Su Netflix, la storia vera dell'uomo che sfidò i nazisti: l'eroe che umiliò Adolf Eichmann
Gösta Engzell salvò migliaia di ebrei nella WWII con burocrazia e coraggio. Questa serie su Netflix racconta questa storia straordinaria e dimenticata.
Ci sono eroi che impugnano armi, altri che alzano la voce nelle piazze. E poi c'è chi combatte con carta, inchiostro e una determinazione silenziosa che può risultare più letale di qualsiasi fucile. Gösta Engzell appartiene a quest'ultima categoria: un nome che la Storia ha quasi dimenticato, ma che Netflix riporta alla luce con The Swedish Connection, film diretto da Marcus A. Olsson che racconta una delle pagine più straordinarie e meno conosciute della Seconda Guerra Mondiale. La pellicola, disponibile sulla piattaforma di streaming, ha una durata di 102 minuti ed è interpretata da Henrik Dorsin nel ruolo del protagonista. Accanto a lui un cast solido che include Sissela Benn, Jonas Karlsson, Johan Glans e Olle Jansson. Il titolo originale, Den svenska länken, tradisce l'intento di raccontare non solo un uomo, ma un sistema, una connessione vitale che attraversò l'Europa in fiamme partendo da Stoccolma.
The Swedish Connection non è un film d'azione. Non ci sono sparatorie né inseguimenti. La tensione nasce dal ticchettio di una macchina da scrivere, da uno sguardo trattenuto durante una riunione ministeriale, da una firma apposta su un modulo che può significare la differenza tra la morte e la salvezza. Il regista Marcus A. Olsson costruisce un racconto che è al tempo stesso un thriller politico e un ritratto umano, dimostrando che il coraggio non ha bisogno di uniformi o medaglie. La figura di Engzell, interpretata con misura da Henrik Dorsin, emerge come quella di un uomo mosso da un'etica personale profonda, capace di mettere a rischio la propria carriera e posizione pur di fare la cosa giusta. Nel cast troviamo anche volti noti del cinema svedese come Loa Falkman, Jonas Malmsjö, Simon Norrthon e Figge Norling, oltre a una rappresentazione accurata di personaggi storici come Dag Hammarskjöld e lo stesso Adolf Eichmann, incarnato da Joshua Seelenbinder.
Il film ha debuttato nel 2026 e si inserisce in quel filone di cinema storico che preferisce illuminare gli angoli bui della memoria collettiva piuttosto che celebrare narrazioni già note. La Svezia, spesso descritta come un'oasi di neutralità durante il conflitto, viene qui raccontata nella sua complessità: un paese diviso, attraversato da correnti opposte, in cui alcuni individui scelsero di non restare a guardare. La definizione di "superpotenza morale" attribuita alla Svezia nel film non è retorica vuota. Grazie a uomini come Engzell, il paese scandinavo divenne un punto di riferimento per chi cercava salvezza, un faro in mezzo alla tempesta europea. E tutto questo senza mai entrare ufficialmente in guerra, ma combattendo una battaglia sotterranea che richiedeva coraggio forse ancora maggiore.