Meryl Streep contro Gary Oldman nel film su Netflix che racconta il più grande scandalo finanziario
Analisi del film di Soderbergh su Netflix. Lo scandalo finanziario globale con Meryl Streep, Gary Oldman e Antonio Banderas che ha svelato i paradisi fiscali.
Ci sono storie che partono da una tragedia personale e finiscono per far tremare il sistema finanziario mondiale. Panama Papers è una di queste. Diretto da Steven Soderbergh e distribuito da Netflix nell'ottobre 2019, il film racconta uno degli scandali più dirompenti del XXI secolo: la fuga di oltre 11 milioni di documenti riservati che hanno svelato come capi di governo, politici e potenti del pianeta abbiano occultato le proprie ricchezze in paradisi fiscali per decenni. La pellicola, presentata in Concorso al Festival di Venezia 2019, si basa sul libro "Secrecy World" del giornalista premio Pulitzer Jake Bernstein. Ma Soderbergh non si limita a un freddo resoconto documentaristico. Sceglie una strada più audace, mescolando fiction e denuncia, satira tagliente e dramma umano, in un caleidoscopio narrativo che spazia dalla Cina al Messico, dall'Africa ai Caraibi, fino al cuore pulsante dello scandalo: Panama City.
Attraverso società fittizie e conti offshore, Mossack e Fonseca hanno aiutato per anni i cittadini più ricchi del mondo ad accumulare fortune ancora più grandi, sfruttando ogni scappatoia del sistema. Il problema di Ellen è solo la punta dell'iceberg di un meccanismo globale che prospera grazie alla complicità di banchieri, avvocati e revisori di conti pagati profumatamente per girarsi dall'altra parte. Soderbergh affronta questa materia complessa con il suo stile inconfondibile. Come già fatto in "Traffic" e "Erin Brockovich", il regista dimostra di saper trasformare temi spinosi in cinema accessibile senza rinunciare alla profondità. La sua regia è caratterizzata da una tecnica del racconto particolare: Mossack e Fonseca fungono da guide ironiche, quasi narratori onniscienti che accompagnano lo spettatore dentro i meccanismi della finanza offshore. Un espediente che divide. Alcuni lo trovano brillante, altri eccessivamente didascalico.
Il cast è di primissimo piano. Accanto alla Streep, a Oldman e a Banderas troviamo Jeffrey Wright, Matthias Schoenaerts, James Cromwell, Sharon Stone, Melissa Rauch, David Schwimmer, Alex Pettyfer e Robert Patrick. Un ensemble corale che popola un'intricata rete mondiale di avidità e corruzione, dove ogni personaggio porta con sé il proprio microdramma: riciclatori di denaro, trafficanti di organi, burocrati sconcertati, famiglie sull'orlo dell'implosione, letali narcotrafficanti. Dal punto di vista tecnico, Soderbergh conferma la sua maestria poliedrica. Oltre alla regia, cura personalmente la direzione della fotografia e il montaggio, firmandosi come sempre con gli pseudonimi Peter Andrews e Mary Ann Bernard. Le scenografie sono affidate a Howard Cummings, i costumi a Ellen Mirojnick, mentre le musiche di David Holmes accompagnano il ritmo serrato della narrazione.