Da Forcella a Hong Kong: in questo film su Netflix, tre fratelli hanno ingannato l'industria musicale
La vera storia dei fratelli Frattasio di Forcella che distribuirono 180 milioni di musicassette pirata. Il film di Sydney Sibilia su Netflix.
C'è stata un'epoca, non troppo lontana ma già avvolta in una patina di nostalgia quasi mitologica, in cui la pirateria musicale non aveva nulla a che fare con i server nascosti, le VPN o i torrent. Era fatta di mani, di nastri magnetici, di piastre di registrazione che giravano incessantemente in appartamenti angusti. Era artigianale, quasi romantica. E a Napoli, nel cuore pulsante di Forcella, tre fratelli hanno trasformato questa attività semiclandestina in un impero da 180 milioni di musicassette duplicate. Il loro nome, o meglio il loro marchio, è diventato leggenda: Mixed by Erry (su Netflix). La storia che Sydney Sibilia racconta nel suo film del 2023 è vera, documentata, e per questo ancora più incredibile. Perché stiamo parlando di Enrico, Peppe e Angelo Frattasio, tre ragazzi che negli anni '70 vivevano come tante famiglie napoletane: di espedienti, di piccoli sotterfugi, in quella zona grigia tra legalità e illegalità che a Napoli ha sempre avuto confini più sfumati che altrove. Il padre Pasquale, interpretato da Adriano Pantaleo, vendeva una brodaglia spacciandola per whisky. Non era il crimine del secolo, era sopravvivenza condita di furbizia.
Sibilia, che già con "Smetto quando voglio" e "L'incredibile storia dell'Isola delle Rose" aveva dimostrato una particolare sensibilità nel raccontare l'anticonformismo italiano, qui trova una storia perfetta per il suo cinema. Il film non giudica, non moralizza. Racconta con un ritmo serrato e una fotografia che restituisce la Napoli degli anni '80 in tutta la sua vitalità contraddittoria: i vicoli stretti, i colori accesi, la musica che esce dalle finestre, quella sensazione di precarietà e allo stesso tempo di possibilità infinite. La sceneggiatura, tratta dal libro "Mixed by Erry" di Simona Frasca, sceglie consapevolmente di enfatizzare gli aspetti tragicomici della vicenda piuttosto che quelli più duri. C'è una scelta stilistica precisa: il film vuole intrattenere, emozionare, far sorridere, non fare un trattato sociologico sulla pirateria o sulla Napoli degli anni '80. Alcuni critici hanno lamentato questa leggerezza, questa tendenza ad "addolcire" aspetti potenzialmente più scabrosi. Ma è proprio questa accessibilità che ha permesso al film di parlare a un pubblico amplissimo, anche all'estero, dove le recensioni sono state entusiastiche.
Il film è anche un viaggio nella nostalgia per chiunque abbia vissuto quegli anni. Le musicassette nei cruscotti delle auto, i walkman, le compilation registrate dalla radio cercando di evitare la voce dello speaker, le copertine disegnate a mano. "Mixed by Erry" non era solo un prodotto pirata: era un oggetto culturale che democratizzava l'accesso alla musica in un'epoca in cui un disco in vinile costava cifre proibitive per molti. Quando le autorità competenti iniziano a indagare, quando l'impero costruito nel basso di Forcella attira l'attenzione della Guardia di Finanza e delle major discografiche, i fratelli Frattasio si trovano di fronte a una realtà che non avevano previsto. Quello che per loro era un lavoro, quasi un servizio alla comunità, diventa improvvisamente un crimine perseguibile. I guai legali si moltiplicano, la pressione aumenta. Il film gestisce questa escalation con equilibrio, mantenendo sempre un tono che non scivola mai nel dramma puro né nella farsa totale.
E in questo approccio c'è forse la chiave del suo successo: restituisce allo spettatore la libertà di formarsi una propria opinione, di riflettere sulle zone grigie della moralità e della legalità senza imposizioni dall'alto. Il cast, composto da attori non sempre notissimi al grande pubblico ma tecnicamente impeccabili, contribuisce a creare quell'atmosfera di autenticità che permette allo spettatore di immergersi completamente nella storia. Luigi D'Oriano, in particolare, costruisce un protagonista che conquista proprio per la sua normalità: non è un eroe, non è un genio del crimine, è semplicemente un ragazzo con una passione che diventa qualcosa di più grande di lui. Mixed by Erry è, in fondo, una storia italiana come ce ne sono poche: geniale, improvvisata, borderline, umana. Una storia che parla di musica ma anche di famiglia, di sogni e di quella sottile linea tra ingegno e illegalità che in certi contesti diventa quasi invisibile. E che il cinema di Sibilia restituisce con affetto, ironia e una consapevolezza storica che rende "Mixed by Erry" molto più di una sempl