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Come finisce Resident Evil? Il finale spiegato e cosa nasconde davvero il destino di Bryan

Come finisce Resident Evil di Zach Cregger? Spieghiamo il destino di Bryan, il significato dell’ultima scena e cosa lascia aperto il finale del film.

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Il nuovo Resident Evil di Zach Cregger porta lo spettatore dentro Raccoon City seguendo una strada molto diversa da quella percorsa dai precedenti adattamenti cinematografici. Niente Leon Kennedy, Claire Redfield o Jill Valentine al centro della storia: questa volta a dover sopravvivere all'incubo è Bryan, il corriere medico interpretato da Austin Abrams, un uomo assolutamente impreparato a ciò che lo aspetta. Ed è proprio questa scelta a rendere ancora più crudele il finale del film, perché dopo aver costruito per quasi tutta la durata di Resident Evil quella che sembra la classica corsa verso la salvezza, Cregger ribalta tutto negli ultimi minuti. Da questo momento, naturalmente, seguiranno spoiler sul finale di Resident Evil.

Bryan arriva a Raccoon City con un incarico apparentemente semplice: effettuare una consegna al General Hospital. Quello che inizialmente sembra un normale trasporto medico nasconde però qualcosa di molto più importante. Il contenitore che porta con sé custodisce infatti un componente indispensabile per completare un possibile trattamento contro l'infezione che sta trasformando gli abitanti della città. La consegna diventa quindi molto più di una semplice missione. Bryan è stato morso durante il suo viaggio e sa che il tempo a sua disposizione sta finendo: raggiungere gli scienziati dell'Umbrella significa potenzialmente salvare Raccoon City, ma anche trovare una cura prima che l'infezione prenda definitivamente il controllo del suo corpo.

Dopo essere rimasto praticamente solo, Bryan riesce finalmente a raggiungere il Raccoon City General Hospital. Il percorso verso il laboratorio sembra quasi riprodurre la struttura di un videogioco: prima il garage, poi i piani dell'ospedale, il reparto maternità infestato e infine una passerella semidistrutta che lo separa dagli scienziati. Nel frattempo alle sue spalle continua ad avanzare l'enorme creatura composta dai corpi delle vittime incontrate durante il film.

Resident Evil, fonte: Sony Pictures

Bryan riesce comunque nell'impresa. Raggiunge il laboratorio e consegna il materiale necessario, permettendo agli scienziati di completare finalmente l'antidoto. Per qualche istante sembra davvero che Cregger stia preparando il più classico dei finali di Resident Evil: il protagonista ha superato l'ultimo ostacolo, la cura è pronta e manca soltanto l'iniezione prima della fuga. Ma è proprio qui che il film cambia completamente direzione.

L'infezione di Bryan è ormai arrivata a uno stadio troppo avanzato. Prima che gli scienziati riescano a somministrargli il trattamento, il suo corpo comincia a mutare in maniera incontrollabile. Bryan perde definitivamente la propria forma umana e si trasforma in una gigantesca creatura fatta di carne e tentacoli, finendo per uccidere proprio le persone che avrebbero potuto salvarlo. Uno degli scienziati tenta disperatamente di utilizzare la siringa con l'antidoto, ma durante lo scontro questa precipita fuori dall'edificio.

Non viene mostrato chiaramente se la cura venga distrutta: sappiamo soltanto che finisce molto più in basso, lasciando aperto un piccolo ma importante interrogativo sul suo destino. Quando gli elicotteri della Guardia Nazionale raggiungono finalmente Raccoon City, quindi, non trovano un sopravvissuto da portare in salvo. Davanti a loro c'è ormai il mostro in cui Bryan si è trasformato. Ed è qui che il finale assume probabilmente il suo significato più interessante. Cregger trascorre l'intero film facendoci vivere l'epidemia attraverso gli occhi di una persona comune, trasformando la storia quasi in una gigantesca partita a un survival horror: Bryan supera un ostacolo dopo l'altro, trova nuove vie di fuga e raggiunge quello che sembra essere il suo obiettivo finale.

Resident Evil, fonte: Sony Pictures

Solo che Bryan non era l'eroe destinato a sconfiggere il mostro finale: stava diventando lui stesso quel mostro. Il film può essere letto così quasi come la storia delle origini di una delle creature che, in un videogioco della saga, il giocatore incontrerebbe semplicemente come un boss. Questa volta, però, sappiamo chi si nascondeva dentro quella massa mutata e abbiamo seguito ogni passo che lo ha condotto fino a quel momento.

È proprio questo ribaltamento a rendere la conclusione particolarmente amara. Il finale lascia inoltre aperta la porta a un possibile seguito, senza trasformarsi in un vero cliffhanger. La storia personale di Bryan sembra infatti avere una conclusione piuttosto definitiva, mentre Raccoon City è tutt'altro che salva. L'epidemia continua, le forze militari sono appena arrivate e da qualche parte potrebbe trovarsi ancora la siringa contenente l'antidoto. C'è poi un altro dettaglio importante per chi conosce i videogiochi.

Gli eventi raccontati da Cregger si svolgono parallelamente a quelli di Resident Evil 2, il che significa che mentre Bryan attraversa il proprio inferno personale, da qualche altra parte di Raccoon City Leon S. Kennedy e Claire Redfield stanno vivendo la loro storia. Il film non li mostra e non contiene una scena dopo i titoli di coda, ma lascia abbastanza spazio perché questo nuovo angolo dell'universo di Resident Evil possa continuare senza dover cancellare ciò che conoscono i fan. Il finale di Resident Evil, insomma, non racconta semplicemente la morte di un protagonista. Trasforma retroattivamente l'intero film nella storia di come nasce un mostro, lasciando allo stesso tempo Raccoon City nel momento esatto in cui il suo incubo sembra essere soltanto all'inizio.

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