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Da Mad Max alle colline romagnole: la serie horror girata tra Bologna e Rimini arriva su Prime Video

La serie sci-fi horror dell'ex consigliere di Rimini Carlo Grotti, arriva su Amazon Prime Video. Campagne romagnole trasformate in scenario post-apocalittico.

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Le campagne romagnole che tutti conosciamo – quelle distese verdi tra ruderi antichi e casolari abbandonati, la natura che riconquista lentamente ciò che l'uomo ha lasciato – si sono trasformate in uno scenario post-apocalittico. Non è fantascienza, o meglio, lo è diventata. Cold Moon, la serie sci-fi horror diretta e interpretata da Carlo Grotti Trevisan, ex consigliere comunale di Rimini, regista e attore romagnolo, è finalmente approdata su Amazon Prime Video a fine agosto di quest'anno. Per ora è disponibile soltanto il primo episodio, ma per Grotti rappresenta "un traguardo atteso da anni", il punto d'arrivo di un percorso accidentato quanto le strade sterrate dell'entroterra riminese dove ha girato gran parte delle scene. Un percorso iniziato poco prima dell'emergenza Covid, quando l'idea di Cold Moon nasce insieme all'amico e socio Matteo Pagliarani come soggetto per un concorso.

La storia che Grotti e Pagliarani hanno immaginato è ambientata in un futuro distopico dalle atmosfere che richiamano Mad Max: un mondo dove vampiri, licantropi e umani lottano disperatamente per la sopravvivenza. I lican – creature licantrope che dominano questo universo devastato – hanno segregato gli esseri umani in riserve, ribaltando la gerarchia della catena alimentare in un'eco inquietante di come, nella storia americana, furono trattati i nativi. Un gruppo di militari si trova a combattere per la libertà dell'umanità in questo scenario desolato. L'idea di utilizzare i paesaggi dell'entroterra emiliano-romagnolo per rappresentare questo futuro cupo non è casuale. Quei ruderi, quella natura che avanza implacabile, quegli spazi aperti e silenziosi si prestano perfettamente a evocare un mondo alla deriva, dove la civiltà è crollata e ciò che resta dell'umanità sopravvive ai margini. La campagna tra Bologna e Rimini diventa così il palcoscenico ideale per questo dramma fantascientifico.

Grotti interpreta il tenente Kurt, ex militare ora diventato cacciatore di lican. Nel cast della serie prodotta da Dream Factory Studio figurano anche l'attore Piero Maggiò – volto noto al pubblico per aver recitato in numerosi film, tra cui Il mandolino del capitano Corelli al fianco di Nicholas Cage – l'attrice romana Giada Cambria e il riminese Ferdinando Fogliamanzillo. Ma il percorso verso Amazon Prime è stato tutt'altro che lineare. Dopo aver vinto diversi premi e suscitato l'interesse di alcuni produttori, la pandemia ha congelato tutto. L'impossibilità di procedere con la produzione dell'intera stagione ha spinto Grotti e Pagliarani a optare per un episodio pilota, una sorta di biglietto da visita per dimostrare la validità del progetto. "Questo risultato è importante anche per onorare la memoria di Matteo, che oggi non c'è più", racconta Grotti con evidente commozione. "Ma l'obiettivo resta quello di produrre l'intera serie".

Ma Carlo Grotti non è solo cinema. Tra surf – sua grande passione – e ancora un po' di politica, l'ex consigliere comunale mantiene un piede nel mondo delle istituzioni. Come responsabile del dipartimento sport di Fratelli d'Italia a Rimini, sta lavorando al progetto No racism in sport, un comitato volto a contrastare le discriminazioni nel mondo sportivo. "Vogliamo esaminare i contesti in cui il fenomeno è ancora presente e combatterlo, partendo dall'educazione delle tifoserie più calde", conclude Grotti, dimostrando che la sua attenzione per i temi sociali non si è spenta con la fine del suo mandato politico.

Da consigliere comunale a regista su Amazon Prime, da surfista a produttore cinematografico, passando per l'impegno contro il razzismo nello sport: Carlo Grotti Trevisan cavalca davvero molte onde, nella vita come nel cinema. E mentre Cold Moon inizia il suo viaggio sulle piattaforme streaming, la speranza è che presto altre puntate possano vedere la luce, portando i paesaggi romagnoli – e la visione artistica di questo poliedrico riminese – davanti a un pubblico sempre più vasto.

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