Cosa può andare storto a un funerale? Questa commedia inglese su Prime Video ha la risposta definitiva
La commedia di Frank Oz dove un funerale diventa caos totale tra droga, nudo sul tetto e il segreto dell'amante del defunto.
Ci sono funerali che passano nella più sobria compostezza, e poi c'è quello raccontato in Funeral Party, una commedia britannica del 2007 diretta da Frank Oz e disponibile su Prime Video che trasforma una cerimonia funebre in un catalogo esilarante di catastrofi domestiche, equivoci mortificanti e rivelazioni imbarazzanti. La storia si concentra su Daniel, interpretato da Matthew Macfadyen, un uomo che vive con la moglie Jane nella casa dei genitori. Quando il padre muore, tocca a lui organizzare il funerale, ma le difficoltà iniziano subito: il fratello Robert, scrittore di successo tornato da New York, si rifiuta di contribuire economicamente alla cerimonia nonostante abbia viaggiato in prima classe. Daniel si ritrova quindi a dover gestire non solo il lutto, ma anche le tensioni familiari, le aspettative degli ospiti e la pressione di pronunciare un elogio funebre all'altezza, mentre tutti si aspettano che sia il fratello famoso a farlo.
Deluso per non aver ricevuto nulla in eredità, Peter mostra fotografie compromettenti e chiede denaro in cambio del suo silenzio, trasformando il funerale in una scena da ricatto in piena regola. Frank Oz, regista noto per il suo lavoro con i Muppet e per commedie come Scuola di Polizia, orchestra il caos con precisione chirurgica. La sceneggiatura di Dean Craig costruisce una escalation di gag che si sovrappongono e si alimentano a vicenda, sfruttando l'ambientazione claustrofobica di una casa borghese inglese dove le buone maniere sono un imperativo categorico, ma dove tutto congiura per distruggerle. L'humour britannico si manifesta nel contrasto tra l'imbarazzo sociale e l'assurdità delle situazioni, tra la necessità di mantenere il decoro e l'impossibilità pratica di farlo.
Il film ha avuto un successo tale da ispirare un remake americano nel 2010, Il funerale è servito, diretto da Neil LaBute e con un cast stellare che includeva Chris Rock, Martin Lawrence, Tracy Morgan e Danny Glover. Peter Dinklage, evidentemente così perfetto nel ruolo, venne riconfermato, anche se con un nome diverso. Il confronto tra le due versioni è interessante: dove l'originale britannico gioca sull'imbarazzo e sul non detto, il remake americano amplifica i toni e la fisicità delle gag. Funeral Party è una di quelle commedie che funzionano perché sanno cosa vogliono essere: non cercano profondità filosofiche sul lutto, non vogliono commuovere con riflessioni sulla famiglia. Vogliono semplicemente mettere in scena il peggior funerale possibile, quello dove ogni cosa che può andare storta va effettivamente storta, e farlo con il tempismo e la precisione di un orologio. Un film che dimostra come situazioni estreme e ordinarie possano convivere, come il caos possa nascondersi dietro la facciata di rispettabilità, e come a volte ridere della morte sia l'unico modo per sopportarne l'assurdità.