Da Elio e le storie tese al cinema: il suo primo film da regista parlerà di autismo
Elio debutta alla regia con La crepa, commedia sull'autismo con i ragazzi di PizzAut. Cast stellare con Sermonti, Cucciari e Vicario. Inclusione autentica al cinema.
Stefano Belisari, per tutti semplicemente Elio, quello di Elio e le storie tese, ha deciso di aggiungere un nuovo capitolo alla sua carriera poliedrica. Dopo anni passati a sperimentare con la musica, a doppiare personaggi memorabili e a comparire in qualche pellicola come attore, il musicista milanese compie il salto definitivo: diventa regista. Il suo esordio dietro alla macchina da presa si intitola La crepa, un lungometraggio che promette di raccontare l'autismo con uno sguardo diverso, lontano dalla retorica e vicino alla vita vera.
A proposito del suo ambizioso progetto di debutto, Elio ha dichiarato che l'obiettivo è raccontare l'autismo nella sua quotidianità, senza sconti ma anche senza pietismi. Ha ammesso che non sarà facile, ma di poter contare su una squadra di attori di grande talento e sulla collaborazione preziosa dei ragazzi di PizzAut. Nel film non ci saranno solo attori professionisti a interpretare personaggi neurodivergenti, ma anche alcuni dei ragazzi che lavorano in PizzAut e lo stesso Nico Acampora. Una decisione che i produttori Carlo Cresto-Dina e Manuela Melissano di Tempesta hanno definito fondamentale, sottolineando come sia ormai inaccettabile vedere ruoli di persone neurodivergenti interpretati solamente da attori neurotipici.
Il cast corale del film riunisce alcuni dei volti più amati della commedia italiana: Pietro Sermonti, Cochi Ponzoni, Galatea Bellugi, Donatella Finocchiaro, Margherita Vicario, Geppi Cucciari e Paolo Rossi. Accanto a loro, naturalmente, lo stesso Elio. Una squadra che unisce generazioni diverse di interpreti, capace di muoversi tra registro comico e drammatico con la naturalezza necessaria per dare vita a una storia che vuole essere, prima di tutto, vera.
Ora la sfida della regia rappresenta un territorio nuovo, dove la sua sensibilità artistica e il suo impegno civile si incontrano. La crepa si candida a essere un film necessario, capace di parlare di un tema complesso senza cadere nei cliché e soprattutto dando voce e spazio a chi quel tema lo vive sulla propria pelle ogni giorno. Un'operazione culturale prima ancora che cinematografica, che trasforma la macchina da presa in uno strumento di rappresentazione autentica e di giustizia narrativa.