un'esperienza che ha richiesto un notevole lavoro di preparazione, soprattutto per garantire la continuità visiva tra le diverse inquadrature e permettere alla troupe di realizzare scene particolarmente complesse.

Ma il sangue finto rappresentava soltanto una parte delle difficoltà, visto che la produzione ha organizzato le riprese nell'arco di circa due settimane, coordinando centinaia di comparse, numerosi stuntman, effetti speciali e movimenti studiati nei minimi dettagli. L'obiettivo era ricreare uno dei momenti più riconoscibili dell'opera di Stephen King, senza limitarsi a riproporre quanto già visto al cinema. Per questo motivo, la squadra di Flanagan ha lavorato a una sequenza costruita intorno a numerosi elementi pratici, compresi effetti con il fuoco e una scenografia destinata a subire danni durante le riprese.

La sala del ballo è stata infatti realizzata appositamente per poter essere distrutta, consentendo alla produzione di mettere in scena i momenti più spettacolari senza affidarsi esclusivamente agli effetti digitali. Un lavoro che ha coinvolto praticamente tutti i reparti della serie, dalla scenografia al trucco, passando per gli specialisti degli effetti speciali e gli interpreti presenti sul set. Anche gli altri membri del cast hanno ricordato quanto fosse particolare l'atmosfera durante quelle giornate. Alison Thornton e Amber Midthunder hanno sottolineato la complessità della lavorazione, mentre Josie Totah ha raccontato un momento particolarmente emozionante: prima di girare la sequenza, Mike Flanagan avrebbe rivolto un discorso alla troupe per ricordare l'importanza dell'opera originale di Stephen King.

Un gesto che testimonia quanto il regista fosse consapevole delle aspettative legate alla scena. Del resto, il ballo di Carrie non è soltanto uno dei passaggi fondamentali del romanzo, ma anche una delle sequenze che hanno contribuito a trasformare il film del 1976 in un classico. E proprio il confronto con il passato rende ancora più interessante la lavorazione della nuova serie. Anche Sissy Spacek, infatti, aveva affrontato condizioni tutt'altro che semplici durante le riprese del film originale. Il sangue finto utilizzato all'epoca era composto da sciroppo di mais e colorante alimentare, una miscela particolarmente appiccicosa che rendeva complicato mantenere lo stesso aspetto tra una ripresa e l'altra.

Carrie, fonte: Amazon

L'attrice arrivò persino a dormire con gli abiti macchiati per preservare la continuità della sequenza, mentre il regista Brian De Palma dovette affrontare una lavorazione durata circa due settimane per completare il ballo. A distanza di cinquant'anni, dunque, la nuova Carrie ha riproposto una sfida produttiva sorprendentemente simile, pur potendo contare su tecnologie e strumenti decisamente più moderni.

La differenza è che Mike Flanagan ha scelto di reinterpretare il materiale originale attraverso una sensibilità contemporanea, affidando a Summer H. Howell il compito di dare vita a una Carrie diversa da quella conosciuta dal pubblico. La serie, composta da otto episodi e disponibile su Prime Video, rappresenta infatti una nuova trasposizione del romanzo pubblicato da Stephen King nel 1974, con una storia ambientata nel presente e una maggiore attenzione alle dinamiche sociali che circondano la protagonista.

E mentre gli spettatori possono assistere al risultato finale comodamente dal divano, dietro pochi minuti di spettacolo si nascondono quasi due settimane di lavoro e una prova fisica che Summer H. Howell difficilmente dimenticherà con l'iconica scena del ballo. Una dimostrazione di quanto possa essere complicato riportare sullo schermo una scena entrata nella storia del cinema, soprattutto quando l'obiettivo non è semplicemente imitarla, ma riuscire a lasciare un segno altrettanto importante.

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